Appendino, ci assumeremo responsabilità
Politica
29 Giugno Giu 2017 1008 29 giugno 2017

Torino: Appendino «bocciata» sulla trasparenza

Non solo l'avviso di garanzia per i feriti di piazza San Carlo. La sindaca M5s è nel mirino di Saichivoti: la promessa di audizioni pubbliche per le nomine delle municipalizzate da realizzare entro i 100 giorni di mandato è rimasta lettera morta.

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Non c'è solo l'iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Torino per la tragedia del 3 giugno in piazza San Carlo dove una donna ha perso la vita. Un avviso di garanzia che è un atto dovuto. «La procura non ha disposto di propria iniziativa alcuna iscrizione nel registro degli indagati di persone aventi responsabilità istituzionali», ha spiegato in una nota il procuratore Armando Spataro. «Nella ipotesi in cui pervengano all'Ufficio querele-denunce da parte di privati l'iscrizione dei querelati nel predetto registro costituisce atto dovuto, sia nel loro interesse sia dei querelanti, anche perché determina l'inizio del decorso dei termini delle indagini preliminari». A cadere sulla testa della prima cittadina a 5 stelle sono soprattutto le promesse non mantenute in campagna elettorale.

LA PROMESSA NON MANTENUTA. In particolare quella di introdurre entro i primi 100 giorni di mandato la pratica delle audizioni pubbliche per le nomine delle municipalizzate (consultabile sul sito saichivoti.it). L’iniziativa promossa da Riparte il futuro, Movimento Consumatori, Transparency International, Associazione Pubblici Cittadini, Action Aid, Carte in regola e altre organizzazioni della società civile a Torino è – al momento – caduta nel vuoto. Ed è passato più di un anno dall'insediamento. Tra amministratori di vecchio e nuovo conio quindi non c'è alcuna differenza: lo stile pare proprio lo stesso. Alle migliori premesse (e promesse) non segue alcun riscontro concreto degli impegni presi.

Appendino aveva aderito a Sai Chi Voti prima dell elezioni del 2016 impegnandosi a introdurre le audizioni pubbliche come meccanismo di selezione “trasparente” dei vertici delle società partecipate. Nonostante la conferma dell’interesse da parte della segreteria della Sindaca a tener fede all’impegno preso, il 15 ottobre 2016, a 100 giorni esatti dall’insediamento della Giunta, delle audizioni pubbliche non c'era nessuna traccia. Finalmente il 18 gennaio 2017 la sindaca, durante il primo e unico incontro con i rappresentanti di Riparte il futuro e del Movimento Consumatori Torino avvenuto solo dopo numerosi solleciti e rinvii, aveva manifestato l’impegno condiviso con il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci di procedere velocemente, entro il 28 giugno, ad approntare una bozza di regolamento per le nomine delle partecipate volto a introdurre anche le audizioni pubbliche in modo da avvalersene per tutte le nomine a partire dalla seconda metà dell’anno. Il tempo dunque sta per scadere.

LA DELUSIONE DELLE ASSOCIAZIONI. «Il 14 giugno abbiamo mandato un ultimatum a Chiara Appendino», spiega Federico Anghelé di Riparte il futuro, «vogliamo sapere se ha ancora intenzione di istituire le audizioni pubbliche oppure la sua adesione alla campagna è lettera morta. Purtroppo, nonostante questa e altre numerose sollecitazioni, non abbiamo ricevuto alcun riscontro da parte del sindaco e del suo staff». E ancora: «I silenzi, le nomine secondo le vecchie regole non differenziano alcuna forza politica, anche quelle che hanno conquistato il proscenio politico gridando all’onestà e alla trasparenza. Ma gli elettori hanno la memoria lunga e noi continueremo la nostra battaglia per raggiungere l’obiettivo di audizioni pubbliche nelle nomine nelle municipalizzate». Delusione anche da parte del Movimento Consumatori Torino. «Siamo dispiaciuti che la città abbia perso un’importante occasione per elevare il livello di trasparenza nelle nomine nelle società controllate», dichiara Alessandro Mostaccio, presidente dell'associazione. «C’erano tutte le condizioni. Talvolta i ‘balzi evolutivi’ dipendono anche dalla differenza che può fare il ‘capo’. Non demordiamo, troveremo, prima o poi, un altro sindaco che alle parole faccia seguire i fatti: almeno sulle questioni di principio».

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