Renzi Direzione Pd
Resa dei conti nel Pd
RENZI

Pd, le ricette economiche di Renzi per arginare M5s e Mdp

Lavoro di cittadinanza, webtax e lotta ai robot. L’ex premier, dopo il viaggio negli States, si scopre di sinistra. Per sfidare pentastellati e scissionisti.

  • ...

Fino a qualche mese fa a sinistra era obbligatorio spazzare i via lacci e lacciuoli del mondo del lavoro, aprire i mercati, accelerare l’innovazione. Ora la priorità è garantire un posto a tutti, provando a frenare «l’aggressività» dei robot. Matteo Renzi ha ascoltato soltanto in parte il consiglio lanciato al Pd da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. Dalle colonne del Corriere della Sera i due economisti suggerivano di seguire una svolta liberale, l’unica strada possibile - attraverso liberalizzazioni, privatizzazioni, meritocrazia - per «proteggere oggi i poveri e gli svantaggiati».

SFIDA A M5S E MDP. Del messaggio l’ex premier ha però preso in considerazione soltanto la seconda parte, quel «proteggere i poveri e gli svantaggiati». Per mettere in pratica la "lezione", infatti, pensa a strumenti che di liberale hanno ben poco. L' orizzonte ormai è la prossima campagna elettorale dove l'ex premier dovrà vedersela con, nell'ordine, il gauchismo dei bersaniani di Democratici e progressisti che gli sottraggono voti a sinistra, e il populismo dei grillini che restringono il potenziale bacino elettorale di provenienza berlusconiana.

LE PROPOSTE DI NANNICINI. Così mentre il governatore toscano fuoriuscito dal Pd Enrico Rossi rilancia una patrimoniale contro i ricchi, Renzi avrebbe dato mandato al bocconiano Tommaso Nannicini, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e autore del Jobs Act, di scrivere una serie di proposte non meno impegnative sul versante della spesa. Innanzitutto una sorta di reddito minimo di cittadinanza che Renzi preferisce chiamare «lavoro di cittadinanza» e ricalca la tassazione negativa di Milton Friedman: chi guadagna sotto una certa soglia non soltanto non paga la tasse come accade ora, ma si vedrebbe “restituire" quanto la crisi gli ha tolto sotto forma di integrazione salariale o di voucher con cui pagare un corso professionale. I fondi per finanziare questo strumento dovrebbero essere recuperati attraverso una riforma delle tax expenditure, rimodulando le agevolazioni fiscali.

Matteo Renzi.

Parallelamente Nannicini starebbe dando forma a un altro progetto annunciato quando guidava a Palazzo Chigi il nucleo delle riforme: tagliare il cuneo fiscale attraverso la riduzione del livello di contribuzione, pagato dalle aziende ai lavoratori. L’obiettivo è rendere strutturale il taglio del costo del lavoro, avviato con la decontribuzione legata ai contratti a tutele crescenti e a tempo indeterminato introdotti dal Jobs Act.

WEBTAX PERCHÉ NO? Queste proposte dovrebbero essere presentate da Renzi all'appuntamento del Lingotto. Contemporaneamente l’ex premier cavalcherà la promessa di un nuovo stimolo fiscale (tagliando l’Irpef) oppure chiederà alle aziende innovative, che riducono l'occupazione grazie alle tecnologie, di dare un contributo alla collettività. Non a caso Renzi, tornando dalla Silicon Valley, è giunto alla conclusione di introdurre una webtax contro i colossi della Rete. Idea che soltanto due anni fa, quando a proporla era stato il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, aveva respinto con sdegno.

LE VERE SFIDE DEL PD. Nel Pd, però, l'inversione di marcia sulle partite economiche non è una esclusiva di Renzi. Durante l’ultima Direzione, Graziano Delrio e Matteo Orfini alla presenza di Pier Carlo Padoan, convocato per l'occasione, hanno chiesto di rallentare sulle privatizzazioni, iniziando proprio da quella di Ferrovie, che sta tanto a cuore al Tesoro. Va però detto che il Nazareno non dovrà affrontare queste tematiche soltanto per stilare il prossimo programma elettorale. A marzo Paolo Gentiloni e lo stesso Padoan sono chiamati a scrivere un Def nel quale mettere assieme i tagli voluti dall’Europa e le misure per rilanciare la produttività chiesti dalle imprese. Sempre a marzo Giuliano Poletti (senza Tommaso Nannicini) incontrerà i sindacati per discutere di un pilastro pensionistico dedicato a chi oggi ha 30-40 anni, da finanziare con la fiscalità. Senza dimenticare un’intesa in Parlamento per frenare la diffusione dei voucher e sventare il referendum della Cgil. Tutti tavoli sui quali il duo Renzi–Nannicini non si è voluto ancora pronunciare.

28 Febbraio Feb 2017 1202 28 febbraio 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso