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COSE DI CASTA
5 Novembre Nov 2013 1315 05 novembre 2013

Movimento 5 stelle, parentopoli e favoritismi

Fidanzate e amici. La spintarella nel M5s.

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Mogli, mariti, cognati e fratelli. Ormai è chiaro: esiste anche una Parentopoli a 5 stelle. Nel Paese del «tengo famiglia», d’altronde, c’era da aspettarselo. Pure Beppe Grillo con il suo severo codice di comportamento dovrà farsene una ragione.
GLI ATTACCHI AL PD. Sono lontani, insomma, i tempi in cui il comico genovese tuonava contro Piero Fassino e consorte, entrambi impegnati in politica. O, più recentemente, contro l’sms del Pd Dario Franceschini ai suoi amici a sostegno della compagna, candidata al Consiglio comunale di Roma.
A contraddire, tra l’altro in maniera plateale - in un video di appena cinque giorni fa - i sani propositi del movimento ci ha pensato Barbara Lezzi. La senatrice pentastellata ha assunto, infatti, come portaborse la figlia del compagno (che si è dimessa dopo le polemiche).


Con una convinta autodifesa («Io tra l'altro ho assunto non il padre», ha spiegato, «ma la figlia, che è una ragazza laureata in Economia, e io sono vicepresidente della commissione Bilancio»), la parlamentare ha finito con lo scoperchiare il vaso di Pandora del familismo 5 stelle. In barba al documento sottoscritto da tutti i candidati grillini alle Politiche, con tanto di impegno a seguire criteri meritocratici e «a non selezionare o far selezionare parenti e affini fino al quarto grado».

I pentastellati tengono famiglia

Maurizio Buccarella del M5s.

Il caso Lezzi, tuttavia, non è isolato in casa M5s. Anche la collega Vilma Moronese, per esempio, è finita sotto accusa per aver scelto come assistente personale il compagno.
Che la logica del «così fan tutti» avrebbe fagocitato pure il Movimento era prevedibile. Le premesse, d’altronde, c’erano tutte già all’epoca delle candidature. E così, in Sicilia, un posto in lista se l’è aggiudicato Azzurra Cancellieri, ora deputata M5s, nonché sorella di Giancarlo, capogruppo del movimento all’Ars. E che dire di Cristian Iannuzzi e di sua madre Ivana Simeoni, entrambi eletti rispettivamente alla Camera e al Senato?
I FRATELLI BUCCARELLA. In Puglia, invece, i vertici pentastellati non hanno avuto nulla da ridire sulle candidature di Maurizio e Tiziana Buccarella, fratello e sorella. Tra l’altro con un’ottima posizione in lista (rispettivamente primo e quarto posto). A onore del vero, però, dei due solo il primo siede a Montecitorio. Ma per una ragione molto semplice: Tiziana Buccarella ha deciso autonomamente di ritirarsi.
Al Senato in commissione Esteri siede, poi, Cristina De Pietro. Sarà un caso, ma la parlamentare, eletta in Liguria, è sorella di Stefano, consigliere comunale grillino.
MARITI E MOGLI. Neppure l’M5s Lombardia, comunque, ha resistito al richiamo del talamo nuziale. E così i coniugi Tatiana Basilio e Simone Ferrari hanno presentato entrambi la loro candidatura. Anche se, alla fine, solo la prima è riuscita a ottenerla e oggi siede tra i banchi della Camera.
Le senatrici Giovanna Mangili e Laura Bignami avranno senza dubbio meritato un posto al sole nei Palazzi, portando a casa «tanti voti e conquistandoli con le loro forze», come sosteneva convinto nei primi mesi della legislatura l’allora capogruppo Vito Crimi, ma sta di fatto che entrambe avevano accanto due mariti già consiglieri 5 stelle al Pirellone.

Mi manda Fico

Il presidente della Commissione di vigilanza Rai Roberto Fico.

Pure i fidanzamenti però possono rivelarsi un ottimo trampolino di lancio. E così Yvone De Rosa, da anni a Londra, nonché partner di Roberto Fico, uno tra i più ortodossi deputati grillini, è risultata prima eletta nella circoscrizione estera Europa. Sul caso aveva puntato i riflettori Gino Camillo, un attivista M5s residente proprio nella City. «Non riesco a capire come possa risultare la prima eletta nella circoscrizione Europa dato che si è iscritta al MeetUp di Londra solo il 6 novembre 2012», aveva denunciato «e che prima di questa data era venuta a un solo MeetUp il 19 ottobre per accompagnare il suo ragazzo Roberto Fico».
LA CARICA DEGLI EX COLLABORATORI. Cooptazione familiare e sentimentale a parte, comunque, per un Movimento che ha fatto del merito la sua bandiera e della forza dei curricula il tratto distintivo, anche le classiche «segnalazioni» di vecchi amici o collaboratori risuonano come una nota stonata.
Sarà un caso, ma la deputata M5s Fabiana Dadone, eletta in Piemonte, vantava una collaborazione con il consigliere comunale grillino Federico Costamagna. Stesso discorso per la parlamentare Laura Castelli. Un curriculum di tutto rispetto il suo. Chissà se la laurea in Economia ha pesato di più della collaborazione col gruppo consiliare sempre in Piemonte.

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