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Resa dei conti nel Pd
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Nelle primarie del Pd entra in gioco il fattore giudiziario

Sul caso Russo, Emiliano si rivela testimone d’accusa contro il papà di Renzi e, soprattutto, contro il ministro factotum dell'ex premier.

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Carlo Russo è un giovane faccendiere di Scandicci che si occupa di fornire medicinali a domicilio. È amico e sostenitore di Matteo Renzi e sarebbe, insisto “sarebbe”, in affari con Tiziano Renzi, il papà del premier. Sembra che a un certo punto della sua vita Russo si sia incrociato con un noto imprenditore meridionale, Romeo, e che gli sia poi venuta in mente un grande operazione immobiliare a Castro Marina, un gioiello del Salento.

UN PAPÀ INARRESTABILE. Questi fatti, riassunti in vari articoli del Fatto, in sé dicono poco, se non che due pm milanesi stanno indagando sul triangolo e sulla legittimità delle loro azioni. Tutto da verificare, tutto politicamente irrilevante, se non per le relazioni del suddetto Russo col premier e il suo inarrestabile papà (inarrestabile nel senso che non si ferma mai).

QUEI CONTATTI CON EMILIANO. Il salto di qualità della notizia, che la fa diventare politica, c’è nell’articolo, sempre sul Fatto del 24 febbraio, di Marco Lillo, un collega di buone fonti e molto bravo. In questo caso Marco Lillo è andato a verificare una notizia sfiziosa: se fosse vero che Tiziano Renzi e Carlo Russo abbiano o no incontrato Michele Emiliano per facilitare i loro interessi. Lillo fa il nome di un altro persona pugliese che, secondo i pm, sarebbe stata interessata da Carlo Russo, ma lei nega, e si tratta di Teresa Bellanova, l’ultras dalemiana in presenza della quale non potevi che dir bene di Massimo sennò ti mangiava, oggi diventata con la stessa foga ultras di Renzi. Ma lasciamo perdere il trasformismo politico, stiamo sul pezzo.

'Da nostra raccolta firme e da ipotetico referendum'
ANSA

Il bravo Lillo va direttamente alla fonte e incontra Michele Emiliano per farsi confermare o smentire i rapporti con Carlo Russo e Tiziano Renzi. Emiliano conferma il primo ma nega di aver conosciuto il secondo e mostra i messaggi che dimostrano ovviamente la sua estraneità a qualunque traffico, ma anche la sua freddezza verso Renzi senior e Russo. Solo che Emiliano mostra a Lillo il messaggio, anzi sono due, in cui Luca Lotti sollecita l’incontro fra questo Carlo Russo e Emiliano medesimo. Qui l’affare si complica. Perché il rivale di Renzi, nel senso di Matteo, rivela che il ministro più vicino a Matteo ha cercato di farlo incontrare, in quanto presidente della Regione Puglia, con un signore i cui traffici appaiono discutibili.

NELLE PRIMARIE ENTRA IL FATTORE GIUDIZIARIO. Ovviamente io non ho una opinione su tutta questa vicenda, se non il timore che un’operazione immobiliare incauta rovini Castro marina. Tuttavia registro che nello scontro per le primarie del Pd è entrato il “fattore giudiziario”. Capite bene che non si tratta di bazzeccole. Un candidato si rivela testimone d’accusa contro il papà di Renzi e soprattutto contro il ministro factotum dell'ex premier. La politica trionfa , come si vede.

24 Febbraio Feb 2017 0957 24 febbraio 2017
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