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Renzi: «Pd sotto 30% non è una sconfitta»

Il premier: «Bene i sondaggi». Ma lancia un appello agli elettori.

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Matteo Renzi.

Stare sotto il 30% non sarebbe un dramma. Matteo Renzi non pensa alle percentuali, ma solo al numero di parlamentari eletti: «Avremo vinto le elezioni se il Pd sarà il gruppo più numeroso nel parlamento europeo per quanto riguarda il centrosinistra», ha detto il premier in un'intervista a Radio 105.
«SONDAGGI IN CRESCITA». «Tutti i sondaggi», ha aggiunto, «danno il Pd in aumento sia rispetto alle elezioni politiche sia rispetto alle Europee di quattro anni fa».
Il presidente del Consiglio ha comunque lanciato un appello agli elettori democratici: «Il passaggio del 25 maggio è fondamentale. Ora siamo alla stretta decisiva. I dati delle ultime ore sono straordinariamente incoraggianti. I sondaggi ottimi, le piazze piene di speranza, il clima decisamente positivo. Abbiamo bisogno del tuo aiuto, però. Ci salviamo tutti insieme».
In ogni caso, «il risultato delle Europee non influirà sul governo, influirà sull'Italia». Renzi l'ha ribadito a rtv38, in un'intervista in onda la sera del 21 maggio.
DIMISSIONI? DECIDONO LE CAMERE. «Dare il voto al Pd vuol dire dare il voto al governo per riuscire a cambiare l'Europa, significa votare per l'Italia».
Successivamente, a Otto e mezzo, ha escluso di dimettersi se Grillo dovesse vincere le Europee: «Io posso andare a casa domani mattina ma lo faccio se il parlamento mi impedisce di fare le riforme. Non sono aggrappato alla seggiola, vado a casa se mi manda a casa il parlamento».
E ha aggiunto: «Scommetto che M5s avrà qualche voto in meno delle politiche e il Pd qualche voto in più. Non credo di arrivare alle cifre di Veltroni, passare dal 25 al 33 in un anno è tosta anche se i sondaggi fanno sognare».
«GRILLO E CAV GRANDI COMUNICATORI». Parole anche per i rivali: «Grillo e Berlusconi in campagna elettorale sono due straordinari professionisti della comunicazione, ma detto alla fiorentina quando ho letto la frase sulla lupara bianca a Grillo avrei voluto dire: 'ripigliati', qui c'è da governare il Paese».
Il premier ha ribadito anche le promesse già fatte: «Confermo quello che avevo detto io con il 'lodo Vespa' . Voi ricorderete che durante la trasmissione Porta a Porta ho preso l'impegno del 21 settembre, e lo manterrò. Tutti i debiti pregressi della Pa saranno saldati entro la fine dell'estate, il 21 settembre. Punto e basta».

21 Maggio Mag 2014 2000 21 maggio 2014
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