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INTERVISTA
6 Febbraio Feb 2014 1147 06 febbraio 2014

M5s, Imposimato: «Sono costituzionali»

Il giudice: «I grillini sono gli unici ad aver difeso la Carta».

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Ci tiene a precisare di non essere un militante del M5s, in questi giorni al centro di aspre polemiche dopo la bagarre andata in scena lo scorso 30 gennaio a Montecitorio e riguardante la conversione in legge del decreto Imu-Bankitalia. E, parlando fuori dal coro, ritiene che quello di Beppe Grillo sia «l’unico partito che lotta in difesa della Costituzione».
Anzi, per Ferdinando Imposimato, 77 anni, magistrato con un passato da parlamentare, è ingiusto puntare il dito contro deputati e senatori grillini.
«EVERSIONE? BOLDRINI SBAGLIA». Certo, il presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione afferma di non condividere alcuni atteggiamenti dei pentastellati. Ma «la democrazia», dice a Lettera43.it, «è il governo della maggioranza nel rispetto dei diritti dell’opposizione». Circostanza che «non si sta manifestando». Quindi le accuse di eversione rivolte dalla presidente della Camera nei confronti del M5s «sono affermazioni offensive». Non solo. Imposimato giudica in modo tranchant l'operato di Giorgio Napolitano: «È stato pessimo», sottolinea. «Ha consentito che la Costituzione fosse violata più volte».

Ferdinando Imposimato.

DOMANDA. In questi giorni lei è stato uno dei pochi a sostenere che è «profondamente ingiusto criminalizzare il M5s». Perché?
RISPOSTA. È necessario partire dalla valutazione del decreto legge Imu-Bankitalia.
D. Decreto che lei giudica «incostituzionale». Il motivo?
R. Si tratta di un provvedimento che mette insieme due temi del tutto diversi fra loro. Per una parte, quella che riguarda l’abolizione della seconda rata dell’Imu, la decretazione d’urgenza è giustificata.
D. E la seconda parte?
R. Concerne la ricapitalizzazione della Banca d’Italia. E in questo caso l'urgenza non è giustificata. Il decreto legge, dice l’articolo 77 della Costituzione, si utilizza solo in casi straordinari di necessità.
D. Questo lo ha sottolineato anche Laura Boldrini attaccata dal M5s.
R. In un’intervista al Corriere della Sera, Boldrini ha detto di aver rivolto ben quattro appelli al governo affinché presentasse due provvedimenti separati. Se però l’esecutivo non l’ha ascoltata allora avrebbe potuto e dovuto far decadere il decreto. Sul caso in questione, poi, ha espresso forti perplessità anche la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi (Pd), che ha parlato di provvedimento disomogeneo.
D. Quindi la bagarre innescata dal M5s è giustificata?
R. Sì, non è stato un ostruzionismo sterile e fazioso ma improntato a difendere la nostra Carta.
D. Napolitano «boia», Boldrini ripetutamente attaccata, le offese rivolte ad alcune deputate del Pd e a Corrado Augias e Daria Bignardi. Non crede che i grillini abbiano superato il limite?
R. Sicuramente ci sono stati degli eccessi che, mi preme dirlo, non condivido e non sono accettabili. Però…
D. Però?
R. Mi preoccupano di più un parlamento e una maggioranza che governano senza il rispetto dei diritti dell’opposizione. L’uso della cosiddetta «ghigliottina» è stato del tutto errato e illegittimo. In questo modo si rischia una dittatura della maggioranza che si chiama «regime».
D. Un’affermazione forte.
R. Un regime è la dittatura della maggioranza che governa senza rispettare i diritti della minoranza. Sa cosa diceva Aristotele?
D. Cosa?
R. Che la prova della democrazia è la libertà e che la prova della libertà è l’alternanza. Un fattore necessario che non può concretizzarsi se l’opposizione non viene considerata come dovrebbe.
D. Boldrini ha parlato di «intenti eversivi» da parte del M5s. Altri hanno evocato lo spettro del fascismo. Cosa ne pensa?
R. Per ciò che riguarda il problema dell’eversione, sia di destra sia di sinistra, credo di avere una certa esperienza: come magistrato me ne sono occupato per oltre 20 anni.
D. Dunque la numero uno di Montecitorio ha esagerato o no a utilizzare quel termine?
R. Penso che quella di Boldrini sia un’affermazione offensiva: secondo me, se c’è un gruppo che ha rispettato le regole della democrazia e della Costituzione, questo è il M5s.
D. Addirittura? Si spieghi.
R. A parte gli eccessi, che ho già detto di non condividere, va ricordato che quando si è cercato di cambiare certe regole, come l’articolo 138 che è uno dei pilastri della Costituzione italiana, il M5s si è giustamente posto a sua difesa. Non dimentichiamoci una cosa.
D. Quale?
R. Costituzioni flessibili, come quella di Weimar, hanno aperto la strada al nazismo e al fascismo. Ecco perché parlare di «eversione» è sbagliato: significa criminalizzare il dissenso, pretendere un’opposizione muta e silente che, dopo anni di larghe intese, non ci piace.
D. Lo scorso aprile lei fu inserito nella top ten dei candidati al Colle sul sito di Grillo. Sappiamo com’è andata. Come giudica il lavoro svolto da Napolitano?
R. In maniera pessima.
D. Perché?
R. Ha consentito che la Costituzione fosse più volte violata senza intervenire come previsto dall’articolo 74. In passato ha firmato leggi ad personam e permesso un abuso della decretazione d’urgenza che sta mettendo in pericolo la democrazia. Fatti che reputo gravi. Sono stato parlamentare per tre legislature e non ricordo nulla di simile.
D. Proprio il M5s ha proposto per lui l’impeachment. In molti sostengono che sia fondato sul nulla. Cosa ne pensa?
R. Trovo difficile che si arrivi a una vittoria del M5s. Tuttavia devo rilevare che le circostanze, benché provate, non sono tali da configurare «alto tradimento». In passato Cossiga fu accusato di fatti molto più gravi e Napolitano fu fra coloro che ne chiese l’incriminazione.
D. Ha mai incontrato o parlato con Beppe Grillo?
R. No, ci siamo solo scambiati degli sms. Gli sono grato per avere creato il M5s, ma sono convinto che occorra una legge per regolare la democrazia interna dei partiti e dei movimenti, come volevano i nostri costituenti fra cui Moro, Dossetti, Merlin, Basso e tanti altri, e per controllare la gestione corretta dei fondi.
D. Conosce qualche «cittadino» 5 stelle?
R.
Sì, e con molti di loro ho un rapporto costruttivo. Di recente ho manifesto loro il mio dissenso su alcune scelte prese, come quella sulla legge elettorale.
D. Cosa non le è piaciuto?
R. Avrei preferito un impianto maggioritario. Il proporzionalismo si può accettare solo se ci sono pochi grandi partiti. In questa situazione, con la pletora di partitini che ci ritroviamo, si ha una continua necessità delle larghe intese che a me non piacciono.
D. Con l’Italicum, Matteo Renzi dice di lavorare affinché ciò non si verifichi più.
R. È vero, ma ritengo sbagliato assegnare un premio a un partito che raccoglie il 35 o il 37% dei voti: in questo modo una minoranza diventa maggioranza. E le preferenze devono essere reintrodotte.
D. E Renzi le piace?
R. No, e ho l’impressione che abbia le idee un po’ confuse. Condivido però la voglia che ha di rinnovare la classe dirigente.
D. Come dovrebbe muoversi?
R. Deve vincere le resistenze puntando ad abbattere le diseguaglianze. Una spinta che dovrebbe avere anche il premier, Enrico Letta.
D. Non sembra un fan del governo...
R. Non serve parlare di rimpasto se non si fanno riforme che vanno nella direzione di eliminare, o almeno ridurre, una parte dei privilegi della Casta. Finché non tuteliamo il lavoro non andiamo da nessuna parte: l’obiettivo primario è la riduzione del cuneo fiscale.
D. Quali sono le altre criticità?
R. Il problema è il diritto alla casa, non certo gli aiuti alle banche. E va fatta una legge sul conflitto d’interessi.
D. Più volte i servizi hanno sottolineato come la crisi alimenti tensioni sociali. Lei che ha vissuto in prima linea gli Anni di piombo ritiene l'allarme motivato?
R. Purtroppo sì. Il cardine di una democrazia è l’eguaglianza, ma in Italia avviene il contrario: le diseguaglianze sono la prima causa delle ribellioni.
D. Potrebbe aprirsi una nuova stagione delle stragi?
R. Esiste il pericolo che ciò si verifichi.

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