Attacco a Dacca
RETROSCENA
3 Luglio Lug 2016 0107 03 luglio 2016

Italia-Bangladesh, tensione sul blitz di Dacca

Ha rifiutato gli aiuti Usa. Intervenendo in ritardo. Roma critica sull'operazione. 

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Le forze di sicurezza bengalesi.

Un'operazione condotta in totale autonomia, senza consultare i Paesi da cui provenivano la maggioranza degli ostaggi. Il blitz contro l'assalto jihadista all'Holey Artisan Bakery di Dacca, conclusosi con 20 morti, 9 dei quali italiani, avrebbe fatto salire la tensione tra il governo italiano e il Bangladesh. A quanto si apprende, le autorità bengalesi hanno voluto dirigere e portare a termine l'operazione senza condividere con Roma, né con altri, le modalità di intervento delle forze di sicurezza. E ciò - visto anche il risultato - avrebbe provocato irritazione nell'esecutivo di Roma.
NESSUNA INTELLIGENCE ITALIANA. In Bangladesh non c'è un centro dell'intelligence italiana. Uno 007 è partito soltanto la mattina del 2 luglio per Dacca. Mentre da Roma i rapporti erano tenuti direttamente dai vertici del governo, sul posto le forze bengalesi si sono rapportate solo con l'ambasciatore. Stati Uniti e Gran Bretagna avevano invece i propri agenti nella capitale asiatica. E loro, a quanto sembra, avrebbero cercato un'interlocuzione con i bengalesi, fornendo disponibilità ad aiutare nell'intervento contro il commando dell'Isis. Ma sembra che anche le offerte inglesi e americane siano state rispedite al mittente: «Sul nostro territorio interveniamo noi», è stato il tenore della risposta bengalese.
BLITZ TARDIVO, OSTAGGI UCCISI. Il problema è che, all'atto pratico, il blitz del centinaio di 'teste di cuoio' nel ristorante situato nel quartiere diplomatico della capitale è risultato fallimentare, in quanto tardivo. Gli ostaggi occidentali erano già stati uccisi nelle ore precedenti, uno dopo l'altro. Probabilmente le forze di sicurezza bengalesi, anche per mancanza di strumentazioni tecnologiche adeguate come videocamere termiche e microfoni direzionali, non sapevano cosa era accaduto dentro il ristorante e così hanno deciso di intervenire di mattina anche per sfruttare il fattore stanchezza del gruppo terrorista. Che però aveva già compiuto la sua carneficina. Sul terreno si sono così contati 20 ostaggi morti. Una conclusione che ha lasciato l'amaro in bocca a Roma, dove c'è la convinzione che l'operazione avrebbe potuto svolgersi diversamente e forse qualche vita si sarebbe potuta salvare.

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