FAN DI PESO
11 Dicembre Dic 2013 0524 11 dicembre 2013

Matteo Renzi, i poteri forti a sostegno del segretario

Da Confalonieri a Caltagirone: i supporter influenti.

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All’inizio fu Fedele Confalonieri. Era il dicembre 2010 e il principale collaboratore del Cavaliere sentenziava: «Non saranno i Fini, i Casini e gli altri leader già presenti sulla scena politica a succedere a Berlusconi, sarà un giovane».
Due i nomi: «Per il centrodestra vedo Andrea Ceccherini, per il centrosinistra potrebbe essere Matteo Renzi. Mi sembrano due fuoriclasse».
LE PUBBLICHE RELAZIONI. Da allora è stato un continuo bussare alle porte di Palazzo Vecchio: imprenditori, manager e soprattutto finanzieri. Anche perché il sindaco di Firenze non ha mai lesinato energie nelle pubbliche relazioni, creando un parterre di supporter nell’economia a dir poco disomogeneo.
LE ACCUSE DI D'ALEMA. Al punto che Massimo D’Alema, a detta di Guido Rossi il creatore a Palazzo Chigi di «una merchant bank dove non si parlano le lingue», ha definito Renzi il terminale di «quei poteri forti che vogliono liquidare la sinistra». Vero o falso che sia, le centrali del potere più vicini alla tradizione Pci-Pds-Ds (le cattedrali rosse come Unipol o il parastato in stile Rai) non sembrano amare il rottamatore.

Gli affari nel mondo affidati allo 'speculatore' Serra

Davide Serra, sostenitore della campagna di Matteo Renzi.

Da Palazzo Chigi D’Alema aveva benedetto la scalata a Telecom dei capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti. Quelli che comprarono l’ex monopolista telefonico a debito, erodendo così ricavi e risorse per lo sviluppo. Ma Renzi ha superato un altro tabù per la sinistra. Ha scelto come suo ambasciatore nel mondo degli affari lo “speculatore” Davide Serra: titolare del hedge fund Algebris (1,4 miliardi la sua raccolta), rottamatore di Bernheim in Generali, il «bandito delle Cayman» secondo Pier Luigi Bersani.
L'APPOGGIO DI NAGEL. Era il 2012 e, complice anche il lavoro di Marco Carrai, da quel momento ogni manager si è sentito in dovere di dirsi «renziano». E sono nomi pensanti. Alberto Nagel, erede di Cuccia in Mediobanca, l’ha scelto perché «io sono per quelli che fanno». Mario Greco (Generali) gli avrebbe messo a disposizione lo storico caffè San Marco per la tappa triestina del tour elettorale. In questo pantheon anche il numero uno di Vodafone, Vittorio Colao, uno che in Italia potrebbe prendersi un po’ di vendette dopo la cacciata da Rcs.
IL FEELING CON LUXOTTICA. Ma il manager più ascoltato sarebbe l’amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra. Schierati su questo versante anche mandarini del potere post-democristiano come i banchieri Fabrizio Palenzona e Claudio Costamagna. Odi et amo con Sergio Marchionne: prima l’ex sindaco di Firenze ha appoggio la furia antisindacale del boss di Fiat, quindi ha denunciato il fallimento di Fabbrica Italia, il mai realizzato piano industriale del Lingotto nel Belpaese.
Poi c'è il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera che con la moglie Afef domenica 8 dicembre s'è recato ai seggi per votare alle primarie del Pd.

L'amicizia con Farinetti, Della Valle e Cucinelli

Francesco Gaetano Caltagirone.

Rottamatore anche nel mondo degli affari, ma con troppi distinguo. In fondo non sorprende che Renzi ostenti l’amicizia di imprenditori innovativi come Oscar Farinetti (l’ultimo ambasciatore dell’italian food nel mondo), il re del lusso Diego Della Valle o l’industriale umanista Brunello Cucinelli (ha garantito un bonus da 5 milioni ai lavoratori dopo l’Ipo).
Lascia un po’ perplessi che il segretario del Pd, lo stesso che spara a palle incatenate contro i Ligresti e la loro gestione della fiorentina Fondiaria, crei legami con tutta quella galassia gerontocratica che, come don Salvatore, ha fatto parte del salotto buono targato Mediobanca.
L'INCONTRO CON CALTAGIRONE. È il caso di Cesare Romiti, che l’ha definito «un giovanotto preparato». Sulla stessa posizione Carlo De Benedetti. Il quale, dopo le ultime elezioni, si è schierato con l’inquilino di Palazzo Vecchio. Nel club degli ottuagenari per Renzi anche Leonardo Del Vecchio di Luxottica e, soprattutto, Francesco Gaetano Caltagirone. L’uomo più liquido d’Italia ha fatto una concessione alla sua ritrosia e ha confessato da Lilli Gruber di aver incontrato Renzi. «I partiti hanno perduto il contatto con la gente, lui invece quel contatto ce l’ha».

Per Sposetti (Ds) dietro il rottamatore ci sono Israele e la destra Usa

La sede di Morgan Stanley a New York.

Ugo Sposetti, ultimo cassiere dei Ds, ha sentenziato: «Dietro i finanziamenti milionari a Renzi c’è Israele e la destra americana».
Va detto che lo storico compagno di Viterbo e il sindaco di Firenze presto si dovrebbero fronteggiare su un tesoretto da sempre blindato dai Ds: l’ex patrimonio immobiliare della Quercia 'sepolto' in una serie di fondazioni.
Quel che è vero è che anche all’estero guardano al futuro segretario del Pd per portare stabilità in Italia.
SERRA PORTA I SOLDI DI MORGAN STANLEY. Nei mesi scorsi è girata la notizia che, grazie ai buoni canali di Davide Serra, suoi ex colleghi manager di Morgan Stanley avrebbero finanziato la campagna del rottamatore. Sullo stesso fronte, ma verso Israele, avrebbe lavorato il guru della Matteonomics e parlamentare Pd, Yoram Gutgeld. La Fondazione Big Bang ha smentito le insinuazioni di Sposetti così come la notizia data dall’Espresso, che anche il socio forte di Gucci, François-Henri Pinault, avrebbe staccato un assegno.

L’incoronazione di Arcore e l'endorsement di Confalonieri nel 2010

Silvio Berlusconi e la figlia Barbara.

Silvio Berlusconi, si sa, ha un debole molto interessato per Renzi.
In questi anni lui e le sue testate gli hanno tirato la volata, anche per marcare la modernità del sindaco di Firenze rispetto al trinariciuto Bersani. Ma il neosegretario del Pd ha più di un fan a Mediaset.
Se l’endorsement di Confalonieri è del 2010, l’anno dopo, alla prima Leopolda, c’erano uomini ben conosciuti a Cologno Monzese come l’ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori (per la cronaca, il primo pentito del renzismo), il produttore Davide Bogi e Martina Mondadori.
IL SOSTEGNO DI BRIATORE. Pier Silvio Berlusconi lo vorrebbe addirittura come conduttore del Biscione, mentre la presunta sfidante Marina si aspetta più coraggio. Con il rottamatore, senza se e senza ma, la rottamatrice di casa, la terzogenita Barbara. Più in generale anche amici personali del Cavaliere, come Flavio Briatore, si sono schierati con Renzi.

Tra quelli ancora da conquistare ci sono gli uomini della finanza rossa

L'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri.

Non tutti però sono caduti preda del fascino di Renzi. Nella corsa delle primarie ha fatto rumore il silenzio della finanza rossa, orfana di Massimo D’Alema. Fredda la cooperazione che tanti voti controlla tra Toscana e Emilia. Freddo l’uomo forte di Unipol, Carlo Cimbri, nonostante il corteggiamento del sindaco di Firenze (i due si sono visti a ottobre e Renzi si è complimentato per la scalata a Fonsai).
PROFUMO SIMPATIZZA PER BINDI. Sta a guardare anche Alessandro Profumo, impegnato com’è a sistemare i conti di Mps. Ma se il presidente della banca è storicamente vicino a quella parte della Margherita avversa al rottamatore (Rosy Bindi su tutti), sorprende l’atteggiamento della neopresidente della Fondazione, Antonella Mansi, che pure è stata votata dal renziano sindaco di Siena Bruno Valentini: ha infatti guidato una sortita poco rottamatrice come il tentativo di rallentare l’aumento di capitale dell’istituto più antico d’Italia.
LE CONTROLLATE DI STATO NON SI SBILANCIANO. Ci sono poi le controllate di Stato. In primavera è previsto il rinnovamento dei vertici di Eni, Ferrovie e Poste. E nessuno degli attuali capoazienda (Paolo Scaroni, Mauro Moretti e Massimo Sarmi) si è schierato con il nuovo padrone del Nazareno. Tutto fa ipotizzare per quella uno scontro molto forte tra Renzi e chi, di quelle nomine, dovrebbe essere il registra: il premier Letta. Qualcosa s’intravede già in Rai: i renzi boys, guidati dal direttore di Rai Trade Luigi De Siervo, fanno pressioni sull’amministratore Luigi Gubitosi e sul direttore del Tg1 Mario Orfeo per un riequilibrio.

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