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Spagna, Strasburgo 'libera' un terrorista Eta

La Corte europea annulla la norma retroattiva. Scarcerazioni in vista.

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Un murales dell'Eta a Pamplona, nei paesi Baschi.

Una sentenza che diventa subito controversa è quella emessa il 21 ottobre dalla grande Camera del tribunale europeo dei Diritti umani di Strasburgo: la corte ha infatti condannato la Spagna per aver mantenuto in carcere per 5 anni più del dovuto Ines del Rio Prada dell'Eta - condannata a 3.828 anni di reclusione per 24 omicidi - in base alla cosiddetta dottrina Parot, giudicata contraria all'articolo 5.1 della convenzione europea dei diritti umani.
SCARCERAZIONE PER I TERRORISTI? Una sentenza accolta con molte polemiche a Madrid, perché è probabile che comporti, salvo colpi di scena, la scarcerazione di un'ottantina di affiliati all'Eta, 70 dei quali condannati per terrorismo, gli altri per reati comunque gravi.
RETROATTIVA LA DOTTRINA PAROT. La dottrina Parot, introdotta nel 2006 dalla Corte suprema spagnola, serve per calcolare i benefici di pena sul cumulo delle condanne e non sui 30 anni di reclusione massima fino a quel momento previsti dal Codice penale.
La sentenza di Strasburgo stabilisce che non si può applicare questo tipo di calcolo a reati commessi prima del 1995, in quanto diventa retroattiva violando i diritti fondamentali dei detenuti.
Nel respingere il ricorso presentato dal governo spagnolo, la grande Camera ha confermato in via definitiva la sentenza emessa nel luglio 2012 dalla Corte europea dei Diritti umani, che condannava la Spagna a risarcire con 30 mila euro per danni morali del Rio, che ha finora scontato 26 anni e 2 mesi di detenzione.
«UNA SENTENZA OSCENA». 55 anni, del Rio è membro del commando Madrid dell'Eta, autore fra gli altri di attentati come quella della Plaza de la Republica Dominicana della Capitale, nel quale morirono 12 guardie civili. La sentenza odierna rappresenta un duro colpo per le vittime del terrorismo in Spagna, rilevano diversi responsabili. Angeles Pedraza, presidente dell'Avt, la maggiore associazione di vittime del terrorismo ha affermato che i suoi sentimenti davanti alla sentenza sono stati «dolore, sofferenza, paura, disperazione, vergogna e pena».
Il suo collega dell'associazione 'voci contro il Terrorismo', Francisco Josè Alvarez, ha chiesto al governo di non applicare la sentenza della corte di Strasburgo.
«UNA VITTORIA PER SANGUINARI TERRORISTI». La condanna della 'dottrina Parot', rappresenta - secondo la stampa spagnola - una vittoria morale per l'Eta, responsabile della morte di 829 persone in oltre 40 anni di attentati, proprio al compimento, il 20 ottobre, del secondo anniversario della tregua unilaterale decretata dall'Eta, in un processo di pace fermo a un punto morto nel Paese Basco, anche per il rifiuto dell'esecutivo del Partito popolare di aprire qualunque dialogo con i terroristi.
LA GIOIA DEI BASCHI. La sentenza è stata invece accolta da applausi da un mezzo migliaio di attivisti della Sinistra patriottica indipendentista, la Izquierda Abertzale, concentrati davanti alla delegazione del governo a Bilbao.
«IL GOVERNO VA AVANTI CONTRO IL TERRORISMO». Il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardon, in una conferenza stampa con il titolare del dicastero degli Interni, Jorge Fernandez Diez, ha detto che l'esecutivo «si rammarica» per la sentenza di Strasburgo «che riguarda un caso concreto».
Il governo - ha assicurato il titolare dell'Interno - «non ha intenzione di fare marcia indietro nella sua politica antiterrorista e penitenziaria», né consentirà alcun atto che comporti un'istigazione al terrorismo o l'umiliazione delle sue vittime.

21 Ottobre Ott 2013 1715 21 ottobre 2013
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