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Caos Campidoglio
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POLITICA
7 Novembre Nov 2016 2117 07 novembre 2016

M5s, Grillo impone la tregua sul caso Marra

Bufera sul collaboratore della sindaca Virginia Raggi. In un'intervista ha rivelato di aver chiesto una raccomandazione a Gianni Alemanno.

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Raffaele Marra.

Nel Movimento 5 stelle esplode il caso Marra. Il braccio destro della sindaca di Roma Virginia Raggi, attualmente capo del dipartimento Risorse umane in Campidoglio, ha rilasciato un'intervista al Fatto Quotidiano, rivelando di aver chiesto a Gianni Alemanno, tramite monsignor D'Ercole, una raccomandazione per entrare nei Servizi segreti. Per i parlamentari pentastellati è la goccia che fa traboccare il vaso.
TREGUA FINO AL 4 DICEMBRE. Beppe Grillo è dovuto intervenire per imporre una tregua, almeno fino al voto del 4 dicembre, per evitare contraccolpi sulla campagna referendaria. Ma la resa dei conti sembra essere soltanto rimandata. Nel Movimento, infatti, sono troppi ormai a chiedere la testa di Raffaele Marra e il capo politico riesce a stento a trattenerli. Ma dopo il referendum, se nel frattempo Virginia Raggi non avrà risolto la grana in modo autonomo, Marra dovrà fare un passo indietro. Volente o nolente.
SILENZIO DI LOMBARDI, TAVERNA E RUOCCO. Sarebbe questo l'accordo imposto da Grillo, mentre fioccano le prese di distanza: «Non commento interviste di dipendenti comunali. La linea su Raggi è oneri e onori», ha commentato per esempio Luigi Di Maio. Mentre il silenzio 'assordante' delle tre parlamentari più critiche nei confronti della sindaca di Roma, Roberta Lombardi, Paola Taverna e Carla Ruocco, conferma che la tregua per ora regge.
DI MAIO E QUELLA FOTO 'COMPROMETTENTE'. Il Movimento, del resto, ha anche altre faccende da risolvere. Lo stesso Di Maio è finito nell'occhio del ciclone per una foto che lo ritrae con Salvatore Vassallo, fratello del boss pentito del clan dei Casalesi Gaetano, a sua volta sotto processo per disastro ambientale. La foto è stata scattata il 2 novembre 2015 nel ristorante 'Zì Nicola' di Cesa, in provincia di Caserta, di proprietà della famiglia, dove Di Maio era arrivato al termine di un evento per promuovere il no al referendum. Agli attacchi del Partito democratico il M5s ha risposto così: «Stupisce che il Pd attacchi Luigi Di Maio quando il sindaco renziano di Cesa è spesso a cena proprio lì, con tanto di foto pubbliche sulla pagina del ristorante». Spunta anche il sospetto che Di Maio sia rimasto vittima di fuoco amico. Come mai il consigliere comunale e i militanti hanno scelto, tra i tanti, proprio il ristorante 'Zì Nicola'?
LA GRANA AMBULANTI A ROMA. Come se non bastasse, i pentastellati devono fronteggiare anche il pasticcio romano sulla direttiva Bolkestein, che impone di mettere a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro luglio 2017. Il M5s si batte, invece, per sostenere gli ambulanti che già lavorano sul territorio. Occorre ricordare che un’inchiesta di Repubblica ha rivelato che nel 2012 su 68 posti disponibili per i venditori ambulanti nel centro di Roma 42 erano di proprietà della famiglia di Giordano Tredicine, finito agli arresti domiciliari nel 2015 nell'ambito di Mafia Capitale. «La Bolkestein è una direttiva europea che va applicata senza se e senza ma, rischiamo di incorrere in una procedura d'infrazione», ha dichiarato al Messaggero l'assessore alle Attività produttive, Adriano Meloni. Ma sul punto la Giunta è ancora in alto mare.

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