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Libano, viaggio tra le fazioni palestinesi unite contro Trump

Fatah e Hamas fianco a fianco. Isis col Fronte di Liberazione. Sunniti e sciiti. Nel campo rifugiati di Ain al-Hilweh i gruppi si sono compattati sul caso Gerusalemme capitale d'Israele. Il reportage.

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da Beirut

Le stradine del campo dei rifugiati palestinesi di Ain al-Hilweh sono affollate dopo la preghiera del venerdì: i suoi abitanti hanno risposto in migliaia all’appello per il “Giorno dell'Ira”. Miliziani armati e civili, uomini e donne, giovani e anziani, tutti insieme a marciare e gridare «Gerusalemme capitale della Palestina!».

UN'UNICA OPPOSIZIONE. Come negli altri 11 campi del Libano, e in gran parte delle moschee e dei quartieri delle grandi città, la popolazione di Ain al-Hilweh si è mobilitata per gridare la sua opposizione alla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele trasferendo lì l'ambasciata americana.

Ain al-Hilweh, alle porte di Sidone, nel Sud del Paese, è il più grande campo profughi palestinese in Libano e da sempre è chiamato «la polveriera». Al suo interno vivono circa 80 mila rifugiati e sono presenti e attive tutte le fazioni politiche della diaspora palestinese. Una convivenza difficile che spesso esplode in conflitti armati, gli ultimi proprio un paio di settimane fa. Negli anni recenti le tensioni all’interno del campo si sono acuite a causa dell’infiltrazione dell'Isis e di altri gruppi fondamentalisti.

«TRUMP LI HA MESSI D'ACCORDO». Mohamed Gandour, giornalista libanese di madre palestinese, dice a Lettera43.it che «è davvero incredibile vedere la popolazione del campo così unita e compatta. Tra i manifestanti ci sono i fedelissimi di Fatah e di Hamas, quelli vicini all'Isis e i militanti del Fronte di Liberazione. Non più di 10 giorni fa in queste strade vicine allo stadio gli affiliati di Fatah hanno si sono scontrati con quelli di Hamas e ci sono state un paio di vittime. Il presidente Trump è riuscito a rimettere tutti insieme contro il nemico comune».

SUNNITI E SCIITI COMPATTATI. Gli slogan che rivendicano Gerusalemme come capitale o che chiedono la morte per Trump hanno attraversato tutto il Paese. Seguendo le diverse manifestazioni, colpisce come questa protesta ha, almeno temporaneamente, compattato anche sunniti e sciiti. All’Università libanese di Beirut gli studenti portavano in corteo le immagini del segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hasan Nasrallah. I manifestanti gridavano «grazie a Nasrallah la Palestina sarà libera!».

Manifestanti libanesi bruciano una bandiera americana. (Getty)

Dice ancora Gandour: «Credo che nessuno prima di Trump sia riuscito qui in Libano a far portare in trionfo dai sunniti l’effige del leader sciita». Per comprendere il significato di questi gesti si deve tenere presente che i palestinesi sono per la quasi totalità sunniti.

BANDIERE CHE MARCIANO INSIEME. In questi giorni le misure di sicurezza libanesi intorno ai campi, in particolare ad Ain al-Hilweh, sono state innalzate per la paura che la protesta degenerasse in scontri armati. Finora, però, la rabbia si è concentrata solo contro gli Usa e Israele. Così le bandiere delle diverse fazioni, le immagini di Arafat e gli striscioni degli islamisti radicali hanno marciato insieme.

Anche i bambini palestinesi presenti nei cortei anti-Trump. (Getty)

«Gerusalemme è nostra», dice una giovane donna che ha legato una kefiah sul velo e porta il suo bambino in braccio. Come lei molte donne partecipano alla manifestazione con i loro figli. Tra i manifestanti sono tanti i bimbi che indossano la kefiah o degli abiti militari. Mentre molti uomini mostravano le armi, ai bambini sono state date pistole di carta.

«LOTTA INTERGENERAZIONALE». Sottolinea Gandour: «Un’immagine che testimonia quanto tra i palestinesi del Libano sia radicato il principio che la lotta deve passare da generazione in generazione fino alla liberazione della Palestina. Persino i loro sguardi esprimono la loro determinazione a continuare la lotta per quella terra da sogno dove non hanno mai messo piede».

12 Dicembre Dic 2017 1535 12 dicembre 2017
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