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VERSO IL VOTO
7 Marzo Mar 2014 1820 07 marzo 2014

Elezioni Ue 2014: i 14 partiti liberali d'Italia a sostegno di Verhofstadt

Dagli ex Msi ai Repubblicani: la lista degli italiani nell'Alde.

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da Bruxelles

Guy Verhofstadt.

Si chiama Scelta europea la lista italiana dell'Alleanza dei liberali democratici europei (Alde), presentata il 7 marzo a Bruxelles dall'ex premier belga Guy Verhofstadt e dall'europarlamentare e vicepresidente del gruppo Alde, Niccolò Rinaldi.
È composta da 14 tra partiti, movimenti, fondazioni e associazioni. Di cui solo due sono presenti anche a livello europeo. Dal 4 marzo, giorno in cui è circolata la prima bozza in Italia, si è aggiunto anche il Partito repubblicano italiano di Ugo la Malfa.
LA PARTECIPAZIONE ITALIANA. Dentro ci sono l'Alliance liberals democrats for Europe party, Scelta civica, il Centro democratico di Bruno Tabacci, Fare per fermare il declino rappresentato dall'economista Michele Boldrin, l'Alleanza liberal democratica per l'Italia (Ali) coordinata da Silvia Enrico (tra i fondatori ci sono Alessandro De Nicola e Oscar Giannino), i Conservatori social riformatori che fanno capo all'ex Movimento sociale italiano Cristina Muscardini, ItaliAperta, il Movimento liberali, l'European federalist party capitanato da Stefania Schipani, il Partito liberale italiano rappresentato da Stefano De Luca, la Rete liberale dei liberali democratici riformatori italiani (leggi la lettera), l'Associazione politico culturale repubblicani concentrazione democratica e il Partito democratico europeo (Pde).

Per Verhofstadt la rovina dell'Italia sono Pd e Forza Italia

Scelta europea è la lista italiana dell'Alleanza dei liberali democratici europei (Alde). Dentro 14 tra partiti e associazioni.

Tanti e piccoli soggetti politici che secondo Verhofstadt possono fare qualcosa di grande.
«Siamo l'alternativa ai grandi partiti come Partito democratico e Forza Italia, la vera malattia dell'Italia e dell'Europa», sottolinea l'ex premier belga, «decenni di politica berlusconiana non hanno certo proiettato il Paese nel futuro e il Pd è ancora troppo concentrato in una lotta interna».
Per questo, secondo il candidato dell'Alde, alla Commissione europea «la vera rovina non sono certo i piccoli partiti, ma l'immobilismo dei grandi». Anche se poi a restare fuori sono sempre i piccoli: in Europa la soglia di sbarramento è del 4% «e siamo fiduciosi di superarla», dice, «ma lotteremo anche contro l'Italicum che ha proposto una soglia dell'8%: prima c'è solo la Turchia con il 10%».
CHIAREZZA SUL BILANCIO. Per vincere, l'Alde gioca la sua partita in Italia sottolineando le differenze con il Pd: «Sul piatto mettiamo la disciplina di bilancio», dice Rinaldi, «argomento sul quale il Pd e il Partito socialista europeo sono poco chiari».
«Non si può uscire dalla crisi facendo più debito come pensa il Pd», gli fa eco Verhofstadt, «noi vogliamo l'unione bancaria, fiscale e di bilancio. E ancora, un mercato obbligazionario unico e l'eliminazione delle barriere nazionali nell'attività antitrust».
MENO TASSE PER TUTTI. E a chi gli ricorda che nonostante le belle parole, l'Alde è comunque il partito di Olli Rehn, il commissario europeo simbolo dell'austerità, ribatte: «La mia Europa vuole meno tasse per tutti, soprattutto per i lavoratori, imprese e famiglie. Vogliamo riforme per la crescita come lo scorporo degli investimenti produttivi concordati dal calcolo del deficit».
Ma soprattutto aggiunge, «non si può continuare con un sistema intergovernativo che necessita del metodo all'unanimità: in un'Ue formata da 28 Paesi è impossibile. Serve un sistema unitario federale».
BONINO CANDIDATA IDEALE. A fare la differenza però sono i candidati, che devono essere proposti ufficialmente il 14 marzo a Roma: «Ci stiamo lavorando, non possiamo ancora fare i nomi», dice Verhofastadt, anche se uno è d'obbligo.
«Emma Bonino è la nostra candidata ideale, in Italia è la più forte», ammette Verhofstadt a Lettera43.it, «ma stiamo aspettando una sua risposta». Che non arriverà prima del 15 marzo, giorno nel quale i radicali si riuniscono per decidere che cosa fare alle elezioni europee. Anche se, come ha già spiegato Marco Pannella, non si presenteranno alle europee nella lista dell'Alde. E forse in nessuna lista.
I RADICALI SI OPPONGONO. Un niet davanti al quale Verhofstadt non si arrende: l'obiettivo dell'ex primo ministro belga è quello di andare insieme con gli altri candidati della lista Scelta europea a bussare alla porta dell'ex ministro degli Esteri e invocare la sua adesione. Chissà se l'ex Msi Muscardini e l'ex democristiano Tabacci hanno lo stesso entusiasmo nei confronti di una possibile candidatura della leader radicale.

Il gruppo accoglie ex Msi, ma pure ex democristiani

Emma Bonino, ex ministro degli Esteri.

A difendere l'eterogeneità e le diverse anime dell'Alde è Rinaldi, che davanti allo scetticismo di alcuni, soprattutto nei confronti della presenza di Muscardini, dice: «Procedere per etichette è un errore, Muscardini non è più missina da molto tempo e ha iniziato un processo di avvicinamento nei confronti dell'Alde accettando la sfida di aderire al nostro manifesto».
E non c'è nessuna contraddizione, secondo il vicepresidente del gruppo, nemmeno sulla presenza di Tabacci, che negli ultimi giorni avrebbe stretto un patto per le elezioni europee con il presidente dei Popolari per l'Italia Mario Mauro: «Noi non abbiamo avuto nessun contatto diretto con l'ex ministro della Difesa italiano», puntualizza Rinaldi, «sappiamo che si è rivolto a Tabacci. Se accetta le nostre linee programmatiche è comunque benvenuto».
IL DIVORZIO DALL'IDV. D'altronde, «la famiglia liberal democratica accoglie sempre persone che arrivano da altri lidi e il Centro democratico», ricorda Rinaldi, «dichiarò da subito di avere nell'Alde il suo riferimento».
Lo sa bene il vicepresidente del gruppo, entrato nell'Alde come deputato dell'Italia dei valori, l'unico partito italiano iscritto al gruppo, ma che non partecipa alle elezioni europee di maggio. Un divorzio sancito da tempo e ormai ufficiale: «Noi abbiamo chiesto ai politici dell'Idv di partecipare, ma non hanno voluto», dice Verhofstadt, «molti di loro stanno pensando al portafoglio, a come spartirsi i soldi del partito».
IL GRUPPO PROVA AD APRIRSI. Per ora, della 'defunta' Idv, rimangono fedeli all'Alde, solo Rinaldi e Sonia Alfano, candidati europee. Così lo slogan di Verhofstadt, «più Europa, ma un'altra Europa», e soprattutto «una nuova Europa», assume un senso anche nel cambio della classe politica dei liberali.
Per scongiurare la débâcle alle urne, l'Alde ha iniziato a creare nuovi soggetti politici che racchiudono più realtà, non solo in Italia.
SCOUTING IN ALTRI PAESI. Il successo francese dell'Alternative, nato dalla fusione tra i Modem di François Bayrou, e il movimento di Jean-Louis Borloo, Udi, è il modello vincente che Verhofstadt ha intenzione di presentare nelle prossime settimane anche in «Austria, Ungheria, Spagna, Polonia e Grecia».
Insomma l'alternativa è la parola chiave della campagna dell'ex primo ministro belga: «Siamo noi l'alternativa ai finiti europeisti e agli antieuropeisti, ma soprattutto ai socialisti di Martin Schulz, che sinora non hanno dato una vera risposta alla crisi».

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