Gerusalemme: morto palestinese ferito
Tensione a Gerusalemme
Netanyahu Mogherini

Perché la mossa di Trump ha isolato Israele come non mai

L'Europa, da sempre ostile allo Stato ebraico, è saltata sullo “scandalo” Gerusalemme per abbandonare ancora più Netanyahu. Mentre le minacce di nuova Intifada si sono rivelate infondate.

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Il processo di pace è completamente “imballato”, Israele non è mai stato così isolato in un’Europa che non l’ha mai amato e che è saltata sullo “scandalo” dell’ambasciata americana a Gerusalemme per isolare ancora più Netanyahu. Infine, il grande, nuovo, alleato arabo di Israele, l’Arabia Saudita di Mohammad Bin Salman, è costretto a raffreddare, a occultare, a ridurre fin quasi allo zero i suoi recenti rapporti con lo stato ebraico che pure potevano essere risolutivi, obbligando Abu Mazen a trattative reali.

THE DONALD SE NE INFISCHIA. Questi, a oggi, i risultati evidenti della mossa di Donald Trump su Gerusalemme che però può rivendicare di avere riscosso pieno successo là dove lo cercava, cinicamente infischiandosene delle conseguenze in Medio Oriente: l’elettorato delle “Right Nation”, dei “Tea Party”, dei presbiteriani e della destra evangelista l’ha apprezzato oltre misura.

PASTICCIONE COME OBAMA. Chi si chiede perché mai Trump, a freddo, abbia fatto la mossa del trasferimento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, ha dunque la sua risposta: una decisione tutta dentro la logica del consenso interno e il solito, abituale pasticcio in un Medio Oriente nel quale Trump peggiora l’isolamento americano in perfetta continuità col suo predecessore Barack Obama.

Proteste in Iran contro Trump e Netanyahu.

L’unica nota positiva in questo quadro è che le minacce, esagerate dai media, di una nuova Intifada, di scontri armati di massa dei palestinesi o della “piazza araba”, si sono rivelate infondate. Un’ondata di rabbia, manifestazioni non oceaniche, minacce di Hamas, Hezbollah e Iran, ma poco più. Persino la Lega Araba (Netanyahu ringrazi i sauditi e l’egiziano al Sisi) si è limitata a una ferma condanna morale della mossa di Trump. Le richieste di boicottaggio delle merci americane e di ritorsioni materiali avanzate dai palestinesi sono state bocciate.

PUTIN COMANDA, USA AL TAPPETO. Nel complesso, l’ennesima conferma di una politica estera e mediorientale dell’Amministrazione Trump che procede alla giornata, con orizzonti di poche ore, con risultati sconfortanti. Il tutto a vantaggio di un Vladimir Putin che solo 5 anni fa contava nulla in Medio Oriente e oggi invece “tiene banco” non solo in Iraq, Siria, Iran, Turchia e Libano, ma che è anche l’unico partner al quale Bibi Netanyahu può rivolgersi - con eccellenti riscontri - per ottenere che le milizie di Hezbollah e dell’Iran non si avvicinino a più di 40 chilometri alla frontiera siro-israeliana del Golan. Oggi la Russia conta, “pesa” in Medio Oriente quanto gli Usa vi hanno contato e pesato per 60 anni. E gli Usa non contano più nulla.

14 Dicembre Dic 2017 0800 14 dicembre 2017
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