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Politica
18 Novembre Nov 2016 1344 18 novembre 2016

Parisi lancia il movimento politico 'Energie per l'Italia'

L'ex candidato sindaco di Milano ha annunciato la nascita suo nuovo movimento politico: «Il nostro è un grande lavoro di rinnovamento per dare un'alternativa diversa da Renzi e Grillo».

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Stefano Parisi durante una delle iniziative della convention ''Megawatt''.

Alla fine Stefano Parisi ha scelto di lanciare il suo partito: «Annunciamo la nascita del nuovo movimento politico Energie per l'Italia, un contributo importante per il centrodestra». 
Intervenendo da Milano l'ex candidato sindaco ha ribadito la necessità di creare una nuova forza «Alternativa a Renzi e alla sinistra».
«VOGLIAMO RINNOVARE IL CENTRODESTRA». Il rilancio di Parisi arriva nonostante l'altolà lanciato da Silvio Berlusconi. «Il nostro è un grande lavoro di rinnovamento dentro il centrodestra», ha continuato Parisi, «non contro gli attuali partiti, ma per portare un profondo rinnovamento di idee e di persone».
«Non c'è la necessità di avere l' ennesimo partitino, e non lo vogliamo. Il nostro obiettivo è più ambizioso, come ho detto anche ai vertici di Forza Italia, non siamo un partito né la sommatoria delle diaspore»
«BASTA CON LE VECCHIE COALIZIONI». L'idea è quella di costituire un nuovo soggetto che sia in grado di correre da solo in una campagna elettorale, mettendo in soffitta le vecchie coalizioni: «Io non litigo con nessuno ma sono fermo, non abbiamo più tempo di fare coalizioni che mediano e non producono nulla».
La stoccata è per la Lega di Salvini e la deriva lepenista che sta prendendo il Centrodestra in Italia: «Forza Italia è dentro il Ppe e sull'Europa ha una linea opposta rispetto a quella di Salvini o qualcuno dei due cambia idea o mi sembra complicato fare una coalizione»
MOVIMENTO COME ALTERNATIVA A RENZI-GRILLO. La scelta di questa nuova candidatura muove dalla concezione che sia necessario creare una nuova alternativa nel panorama politico italiano: «Noi lavoriamo perché ci sia un'offerta liberale e popolare alternativa alla sinistra. Dobbiamo evitare il rischio che in Italia l'alternativa sia fra Renzi e Grillo. E in Italia oggi non c'è alternativa tra Renzi e Grillo».
«BERLUSCONI NON CI FINANZIA». Questa nuova avventura non inizia sotto l'ala protettiva di Berlusconi e Forza Italia neanche sul piano economico: «Non è vero che siamo finanziati da Berlusconi. Lui ci ha aiutati in campagna elettorale, ma da luglio tutto quello che facciamo è autofinanziato».
Sulle ipotesi di una rottura totale con l'ex Cavaliere Parisi rimane possibilista: «Berlusconi non mi ha tradito, perché non eravamo fidanzati e non sono stato licenziato, perché non sono mai stato assunto». «Con lui ho avuto un rapporto libero, gli ho proposto un progetto di rinnovamento, che all'inizio gli era piaciuto. Sono convinto che questo progetto sia importante e così com'è Forza Italia non va avanti», ha concluso al termine della conferenza stampa.
GASPARRI: «LIBERO DI FARLO». Pochi hanno anzi commentato il suo rilancio: «Parisi», ha twittato Maurizio Gasparri, «fonda un suo movimento. Libero di farlo. Alcuni di Forza Italia continueranno a organizzargli riunioni?».
Micaela Biancofiore ha ironizzato sull'ex manager che «vuole dare lezioni a Berlusconi su come si vincono le elezioni», replicandogli che «Forza Italia ha perso voti perlopiù per i tanti sedicenti delfinetti che l'hanno guidata pro domo propria senza nemmeno pallidamente somigliare a chi l'ha fondata».
Poco altro. Dalla Lega, la reazione non cambia. Salvini da Mosca resta convinto di quello che va dicendo ormai da mesi: «Il progetto di Parisi non esiste, e non commento le cose che non esistono. C'è chi si autoproclama capopopolo senza avere il popolo». Stesso giudizio, nella sostanza, anche da Roberto Maroni. Per Ignazio La Russa, di Fratelli d'Italia la mossa di Parisi è comunque «un atto di chiarezza», anche se la futura leadership del centrodestra si deciderà, a suo avviso, solo in un modo: le primarie.
NO AL REFERENDUM. Quanto fiato avrà l'iniziativa autonoma di 'Energie per l'Italia' lo si vedrà nelle prossime settimane. Per il momento Parisi tiene a distinguersi dagli altri sul piano programmatico. Lui si è detto europeista, per esempio. Ha affermato che voterà No al referendum costituzionale, ma «non per cacciare Renzi, perché pensiamo che Renzi debba andare via con elezioni democratiche». E poi, ha sottolineato, «bisogna essere seri con gli italiani, non raccontare balle e dire ad esempio che bucando tre gommoni e con le ruspe risolviamo il problema dell'immigrazione».

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