L:elettorale: Camera, in aula a maggio
Legge elettorale
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Politica
Aggiornato il 01 marzo 2018 26 Ottobre Ott 2017 1854 26 ottobre 2017

Elezioni 2018, come funziona la legge elettorale

Coalizioni, sbarramenti, una parte maggioritaria e una proporzionale. No alle preferenze e al voto disgiunto. Le cose da sapere sulla nuova legge elettorale firmata da Mattarella.

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Poco più di un terzo dei deputati eletti in collegi uninominali maggioritari, in cui i partiti possono coalizzarsi. Gli altri selezionati con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il Rosatellum bis è stato approvato in via definitiva dal Senato, al termine di una giornata di passione. Alla fine del voto, il presidente Pietro Grasso ha deciso di lasciare il gruppo del Partito democratico. Il 3 novembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge. Ecco cosa prevede.

  • COLLEGI ALLA CAMERA: i collegi uninominali maggioritari saranno 231, pari al 36% dei seggi della Camera. I partiti, per sostenere un comune candidato, potranno dar vita a coalizioni nazionali (non circoscrizionali).
  • PROPORZIONALE: dei restanti 399 deputati, 12 continueranno a essere eletti nelle circoscrizioni estere, con metodo proporzionale. In Italia un deputato è eletto in Valle d'Aosta in un collegio uninominale; I restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere tra i 70 e i 77. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28 (una per Regione, 4 in Lombardia, 2 in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia).
  • SOGLIA: nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato. I voti dei partiti che non supereranno la soglia di sbarramento, ma che supereranno l'1%, finiranno alla coalizione. Il testo prevede coalizioni nazionali. La soglia più bassa, dell'1%, sotto la quale i voti andranno comunque dispersi, è stata inserita per disincentivare le cosiddette Liste Civetta.
  • UNA SCHEDA, VOTO UNICO: differentemente dal Mattarellum, in cui c'erano due schede, una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto, qui avremo una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.
  • COLLEGI AL SENATO: i 315 seggi del Senato sono assegnati grazie a 103 collegi uninominali maggioritari (il Molise e la Valle d'Aosta costituiscono due collegi); 206 con metodo proporzionale in 206 collegi plurinominali. Sei all'estero con il proporzionale.
  • PLURICANDIDATURE: ci si può candidare fino a tre collegi plurinominali proporzionali, nonché in un collegio uninominale e in tre plurinominali proporzionali.
  • QUOTE DI GENERE: In ogni coalizione nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota e' prevista per i partiti per ciò che riguarda i capilista dei listini proporzionali
  • VOTO DISPERSO: se un elettore barrerà il nome del solo candidato del collegio uninominale, e non uno dei partiti che lo sostengono, verrà meno la sua scelta per la parte proporzionale. Perciò la somma dei voti per i collegi e quella per i proporzionale potranno differire.
  • SCORPORO: non è previsto lo scorporo come nel Mattarellum. È un meccanismo che sottrae ai voti ottenuti da un partito nel proporzionale quelli ottenuti dai propri candidati eletti nei collegi della circoscrizione.
  • TRENTINO-ALTO ADIGE: rimane il testo come modificato dall'emendamento Fraccaro-Biancofiore votato a scrutinio segreto l'8 giugno: sei collegi uninominali e cinque proporzionali.
  • CAPO PARTITO: è previsto che ogni partito indichi, insieme al contrassegno, il proprio programma e il proprio "capo". Non è invece necessario che le eventuali coalizioni indichino il proprio "capo", che sarebbe il candidato premier.

Anche se all'elettore basterà porre una X sulla scheda, la legge elettorale con cui si voterà il 4 marzo è piuttosto complessa. Si tratta di un sistema misto, per due terzi proporzionale e per un terzo maggioritario, nato dal compromesso tra Pd, Fi, Lega, Ap, Svp e Civici e Innovatori.

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La legge elettorale prevede per la Camera (al netto dei 12 eletti all'estero) che 232 deputati vengano eletti in altrettanti collegi uninominali maggioritari a turno unico: viene eletto il candidato che ottiene più voti, anche se non ha i 50%. Ciascun candidato può essere sostenuto da un partito o da una coalizione di partiti, ciascuno dei quali presenta brevi liste di candidati (2-4 nomi) per eleggere i deputati nella parte proporzionale, che sono in tutto 386.

Facsimile scheda elettorale Camera.
Facsimile scheda elettorale Senato.

Accedono al riparto della parte proporzionale i partiti che superano lo sbarramento del 3%. All'interno delle coalizioni c'è una ulteriore soglia: se un partito non supera l'1%, i suoi voti vanno completamente persi, se invece si attesta tra l'1 e il 3% i suoi voti vengono dirottati "pro quota" sugli altri partiti della coalizione che hanno superato lo sbarramento. La scheda elettorale fa capire il meccanismo del Rosatellum. Sotto al rettangolo con il nome dei candidati del collegio uninominale, si trova il simbolo dei partito o dei partiti che lo sostengono, e i listini di 2-4 candidati proporzionali. Si tratta di listini bloccati, cioè senza preferenza: a seconda dei voti presi dal partito scatterà l'elezione del primo, poi del secondo e così via.

All'elettore basterà porre una X sul simbolo del partito preferito per attribuire il voto sia al candidato del collegio uninominale, sia al listino di candidati del proporzionale. Per le due coalizioni presenti - il centrosinistra e il centrodestra - una particolarità del Rosatellum consiste nella possibilità dell'elettore di votare apponendo la X solo sul nome del candidato del collegio uninominale. Tutti i voti di questo tipo saranno attribuiti - oltre che al candidato del collegio - all'insieme dei partiti della coalizione, che se li divideranno in base alla loro percentuale in quella circoscrizione. Lo stesso sistema vale per eleggere i 309 membri del Senato (altri 6 lo sono all'estero): qui i collegi uninominali sono 116 e le circoscrizioni proporzionali 32.

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