Renzi 131219121145

Riforme, Renzi tende la mano a Grillo

«Riformando il Senato si risparmia 1 mld».

  • ...
Il segretario del Pd, Matteo Renzi.

Un drastico ripensamento del Senato è ramoscello d'ulivo di Matteo Renzi a Beppe Grillo. Il 2014 del segretario del Partito democratico comincia da buoni propositi, e proposte concrete. Primo fra tutti l'idea di «risparmiare un miliardo» di euro grazie alla trasformazione del Senato in una Camera degli enti locali, «altro che i 40 milioni di rimborsi elettorali cui hanno rinunciato i grillini». «Se i senatori Cinque Stelle sono d’accordo lo facciamo domani».
Nella sua intervista al Fatto Quotidiano, l'ex rottamatore ha parlato del discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano («Quello di San Silvestro è stato un messaggio che invita al coraggio delle riforme e a occuparsi di lavoro e lo condivido»), riflettuto sui vincoli dell'Ue in vista delle prossime elezioni europee («Se all’Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, è evidente che il vincolo del deficit al 3 per cento del Pil si può sfondare») ma soprattutto invitato il M5s a collaborare per «cambiare l'Italia».
«IL M5S DEVE FARE ACCORDI PER VINCERE LE BATTAGLIE». «Alcune battaglie – anche sacrosante – del M5s possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi», ha avvertito Renzi, che per specificare il concetto a tenuto a correggere Grillo sui meriti attribuiti al Movimento nel suo controdiscorso di fine anno sulla decadenza del Cavaliere, sulla mancata riforma dell'articolo 138 o sul taglio dei costi della politica. «Il voto palese è stata decisione del Pd e determinante è risultato il voto della senatrice Linda Lanzillotta che non mi pare grillina. La riforma del 138 è saltata quando ha cambiato idea Berlusconi, dopo che è uscito dal governo, lo sanno tutti. E sui costi della politica, Grillo ha rinunciato alla propria quota di finanziamento, per circa 40 milioni di euro, ma sul voto che, bloccando le Province, porta a un risparmio come minimo dieci volte più grande, non solo i Cinque Stelle sono stati contrari ma addirittura hanno fatto ostruzionismo agli ordini del compagno Brunetta», ha sottolineato Renzi.
«I GRILLINI CAMBINO FORMA MENTIS». Il segretario del Pd ha specificato: «Per i parlamentari cinque stelle il 2014 sarà l’anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis: ci sono quelli che credono alle scie chimiche e ai microchip nel cervello, e questi fanno ridere, ma sta anche nascendo un gruppo dirigente molto interessante». Su alcuni temi hanno fatto cose giuste, sul Milleproroghe, sugli affitti d’oro della Camera. Ma le loro posizioni sono passate solo perché qualcuno del Pd ha deciso che bisognava andare in quella direzione, in altri casi l’iniziativa è stata nostra, come per bloccare l’emendamento sulle slot machine».
«ELIMINARE BICAMERATISMO PERFETTO». Per il sindaco di Firenze la la madre di tutte le battaglie è la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali. «Se sei presidente di una Regione o sindaco, sei automaticamente senatore, senza indennità aggiuntive. E in Senato puoi esprimere il tuo parere solo sulle materie, quelle che riguardano gli enti locali. Finisce il bicameralismo perfetto e macchina burocratica drasticamente semplificata», ha detto spiegando il modello che ha in testa. «Basterebbe un sì dei senatori Cinque Stelle e cambieremmo la storia italiana. Ma loro nicchiano, chissà perché...».
«ITALIA FUORI DALL'EURO? SAREBBE UN DISASTRO». Sulla possibile uscita dell’Italia dall’Euro invece Renzi ha sbattuto la porta in faccia a Grillo che sul tema aveva evocato un referendum nel suo video-messaggio del 31 dicembre. Un «no» categorico. «Uscire oggi dall'euro avrebbe ripercussioni decisamente negative sulla vita degli italiani, schizzerebbero i tassi di interesse, sarebbe più difficile lavorare per le imprese, si indebolirebbe ancora la capacità d'acquisto delle famiglie. Sono pronto a una discussione, ma nel merito sono in disaccordo. L’eccesso di tecnocrazia nella gestione dell'euro si risolve non eliminando l'euro, ma riportando la politica a fare il suo mestiere», ha spiegato Renzi.

2 Gennaio Gen 2014 0700 02 gennaio 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso