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Legge elettorale, Alfano: «Ok al sindaco d'Italia»

Il leader Ncd apre a Renzi. Il M5s: «Ripete sempre le solite storielle».

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Angelino Alfano.

Risposte contrastanti alle proposte post Porcellum di Matteo Renzi, rese note nella missiva indirizzata ai segretari dei partiti il 2 gennaio.
Un'apertura è arrivata dal segretario del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. «Siamo coerenti con quanto detto», ha spiegato il ministro dell'Interno, «noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci. L'impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c'è bisogno di molte altre parole. Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito».
IL CAV: «OK, MA CON ELECTION DAY». Parzialmente soddisfatto pure Silvio Berlusconi. «A proposito di legge elettorale», ha detto, «colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c'è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori». Il Cav è, però, tornato a chiedere «un election day per garantire un'alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato».
DAL M5S: «RIPETE STORIELLE A PAPPAGALLO». Ha risposto picche al sindaco di Firenze, invece, il Movimento 5 stelle. «Matteo Renzi, il leader telecomandato, continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno né del Pd né (tantomeno) del Movimento 5 stelle», hanno scritto i parlamentati grillini sul loro sito web.
DI MAIO: «SIAMO PER IL MATTARELLUM». Mentre il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, sulla sua pagina Facebook, ha scritto: «Il Movimento 5 stelle voterà per il ritorno alla legge elettorale Mattarellum, quella del 1993, l'ultima costituzionalmente valida e senza 'mutazioni genetiche' su misura per i partiti. Se Renzi ha paura di perdere le prossime elezioni con il Mattarellum, lo ammetta. Perché a quanto vedo sta facendo di tutto per cucirsi 'il vestito su misura'».
L'ORDINE DI NON RISPONDERE AL SEGRETARIO PD. E dire che la linea dettata dal movimento era stata quella di «non cedere alle provocazioni» dell'ex rottamatore. «Nessuno replichi all'intervento di Matteo Renzi», era stato l'ordine di scuderia dettato dai vertici del M5s e veicolato a tutti i parlamentari cinque stelle. Ordine, però, disatteso da alcuni deputati e senatori che sulle proprie pagine Facebook avevano già commentato l'intervista del segretario del Pd al Fatto Quotidiano. La decisione - era stato spiegato da fonti interne - era stata presa per non dare peso alle parole del sindaco di Firenze: «Dobbiamo confrontarci sui contenuti in parlamento e non sulle pagliacciate».

2 Gennaio Gen 2014 1700 02 gennaio 2014
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