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BESTIARIO
13 Novembre Nov 2013 1846 13 novembre 2013

Movimento 5 stelle, Pino Chet e le sparate dei parlamentari

Dalle Sirene all'11/09, gli scivoloni degli eletti M5s.

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La causa è pure buona. Ma la toppa, come spesso si dice, rende il buco ancora più evidente.
Succede a Sara Paglini, senatrice del M5s, che su Facebook prendendo le distanze dalle parole di Emanuela Corda (quella del racconto sui kamikaze durante le commemorazioni in parlamento della strage di Nassiriya) scivola su un errore blu.
PINO CHET CONQUISTA LA RETE. «La vita deve essere una cosa sacra, specialmente quella degli altri. Se un sistema criminale e distorto porta le persone a perdere il senso della vita, abbiamo il dovere di lavorare nella direzione opposta, con l'esempio, la cultura, l'intelligenza, la vicinanza e la solidarietà ai più deboli e manipolati, ma per favore, non giustifichiamo tutto», ha scritto sul social la pentastellata. E fino a qui tutto bene, se non fosse che Paglini inizia a passare in disamina i dittatori e ci infila, tra Pol Pot e i colonnelli in Argentina, un certo Pino Chet.



E così #PinoChet è diventato trending topic su Twitter. Con relativi sfottò.
TATIANA E LE SIRENE. Ma i 5 stelle non son nuovi a uscite bizzarre. La scorsa settimana la deputata Tatiana Basilio sosteneva sempre su Facebook l'esistenza delle sirene. Salvo poi liquidare il tutto come uno scherzo.
Eppure i toni erano tutt'altro che ironici. «Ci sono prove schiaccianti», ha postato, «sei scienziati le hanno viste». Attaccando la Noaa, la National Oceanic Atmospheric Administration, colpevole di «aver negato tutto», e di «aver cancellato e sequestrato il materiale» che dimostrerebbe l’esistenza delle donne pesce.
In molti, anche nel Movimento, hanno chiesto a Basilio di fare un passo indietro. Richiesta rispedita al mittente.

I chip sottocutanei e le teorie del complotto Usa

Non era andata meglio al suo collega Paolo Bernini, anche lui deputato, quando - era lo scorso aprile - sostenne che negli Stati Uniti avessero iniziato a impiantare dei chip sottopelle con l’obiettivo di controllare tutta la popolazione americana. «In America», dichiarò, «hanno già cominciato a mettere i microchip all’interno delle persone, è un controllo su tutta la popolazione». Altro che Edward Snowden e il Datagate.
L'ATTENTATO DELL'11/09. Sempre Bernini, proprio durante una discussione sulla commemorazione dell’11 settembre, sostenne pubblicamente la tesi secondo cui la strage del World Trade Center fosse stata opera di «un lavoro interno», o come dicono negli States, «It was an inside job». Durante il suo intervento il pentastellato sottolineò come la versione ufficiale fosse stata smentita «da tutti i punti di vista».


Su Twitter rincarò la dose, giocandosi addirittura la poltrona: «Se qualcuno mi mostra un video dove si vede bene l'aereo che colpisce il Pentagono mi dimetto».
Evidentemente nessuno glielo ha mostrato. Perché Bernini è ancora a Montecitorio.

La scienza a 5 stelle: dalle scie chimiche all'Aids

Beppe Grillo

I grillini hanno anche sposato la teoria del complotto sulle scie chimiche che non sarebbero semplici scie di condensazione prodotte dagli aerei, ma create (non si sa né si capisce bene perché) utilizzando agenti biologici o chimici. La comunità scientifica non ha mai dato nessun credito alla teoria, ma il Movimento 5 stelle sì, tanto che sul sito di Grillo, Andrea Naural, responsabile del MeetUp di Venezia ha scritto: «Chiedo che i parlamentari M5s procedano a un’interrogazione nei confronti del ministro della Difesa per fare chiarezza sulle scie chimiche».
Se i pentastellati le sparano grosse, non è da meno il loro leader Beppe Grillo che, nel 1998 nello spettacolo Apocalisse morbida, aveva dichiarato che l’Aids era una «grossissima bufala» orchestrata dalle case farmaceutiche. «Lo dicono due Nobel, non io».
L'ATTACCO A MONTALCINI. E sempre a proposito di Nobel come dimenticare l'affondo contro Rita Levi Montalcini che il comico arrivò a definire «puttana». La senatrice a vita, scomparsa il 30 dicembre del 2012, secondo Grillo conquistò il riconoscimento grazie a una ditta farmaceutica.

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