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PERSONAGGIO
3 Febbraio Feb 2014 1605 03 febbraio 2014

Claudio Messora, il guru della comunicazione del Movimento 5 stelle

Chi è il portavoce grillino che ha attaccato Boldrini.

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Intelligente, preparato, generalmente pacato: chi lo conosce descrive Claudio Messora, alias Byoblu, come una persona brillante, che dice quello che pensa, senza giri di parole.
Ma a nessuno questa è sembrata una giustificazione valida per quel tweet affidato alla Rete, con tanto di refusi ed errori verbali, la sera del 2 febbraio, e cancellato pochi minuti dopo: «Cara Laura, volevo tranquillizarti... Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori... tu non corri nessun rischio!', riferito al presidente della Camera Laura Boldrini che aveva definito gli utenti grillini che l’insultavano «potenziali stupratori». A poco è servito che Messora scrivesse «Mi dispiace, ho esagerato col bar dello sport». Il danno era già fatto.

E dire che l’attuale consulente del Movimento 5 stelle, scelto da Roberto Casaleggio e Beppe Grillo in persona per occuparsi della comunicazione del gruppo al Senato, è uno che di media e web ne capisce davvero.
Anche se questo non gli ha impedito diversi scivoloni. Come l’andare in silenzio stampa a poche ore dalla nomina a responsabile della comunicazione, appunto. O la mail inviata ai parlamentari con cui lo scorso novembre ha annunciato il no alla diretta streaming dell’assemblea in cui si doveva discutere della parentopoli nel M5s, perché «rischiamo di fare brutta figura».
AMA LE TEORIE DEL COMPLOTTO. Per non parlare nel passato: all’indomani della nomina al Senato si parlò tanto di un suo post dal titolo «Aids, la grande balla dell'Hiv», in cui dava credito alla teoria del complotto.
E prima ancora in molti sul web riportavano un suo tweet in cui avrebbe confessato di aver votato per due volte Forza Italia. Ora non c’è più, gli screenshot sì.
In rete si scopre pure che il Messora degli inizi per pubblicizzare i suoi siti usava strategie sicuramente originali, come pregare gli utenti dei gruppi su Google di scrivere un messaggio sul suo sito indirizzato alla sua ex affinché si convincesse a tornare. Amore disperato o disperato bisogno di contatti? Chi lo sa.

Blogger e videomaker col pallino della tivù

Claudio Messora.

Quel che è certo invece è che Messora, classe 1968, nato ad Alessandria d'Egitto da genitori italiani, un passato da musicista (nel suo profilo pre-era grillina vantava d’aver portato una canzone sul podio a Castrocaro) e da project manager, si è fatto strada sotto le spoglie di Byoblu, che è il suo nickname online ma anche il suo sito indipendente in cui come videoblogger si occupa, dal 2007, di politica ed economia.
PRESENZIALISTA TELEVISIVO. Un’attività che lo ha presto portato vicino a Grillo, a Casaleggio, e al Movimento 5 stelle ancora agli albori.
Messora col tempo si era guadagnato un blog sul Fatto Quotidiano online, assidua presenza a Servizio Pubblico di Michele Santoro e il ruolo di ospite fisso a L’Ultima Parola di Gianluigi Paragone. Ma il rapporto più proficuo è stato quello coi grillini.
CON CASALEGGIO DAL 2009. Con la Casaleggio e Associati ha avuto rapporti nel 2009, quando per loro ha lavorato alla campagna elettorale di un candidato Idv alle regionali abruzzesi e poi ad altri progetti per le europee.
Ma sono le sue posizioni espresse sul blog che lo hanno avvicinato parecchio al comico genovese.
Dei grillini Messora è considerato l’ideologo web, anche se lui ha sempre rifiutato questo ruolo: i suoi post sono spesso stati rilanciati da Grillo e i suoi interventi ospitati dalla web tivù grillina La Cosa, di cui è uno degli ispiratori.
DAI M5S STIPENDIO DA 5138 EURO AL MESE. È stato lui, tanto per fare un esempio, a realizzare un’intervista al sindaco pentastellato di Parma Federico Pizzarotti all’indomani della polemica sul termovalorizzatore. Puntualmente rilanciata su Beppegrillo.it.
Una cosa è certa: il comico genovese si fida di lui. Lo dimostra la nomina a responsabile della comunicazione al Senato, un incarico da 5 mila euro al mese più tutti i rimborsi pagati, come ha confermato lui stesso quando ha dimostrato che ad agosto 2013 aveva guadagnato un lordo di 5.138 euro, cui si aggiungono 961 euro a titolo di rimborso «ad personam variabile», in cui rientrano i viaggi tra Roma e Milano, l’affitto d’un monolocale e pure i pasti, che «lavorando tutto il giorno al Senato non ha il tempo di fare la spesa», figuriamoci di cucinare. Lo dimostra pure il modo in cui l’ha difeso dalle critiche all’indomani di quella nomina.

Contestato da una parte dei parlamentari grillini: «È una spia del capo»

Il leader del M5S Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Anche se poi per Byoblu la strada non è mai stata in discesa.
I rapporti con il suo corrispettivo e il gruppo nell’altro ramo del parlamento non sono mai stati facili. E il blogger è sempre stato guardato con sospetto e insofferenza da deputati e senatori, convinti, proprio alla luce del suo rapporto con Grillo, che svolga il ruolo di «spia del capo», una sorta di esecutore degli ordini provenienti da Genova.
CATALANO: «UNA DELUSIONE». Non è un caso che dopo la bufera del tweet Ivan Catalano, deputato M5s, usi il web per dire che Messora è «una delusione» e chiedere a Casaleggio di riprendersi il suo consulente.
Ma non solo. Su Facebook Catalano ha scritto ben di più: «I consulenti di Pnl (Programmazione neuro linguistica, ndr) stanno facendo un ottimo lavoro. Far dipendere la politica dalla comunicazione e dal marketing, la svuota dai contenuti. Direi che in meno di 10 mesi ci siamo adeguati alla comunicazione peggiore che potevamo fare», è l’accusa, «La rete dovevamo usarla per fare partecipare le persone alla politica, tramite strumenti di democrazia diretta».
IN MOLTI CHIEDONO LE DIMISSIONI. La tecnica cui il deputato fa cenno, la Pnl, è la programmazione neurolinguistica, una tecnica di manipolazione mentale che combina marketing (in questo caso politico) e psicologia per riuscire a indurre attraverso il linguaggio un certo tipo di schema comportamentale. E in effetti subito dopo il tweet dello scandalo c’era chi sosteneva che facesse parte di una strategia per tenere alta l’attenzione sul caso Boldrini e contemporaneamente fare incetta di contatti: il vecchio 'purché se ne parli', insomma. Ma ora sono in molti a pensare che l’esperto web di Grillo e Casaleggio abbia esagerato. E a chiederne le dimissioni.

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