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TROVATA
8 Luglio Lug 2016 1404 08 luglio 2016

«Yes web can», storia del candidato italiano (fake) alla Casa bianca

Alex Anderson, il finto repubblicano che ha preso in giro tutti. Un libro lo racconta.

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Non si tratta di una leggenda metropolitana.
Non ci sono misteri capaci di avvolgere questa case history divenuta, in breve tempo, un manuale della comunicazione online.
Gli ingredienti sono pochi, semplici, tuttavia, miscelati in modo geniale.
Tutti raccolti nel volume Yes Web Can (pubblicato da YouCanPrint, 11,99 euro per il cartaceo, 9,99 per la versione ebook), scritto a sei mani da Alessandro Nardone, comasco, scrittore e social media strategist e dai giornalisti freelance Carlo Cattaneo e Antonino Caffo.
UNA SFIDA A TRUMP E HILLARY. L’idea folle è di Nardone. Quale? Sarà lui, infatti, il primo italiano a “sfidare” Donald Trump e Hillary Clinton per le presidenziali Usa del 2016. Come? Grazie a un candidato “fake”: Alex Anderson.
Ma chi è Alex Anderson? Il protagonista di una spy story “Il predestinato”, scritto dallo stesso Nardone, talmente a suo agio nei panni del politico da “decidere”, un giorno, di abbandonare le pagine del romanzo per sbarcare su Twitter.
Il personaggio, dunque, si evolve e diventa reale. Da soggetto narrativo a candidato, grazie alla capacità di rivoluzionare la propria immagine.
CAMPAGNA A COLPI DI TWEET. Un’evoluzione che si trasforma in campagna elettorale fatta di tweet, video, comunicati stampa, un sito personale pieno di contenuti (vivaci i confronti con gli utenti) e migliaia di messaggi, tra i quali inviti a trasmissioni, dibattiti, conferenze.
Con la missione di portare il suo “vice”, Edward Snowden, al centro del dibattito della presidenziali 2016 perché la questione riguardante il “Grande Fratello” e la cospirazione (come la chiama l’ex agente Cia) dei membri del club dei Five Eyes - America, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda - deve essere portata alla ribalta.
Per gli autori è necessità irrinunciabile informare sul sistema globale di sorveglianza passiva cui tutti sono sottoposti.


Uno degli slogan di Alex Anderson.  

L’account twitter ufficiale di Alex Anderson (@americaisnow) registra più di 26 mila follower. Follow @americaisnow
Il risultato più incredibile è ottenuto il 24 agosto 2016, giorno di lancio del video che dà inizio alla campagna elettorale: 48 mila visite sul sito www.alexanderson2016.com.
Dal giorno della creazione (22 giugno 2015) il portale di Alex Anderson ha totalizzato oltre 300 mila visite con una media d’accesso di 900 utenti unici.
Un personaggio, insomma, creato e forgiato a uso e consumo di un pubblico, sempre più interessato, peraltro, a interagire e confrontarsi con lui.
GLI ALTRI COPIANO GLI SLOGAN. Un successo, quello di Anderson, che non sfugge nemmeno all’attenzione degli staff dei “rivali” impegnati a copiare slogan e scelte grafiche (anche questo documentato in un apposito capitolo del libro) confezionati da Nardone. Perché, si sa, le idee migliori son sempre quelle altrui.
«Nardone ha il grande merito», spiega Cattaneo, uno degli autori, a Lettera43.it, «di giocare con attenzione, e in pieno equilibrio, tra realtà e finzione. L’informazione nel caotico mondo globalizzato, l’ha dimostrato questo caso unico nel suo genere, può essere “ingannata” dalla finzione se, quest’ultima, è maneggiata con la dovuta professionalità».
MANIPOLAZIONE DELLE PAROLE. Il libro Yes Web Can non fa altro, dunque, che porre l’accento su quanto disse Philip K. Dick: «Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole».
Quale terreno più fertile dei social per mettere in pratica questa intuizione? Nessuno. Infatti, il web può, o meglio, Yes Web Can.

Tweets by americaisnow

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