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LA VISITA
7 Febbraio Feb 2014 1952 07 febbraio 2014

Tsipras, la sinistra italiana a Roma per la lista

La visita del leader di Syriza candidato alla commissione Ue.

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Paolo Flores D'Arcais, Alexis Tsipras e Barbara Spinelli a Roma, il 7 febbraio.

Antioccidentale. Euroscettico. Addirittura, secondo Der Spiegel, il nemico numero uno dell’Europa. Per altri, più semplicemente, Alexis Tsipras è un marziano, visto che è riuscito a portare Syriza, il partito della sinistra radicale greca di cui è presidente dal febbraio 2008, dal 3,26% raccolto alle elezioni del 2004 al 26,89% ottenuto nel 2012 (oggi i sondaggi lo indicano addirittura come la prima forza del Paese).
Ha 39 anni, come il segretario del Pd, Matteo Renzi. Però, mentre al sindaco di Firenze «gli attuali equilibri europei sembrano andare bene», Tsipras si pone come un uomo di rottura perché questa «è un’Europa schiava della signora Merkel e del signor Schäuble, che invece di unire tende a dividere e penalizzare i suoi cittadini, in particolare quelli del Sud».
LA LISTA PRO-TSIPRAS. Questo, e molto altro ancora, Tsipras lo ha detto nel corso della giornata di venerdì 7 febbraio, che ha trascorso a Roma. Tappa forzata, visto che proprio nel nostro Paese è nata una lista - che, secondo i promotori, conta già più di 19 mila adesioni - a sostegno della sua corsa alla guida della Commissione europea. A lanciarla è stato un gruppo di intellettuali come Andrea Camilleri, Barbara Spinelli, Luciano Gallino, Paolo Flores d’Arcais, Marco Revelli e Guido Viale.
«L'EUROPA È IL NOSTRO CAMPO DI BATTAGLIA». Il primo appuntamento di giornata è stato quello all’associazione della stampa estera in Italia, dove Tsipras ha tenuto una conferenza che ha sfiorato le due ore. Appena arrivato, si è prestato a qualche flash dei fotografi, ha scherzato con l’ex leader dei no-global, Luca Casarini («Ti ricordavo con la barba più lunga», gli ha detto), poi una volta seduto ha attaccato a testa bassa: «La Grecia ha fatto da cavia a una crisi che è strutturale e non monocolore. Chi ha voglia di dare risposte deve farlo a nome di tutti: l’Europa è il nostro campo di battaglia».

«L’esperienza greca non deve ripetersi»

Paolo Ferrero e Alexis Tsipras nella sede del Partito della Rifondazione Comunista, il 7 febbraio 2014.

Di una cosa Tsipras è certo: «Nessun altro popolo deve più vivere nelle stesse condizioni della Grecia, dove il 60% dei giovani è senza lavoro e in cui le politiche del memorandum hanno portato il rapporto deficit/Pil dal 120 al 175%». L’Europa di oggi, ha sottolineato, il numero uno di Syriza, ha «una visione antidemocratica e antisociale. Il problema non sono i profitti della finanza e delle banche ma il benessere dei cittadini». Ecco perché «noi vogliamo salvare il continente da chi vuole distruggerlo, attraverso un programma di sviluppo concreto e sostenibile».
UN SECCO «NO» ALL’USCITA DALL’EURO. A chi lo bolla come un euroscettico e gli ricorda che anche dentro Syriza non mancano le voci favorevoli a un’uscita dall’euro, Tsipras ha risposto tranchant: «Non è così che si viene fuori dal problema. Dobbiamo prendere una decisione», ha argomentato con una metafora: «O abbandoniamo il palazzo in fiamme scappando dall’uscita di sicurezza oppure, come sostengo io, rimaniamo al suo interno e diamo una mano a spegnere l’incendio».
Insomma, «dobbiamo essere come tanti pesci piccoli che danno la caccia a quello più grosso. La vittoria della sinistra greca può essere quel granello di sabbia che può frenare questo folle ingranaggio».
NEL POMERIGGIO MANIFESTAZIONE AL VALLE. Concluso l’incontro di via dell’Umiltà, Tsipras si è spostato al Teatro Valle Occupato, dove ha parlato di fronte a più di 650 persone, che si sono messe in fila dalle prime ore del pomeriggio (molte altre sono rimaste fuori e hanno seguito il suo discorso in diretta streaming).
Davanti al Valle si sono ritrovati alcuni volti noti della sinistra italiana. Dal già citato Luca Casarini a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista che, insieme con Sinistra ecologia e libertà, ha deciso di sostenere la candidatura di Tsipras.
FRECCERO: «SERVE UNO CHOC». Ma non hanno disertato l’appuntamento nemmeno Vittorio Agnoletto, Giovanni Russo Spena (Prc) e Paolo Cento (Verdi), Gianfranco Mascia (Popolo viola) e Carlo Freccero, che a Lettera43.it ha detto: «Serve uno choc, che deve essere dato da un movimento di opposizione forte». Per tanti anni, ha sottolineato il direttore di Rai4, «nessuno si è opposto queste politiche: ora i tempi sono maturi perché ciò accada».
ANCHE ZAGREBELSKY TRA I FIRMATARI. Fra coloro che hanno aderito all’appello lanciato dai sei intellettuali ci sono anche l’ex presidente della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, giornalisti come Michele Serra e Curzio Maltese, firme di Repubblica, nonché Andrea Scanzi (il Fatto Quotidiano), l’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, più Antonio Ingroia e Furio Colombo. «Questa è una lista che chiede più Europa e un’Europa radicalmente diversa», ha sottolineato Paolo Flores D’Arcais. «La sinistra è a pezzi, l’obiettivo è vincere reinventando l’Europa», gli ha fatto eco Barbara Spinelli.
Alle urne di maggio l'ardua sentenza.

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