Luigi Di Maio
Politica
25 Gennaio Gen 2017 1416 25 gennaio 2017

M5s, la bufala di Di Maio sul vincolo di mandato "alla portoghese"

I grillini vogliono un divieto di “cambio di casacca” in parlamento. L'esempio portato è quello di Lisbona. Dove però si può uscire dalla maggioranza e votare contro il proprio partito. Ennesimo abbaglio a 5 stelle.

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Molti deputati del Movimento 5 stelle, con Luigi Di Maio in testa, hanno scritto ripetutamente sui social nework che bisognerebbe introdurre il vincolo di mandato nella Costituzione, proprio come avviene in Portogallo. Lì infatti l'articolo 160 della Costituzione stabilisce i casi in cui può perdere il seggio un deputato. Uno dei motivi è proprio il cosiddetto “cambio di casacca”: «Decadono dal loro mandato i parlamentari che passano a un partito diverso da quello col quale sono stati eletti».

PER RAGGI PENALE DA 150 MILA EURO. Dopo la sentenza del tribunale civile di Roma, che salva momentaneamente il contratto firmato da Virginia Raggi con Casaleggio sulla penale da 150 mila euro in caso di "voltafaccia" (per un vizio di forma), il M5s è piombato sui mezzi di comunicazione sbandierando come legittimo e già in uso in altri Paesi il famigerato vincolo di mandato.

Beppe Grillo e Virginia Raggi.
ANSA

Nell'interpretazione grillina del termine, si vorrebbe introdurre un vincolo per il quale il deputato, oltre a non poter cambiare partito, non possa votare in modo difforme dal suo capogruppo, o leader, o gestore del blog e si limiti a diventare un semplice “alzatore di mano” o “pigia bottoni”. Proprio quello che una volta Beppe Grillo criticava ai partiti e che esplicitava chiaramente nel comunicato politico n°45 del 2011 («Peones solo pulsante e distintivo»).

EPPURE IL PREMIER COSTA VACILLA. Il 23 gennaio 2017 però è arrivata una notizia sui giornali portoghesi che sta facendo seriamente preoccupare il premier Antonio Costa. Un deputato del suo Partito socialista ha deciso di strappare la tessera, uscire dalla maggioranza e dichiararsi indipendente (una sorta di gruppo misto) votando contro il governo. Il problema è che Costa si reggeva su una coalizione che gli garantiva un margine di soli due deputati e ora ne avrà soltanto uno, rendendo ancor più in bilico la sua legislatura iniziata da poco più di un anno.

Il premier del Portogallo Antonio Costa.

Ma come? I parlamentari portoghesi non avevano il vincolo di mandato? No, non ce l'hanno e non l'hanno mai avuto. È stata una interpretazione estensiva, per essere ironici, di Di Maio. In Portogallo infatti un deputato non può passare ad altro partito, ma può uscire dal proprio, sovvertire una maggioranza di governo e farlo cadere, tanto come votare da indipendente in linea con altri.

PIENA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. Ovvero: la Costituzione portoghese disincentiva il “cambio di casacca”, ma permette la piena libertà di espressione dei deputati a cui è concesso di votare in modo difforme dal proprio partito, non rispettando le promesse di campagna elettorale (il proprio mandato) e fare tutto quello che fanno anche i parlamentari italiani, tranne, appunto, formare nuovi gruppi parlamentari o passare ad altra formazione, pena la decadenza.

SI PUÒ DIVENTARE "INDIPENDENTI". Un deputato può votare in modo difforme dal proprio gruppo (anche se per prassi è molto raro) anche quando il partito ne pretenda la “disciplina”. In questo caso si aprirà (forse) un procedimento di espulsione interno che porterebbe, in un caso ipotetico, a far confluire il deputato negli “indipendenti”, nel caso in cui già non l'abbia fatto di sua spontanea iniziativa.

I parlamentari del M5s a inizio legislatura.

Messa così, la storia cambia e anche molto. Il vincolo di mandato alla portoghese non è quindi un istituto che obbliga i deputati a votare conforme al loro programma elettorale presentato ai cittadini (vincolo di mandato), ma è un modo per evitare il trasformismo. Un sistema auspicabile anche in Italia, ma ben lontano dall'obbligo, per un deputato, di votare fedelmente alle promesse pre-elezioni e e secondo il volere del suo leader.

COPIAMOLI SULL'ASSENTEISMO... Forse per Di Maio e tanti altri parlamentare sarebbe desiderabile che venisse applicato in Italia anche l'altro comma dell'articolo 160 della Costituzione portoghese, che dice: «Decadono dal mandato tutti quei parlamentari che sono in eccesso di assenze alle sedute della Camera come stabilito dal regolamento». Ossia, i portoghesi mandano a casa anche i deputati assenteisti (o che si fingono "in missione" per prendere la diaria) come Di Maio e tanti altri.

*Ex attivista e collaboratore parlamentare alla Camera per il Movimento 5 stelle, ricercatore in Scienze politiche all'Università “Nova” di Lisbona

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