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India-Pakistan, alta tensione in Kashmir: cosa sappiamo

«Attacchi chirurgici» delle forze speciali di New Delhi oltre confine. Due soldati di Islamabad morti in uno scontro a fuoco. Evacuati i villaggi lungo la frontiera. I musulmani in rivolta nel settore indiano. L'escalation in breve.

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Alta tensione tra India e Pakistan, due potenze nucleari da sempre rivali che dai tempi della spartizione del 1947 si combattono e si controllano da un versante all'altro del lungo confine che le separa.
Confine che per un tratto, quello dove si alzano le montagne del Kashmir, risulta difficile da stabilire e di conseguenza luogo di pericolose dispute.
La regione, rivendicata da entrambe le nazioni, è divisa dalla cosiddetta Linea di Controllo, una frontiera non ufficiale, ma che rappresenta di fatto lo spartiacque tra lo Stato a maggioranza indù e quello a maggioranza musulmana.

È proprio qui che nelle ultime settimane alcuni incidenti hanno alzato il livello di allerta.
L'India ha annunciato giovedì di avere realizzato «operazioni chirurgiche» contro «basi terroristiche» oltre la fatidica linea «causando un importante numero di vittime». In una conferenza stampa, il direttore generale delle operazioni militari ha spiegato che «la missione è stata conseguenza degli attacchi terroristici del 18 settembre nelle zone di Poonch e Uri».
«Nonostante le nostre sollecitazioni al Pakistan», ha aggiunto, «affinché il territorio sotto il suo controllo non fosse utilizzato per attività terroristiche, nulla è stato fatto».
INCURSIONE SENZA PRECEDENTI. Se l'incursione fosse confermata, si tratterebbe di un fatto senza precedenti.
Ufficialmente l'India non ha mai varcato la Linea di Controllo, e sicuramente non si è mai fregiata di averlo fatto. In passato la paura di un'escalation ha sempre trattenuto New Dehli da dichiarare apertamente operazioni oltre confine, ma sembra che il primo ministro Narendra Modi abbia deciso di cambiare strategia.

Il Pakistan smentisce: «Falsità per coprire scontri»

Il Pakistan ha smentito in toto questa versione. Secondo Islamabad, le «false notizie» di incursioni sul proprio territorio servirebbero in realtà a coprire uno scontro a fuoco lungo il confine, provocato dall'India, in cui giovedì mattina hanno perso la vita due soldati pakistani.
Le truppe «hanno risposto in modo appropriato al fuoco indiano, non provocato, in diversi settori della LoC».

L'imboscata ai soldati indiani del 18 settembre

Il 18 settembre un commando di militanti armati provenienti dal Pakistan è entrato una caserma dell'esercito indiano ad Uri, in Kashmir, uccidendo 17 soldati, 14 dei quali letteralmente bruciati vivi nel sonno.
Il primo ministro Narendra Modi aveva parlato di un «attacco terroristico codardo e spregevole» che «sarebbe stato vendicato». In quell'occasione, da diverse autorità indiane erano arrivate accuse ad Islamabad, ritenuta diretta sponsor del commando di militanti.
Le incursioni indiane in territorio pakistano di giovedì 29 sono proprio la risposta a questa imboscata. Secondo la maggior parte degli analisti, il primo ministro Modi, salito al potere con la promessa di un'India forte e soffiando sul fuoco del nazionalismo, si è trovato costretto a rispondere con durezza all'offesa.

Musulmani in rivolta nel Kashmir indiano

La tensione nella regione non dipende solo dagli attriti tra i governi. Nel Kashmir indiano dall'8 luglio sono in corso disordini, manifestazioni e scontri seguiti all'uccisione di un giovane comandante separatista del movimento Hizbul Mujaheddi, che hanno causato oltre 80 morti e 15.000 feriti. Nella zona è stato inoltre imposto un rigido coprifuoco (terminato alla fine di agosto), che ha riguardato anche Srinagar, la principale città della regione.

Evacuati villaggi indiani al confine

Sugli sviluppi delle tensioni, il governo indiano ha disposto l'evacuazione di vari villaggi nello Stato di Punjab distanti meno di dieci chilometri dalla frontiera con il Pakistan. Nella zona sono stati inviati contingenti della Forza speciale delle frontiere (Bsp) indiana. Intanto la tv Cnn News 18 ha reso noto che la cerimonia di chiusura delle frontiere che quotidianamente si svolge in presenza del pubblico nel cosiddetto Waga Border indo-pakistano vicino a Amritsar, è da oggi sospesa.

29 Settembre Set 2016 1736 29 settembre 2016
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