Rousseau

M5s, come funzionano le verifiche sui voti online

Gli iscritti pentastellati hanno votato per decidere il candidato premier su Rousseau. Ma dal 2013, solo due consultazioni sono state certificate da un Ente terzo: le Quirinarie e la modifica del Non Statuto.

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Votare una proposta di legge, esprimersi sulla vita e sulle regole del partito-Movimento, scegliere con un clic il proprio candidato a Roma, Bruxelles, in Regione o in Comune. E ora a Palazzo Chigi. Per un iscritto al M5s è possibile: basta connettersi alla piattaforma Rousseau. Sempre che il sistema operativo non venga hackerato o non vada in crash, come accaduto giovedì 21 settembre. A Rousseau, si legge nel sito, possono accedere «solo gli iscritti al M5s. Le funzioni sono disponibili solo dopo l'identificazione che, oltre all'identità, prevede anche il profilo, ad esempio se eletto o meno, e città di residenza». Ai non iscritti, invece, l'unica attività concessa è quella dell'obolo, via bonifico o carta di credito.

LA ROUSSEAUCRAZIA. Sulla piattaforma il popolo pentastellato ha per esempio votato, senza peraltro raggiungere il quorum, le modifiche al Non Statuto, si è espresso sui primi «tasselli» del futuro programma di governo. Ha incoronato il candidato governatore della Sicilia Giancarlo Cancelleri, anche se il tribunale di Palermo ha sospeso votazione e risultati. E continua a proporre leggi da portare in Parlamento.

Un dubbio però viene: esiste un controllo terzo sulle attività di voto o è tutto regolato e gestito dallo staff della Casaleggio & Associati? Certo. E Beppe Grillo sul Blog in qualche occasione lo ha ben specificato. «I risultati delle votazioni, la regolarità del processo di voto e della base elettorale», scriveva il 28 ottobre rendendo pubblici i risultati del voto sulle modifiche del Non Statuto, «sono stati verificati anche da una società terza: DNV GL Business Assurance in qualità di organismo terzo». Lo stesso accadde per le cosiddette Quirinarie del 23 aprile 2013 che videro trionfare Milena Gabanelli.

CERTIFICATE DA DNV GL SOLO DUE VOTAZIONI. E per le altre votazioni? Per esempio le Parlamentarie o le votazioni online che per esempio a Roma hanno decretato la vittoria di Virginia Raggi e a Milano hanno stabilito, dopo il passo di lato di Patrizia Bedori, la candidatura a sindaco di Gianluca Corrado? E quelle che decideranno il candidato premier? A quanto si apprende, le consultazioni sono state effettuate senza alcun controllo esterno. Lettera43.it ha chiesto spiegazioni alla Casaleggio, senza ottenere risposta. A rispondere, invece, è stata la Dnv Gl. La società multinazionale, spiegano via mail, «è stata incaricata nel 2013 dalla Casaleggio Associati srl di svolgere, in qualità di Ente Terzo, attività di verifica della procedura di votazione per la scelta del candidato del Movimento Cinque Stelle alla Presidenza della Repubblica, definita dalla Casaleggio Associati srl stessa». E nel 2016, incaricata dal gestore del sito, cioè l'Associazione Rousseau, «di effettuare una verifica di terza parte nell’ambito delle votazioni online relative alle modifiche del Non Statuto e del Regolamento del MoVimento 5 Stelle». E al momento non sono previste, conferma la società, altre certificazioni.

In entrambi i casi, Quirinarie e Non Statuto, «le verifiche si sono svolte», continua la Dnv Gl, «in parte, a Milano, presso la sede del committente, in parte, soprattutto verifiche di tipo documentale, presso la sede principale di Dnv Gl Business Assurance Italia, mentre altre verifiche sui sistemi sono state svolte in connessione da remoto». Nello specifico, «nel 2013, Dnv Gl ha svolto attività di verifica in accordo a un piano di controlli basati su standard esistenti, migliori pratiche e requisiti specifici della procedura oggetto di verifica». Le attività di verifica hanno avuto inizio il 25 marzo 2013 e sono proseguite sino alla conclusione del processo di selezione del candidato. «Durante lo svolgimento della fase di individuazione dei dieci possibili candidati da sottoporre alla fase di selezione finale, il Team di Verifica, ha condotto una serie di attività di prova, controllo e monitoraggio, in accordo al piano predefinito». Nel 2016, nel periodo di votazione, «Dnv GL Business Assurance Italia ha condotto test e controlli, a campione e non, sui dati della base elettorale, sui risultati della votazione e sul rispetto della procedura definita».

IL NODO SPESE. L'avvalersi così raramente della certificazione esterna, secondo alcuni critici, potrebbe però essere dovuto a una mera questione economica. Assoldare una società che controlli voti e modalità potrebbe secondo alcune stime costare oltre ai 12 mila euro. Certo non una cifra esosa, ma che moltiplicata per ogni votazione andrebbe a pesare e non poco sulle casse del M5s. Stime però che Dnv Gl non conferma, visto che «non esiste un tariffario unico per le verifiche, i costi variano in base al tempo richiesto, al numero di persone coinvolte e alla complessità del lavoro». Detto questo, la volontà dell'iscritto M5s espressa in Rete - esattamente come per ogni partito, è appesa a un atto di fede. Nei confronti, nel caso del M5s, di una srl che controlla una Associazione nel cui staff siedono eletti nominati dai vertici.

22 Settembre Set 2017 1523 22 settembre 2017
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