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Politica
3 Dicembre Dic 2017 1320 03 dicembre 2017

Grasso lancia "Liberi e uguali": lista unitaria di Mdp, Si e Possibile

All'Atlantico Live di Roma Mdp, Si e Possibile hanno presentato la lista unitaria di sinistra "Liberi e Uguali". E sul palco il leader destinato Pietro Grasso lancia la sfida al Pd: «Mi offrirono seggi ma questi calcoli non fanno per me».

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«Le dimissioni dal Pd sono nate da un'esigenza interiore. Poi mi hanno offerto seggi sicuri, mi hanno chiesto di fermarmi un giro, di fare la riserva della Repubblica. Mi dispiace, questi calcoli non fanno per me». Si è presentato così, Pietro Grasso. Il 3 dicembre è stato il giorno della sua discesa in campo, davanti a una platea gremita dell'Atlantico Live di Roma che lo ha acclamato leader tra standing ovation e applausi scroscianti. «Io ci sono!», ha esclamato tenendo a battesimo la nuova "cosa" della sinistra. "Liberi e uguali", il nome lo ripete tre volte sul finale, commosso.

UN LISTA CON MDP, SI E POSSIBILE. La lista che sfiderà la coalizione a trazione Pd, la destra e il M5s, è nata dalla fusione di Mdp, Si e Possibile, ma non sarà solo «rossa», ha promesso il presidente del Senato. «Il nostro è un progetto più grande» che ambisce a raccogliere «l'unico voto veramente utile», quello della «metà d'Italia che non vota». All'Atlantico di Roma affluiscono «cinquemila persone», molti restano fuori. Nessuna scenografia, solo tre vele colorate.

Sfilano i "big" della sinistra, ma nessuno di loro ha un posto in prima fila: Pier Luigi Bersani che sventola «la bandiera dei valori», Nichi Vendola, Antonio Bassolino, Vincenzo Visco, Guglielmo Epifani. Massimo D'Alema scommette su un «10% ora più vicino», respingendo «l'inutile piagnisteo di appelli all'unità tardivi e contraddittori, visto che», ha rimarcato, «ci avevano detto che eravamo irrilevanti». E (dopo una stoccata a De Benedetti: «Non ho interesse per lui, non avendo io insider trading»), ha assicurato che il nuovo soggetto è di sinistra ma va oltre.

AFFONDO DI CIVATI SU PISAPIA. In sala ci sono il cattolico Enzo Carra e la leader della Cgil Susanna Camusso. In prima fila, i tre "ragazzi" Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Pippo Civati, segretari dei partiti fondatori. Sul palco fanno staffetta rappresentanti della società civile e i tre giovani leader. «Renzi e Berlusconi, facce della stessa medaglia, stanno allestendo coalizioni da incubo. Pisapia, dove 'campo' vai?», ha giocato con le parole Civati, lanciando un appello a quelli del Brancaccio e ai promotori del "no" al referendum di un anno fa. «Il Pd ha demolito cattolicesimo democratico e sinistra», è stato l'attacco di Fratoianni. E Speranza, che ha già scommesso sulla nascita di un partito dopo la lista elettorale, ha tirato la volata a Grasso: «Se tu sei con noi, siamo dalla parte giusta».

L'incontro tra Pietro Grasso e Pier Luigi Bersani durante l'assemblea.

Il presidente del Senato, accompagnato dalla moglie Maria, è salito sul palco schivo: «È un'emozione grande». In un discorso lungo mezz'ora, ha parlato alla "base" e a chi vorrebbe includere nel soggetto «largo e aperto» («Società civile, sinistra, cattolici, democratici e progressisti!), tanto che ha detto la parola "sinistra" una sola volta. Nel suo intervento il presidente ha disegnato una proposta di «radicale cambiamento e discontinuità», «senza rancori o nostalgie».

GRASSO: «NON SARO' UOMO SOLO AL COMANDO». Ma, in ossequio al proprio ruolo istituzionale, ha evitato attacchi agli avversari. Ha ricordato la propria storia di lotta alla mafia promettendo di battersi per i "valori". Ma aggiungendo che «mai» si farà «scudo del passato». Non sarà, ha promesso, «un uomo solo al comando circondato da yes man». A giorni sarà svelato il simbolo, poi, tra metà dicembre e gennaio, un programma «partecipato» fatto «con i migliori».

DAL PD: C'È AMAREZZA, MA SENZA RANCORE. I 'Pisapiani' e il Pd accolgono la discesa in campo di Grasso con un gelido silenzio: c'è «amarezza», hanno spiegato al Nazareno, per chi «decide di dividere il centrosinistra» ma «nessun rancore». In serata il segretario del Pd Matteo Renzi, intervenendo alla trasmissione Che tempo che fa, ha fatto sul suo in bocca al lupo a Grasso, ammettendo però che secondo lui a comandare sarà D'Alema.

E IL PRESIDENTE PROMETTE IL "METODO GRASSO". Ma Grasso dal palco respinge il ritratto che gli vorrebbero cucire addosso: «Non lasciamoci intimorire e scoraggiare da chi parla di rischi di sistema, di favore ai populismi, di voto utile. Serve un'alternativa per scuotere l'Italia dal torpore, una nuova proposta perché è in gioco il futuro dell'Italia. Tocca a noi», ha sancito leggendo l'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza sostanziale: «Tutti - nessuno escluso - liberi e uguali». Nel suo intervento ha parlato di «speranza» con un elenco di temi: lavoro, welfare, scuola, diritti, lotta alle diseguaglianze. Niente «slogan» e «fake news», niente «fiumi di parole», niente «arroganza», promettendo il «metodo Grasso».

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