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Politica
9 Febbraio Feb 2017 0932 09 febbraio 2017

Raggi e Di Maio, i peggiori rappresentanti del M5s

A Roma per faide interne i grillini hanno scelto la candidata più incapace che avevano e ora ci propongono come futuro premier un gagà sorridente ma che cova minaccia e prepotenza.

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Il sindaco di Roma è un lavoro fra i più belli e difficili del mondo. Il sindaco di Roma è anche fra le persone più importanti del mondo, non solo per il potere che ha ma soprattutto per il valore simbolico che l’incarico porta con sé.

SEMBRA CHE LA CITTÀ SI SIA DIMENTICATA DELLA SUA STORIA. Sugli inquilini del Campidoglio si è esercitata l’iconoclastia della chiacchiera feroce. Sembra che Roma non sia mai stata governata. Sembra che non ci siano mai stati Argan, Petroselli e Vetere, che non abbia fatto rinascere la città Nicolini, che non abbia avuto trai suoi amministratori un personaggio come Walter Tocci, che non ci sia stato un periodo che io considero positivo con quello delle giunte di Rutelli e di Veltroni.

UN PAESE SENZA MEMORIA. Oggi tutto viene sporcato, raccontato come un unico disastro. È un Paese che non ha memoria vera e quella che ha preferisce addensarla di cose oscure. Forse la mia non recente cittadinanza romana non arriva tuttavia a farmi apprezzare le giunte precedenti ad Argan, ma non escludo che anche prima di quella stagione d’oro vi siano stati buoni sindaci. Dopo è venuto Alemanno.

Luigi Di Maio e Virginia Raggi.

Alemanno è diventato sindaco per caso. L’esponente radicale di destra si era sempre presentato come alternativo al candidato di centro-sinistra, sapendo di essere perdente ma avvantaggiandosi della proiezione nazionale che quello scontro gli dava. Anche essere il miglior perdente fa bene a una buona carriera politica. Poi vinse. Vinse perché Francesco Rutelli non avrebbe dovuto ripresentarsi e perché l'esponente Pd fu in qualche modo tradito da molti di sinistra.

ALEMANNO E MARINO, INCAPACI DI FARE IL SINDACO. Alemanno sindaco si trovò di fronte a una macchina che non sapeva guidare e la portò a sbattere. Dopo di lui il centro-sinistra non aveva candidati. Aveva un sindaco potenzialmente molto bravo, Paolo Gentiloni, o un sindaco che molti a sinistra volevano fortemente, Nicola Zingaretti. Fuori loro, Gentiloni perse le primarie, vinse il dottor Marino, personaggio esuberante che negli anni aveva consumato la sua buona fama e che iniziò bloccando la viabilità attorno al Colosseo.

LE SCELTE AUTOLESIONISTE DEL PD. Fu assediato, storiacce di scontrini lo hanno reso inviso, la storia dell’auto parcheggiata fuori posto non l’ha reso simpatico. Marino, soprattutto, non ha fatto il sindaco e quando lo ha fatto, fra un viaggio all’estero e un altro, lo ha fatto male. Il Pd poteva farlo dimettere in tanti modi o tenerselo, ma la furbizia autolesionista di Orfini scelse il metodo peggiore: le dimissioni dei consiglieri davanti al notaio.

Il dato di fondo è che Virginia Raggi è inadeguata non solo per Roma ma anche per Cellino san Marco

Da qui il Movimento 5 stelle. Ora sappiamo dai protagonisti che i grillini, preparandosi alla vittoria, si sono fatti la guerra a colpi di dossier segreti. Sappiamo che avevano programmaticamente deciso di contrastare vecchi palazzinari ma si sono messi nelle mani di altri potenti. Sappiamo che avrebbero governato una città difficile che aveva perso, fra Alemanno e Marino, circa sette anni. Sappiamo tutto. Non sapevano che avrebbero fatto eleggere, con pochi voti nelle loro primarie, un personaggio del tutto inadatto.

RAGGI, CHIARAMENTE INADATTA. Dite quel che volete, difendiamola dalla persecuzione giudiziaria, se c’è, non occupiamoci dei suoi amori, ma il dato di fondo è che Virginia Raggi è inadeguata per Roma ma anche per Cellino san Marco. In questi mesi non abbiamo ascoltato da lei un progetto, una frase che mostrasse competenza su qualcosa. Un segno di vitalità. Ha curato ossessivamente questa sua immagine di “acqua cheta” che ha addolcito molti elettori uomini e attempati corsi in soccorso di una delle donne più potenti del mondo.

I 5 STELLE HANNO SCELTO LA PEGGIORE CANDIDATA. I filo-grillini dicono che lei non rappresenta il Movimento perché a Torino c’è la Appendino. Due obiezioni. La Appendino ha trovato una strada asfaltata da ottimi predecessori. Sicuramente è brava ma ha lavorato sul sicuro. Torino non è Roma, Roma con i suoi casini è il posto che più assomiglia all’Italia. Qui per faide interne i grillini hanno scelto la peggiore che avevano e ora ci propongono come futuro premier il peggiore che hanno, cioè quel Di Maio, gagà napoletano sorridente ma che cova minaccia e prepotenza come è nel personaggio a cui si richiama. Grillo non perde ancora voti perché è il partito del 'No'. I suoi avversari dovrebbero disinteressarsi del caso giudiziario Raggi e dei suoi veri o presuti amanti. Devono dire al Paese che qui si è manifestata l'incapacità e impossibilità dei grillini a governare. Un bel libro bianco da distribuire in milioni di copie no?

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