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Verso le elezioni
C. sinistra: Bonino, pronti a confronto
1 Gennaio Gen 2018 2133 01 gennaio 2018

Elezioni 2018, Bonino: «+Europa costretta a correre da sola»

I promotori della lista accusano il Viminale di «interpretazione surreale della legge elettorale». Ma il vice segretario del Pd, Maurizio Martina, lascia la porta aperta: «Siamo pronti a collaborare per la raccolta firme».

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Con l'arrivo del nuovo anno parte la corsa verso le elezioni del 4 marzo. Tuttavia, la data del voto è l'unica certezza in un panorama politico pieno di incognite. L'incertezza più evidente riguarda gli effetti della nuova legge elettorale: un sistema per due terzi proporzionale e per un terzo maggioritario, senza voto disgiunto, rischia di non produrre maggioranze chiare. Tanto che c'è chi preannuncia uno scenario spagnolo, ovvero un repentino ritorno alle urne, magari a giugno.

IL PD SPERA NELLA RIMONTA. Il Pd, dato negli ultimi tempi in calo nei sondaggi, spera in una rimonta. I dem affidano le loro speranze di rilancio alla tenuta dell'elettorato vicino al segretario Matteo Renzi. L'obiettivo è semplice, avvicinarsi il più possibile alla fatidica soglia del 40%.

SALTA LA COALIZIONE CON LA LISTA DI EMMA BONINO. Ma intanto a sinistra sono in corso grandi manovre per tentare di salvare l'intesa con +Europa, la lista promossa da Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, che rischia di saltare assieme alla possibilità di formare una coalizione. «Correre da soli al momento è l'unica via», hanno spiegato i promotori della lista, lanciando in settimana la raccolta firme e puntando il dito contro il Viminale, accusato di «interpretazione surreale della legge elettorale».

IL NODO DELLE FIRME. Il problema, secondo +Europa, è che «la nuova legge elettorale per Camera e Senato prevede che "la dichiarazione di presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi nel collegio plurinominale, con l’indicazione dei candidati della lista nei collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale" debba essere sottoscritta "da almeno 1.500 e da non più di 2 mila elettori". Un numero di firme autenticate mostruoso, imposto solo alle liste che non godono di una esenzione legata al collegamento coi gruppi parlamentari del parlamento uscente. Questo numero - anche grazie alla nostra iniziativa - è stato ridotto a un quarto per questa prima applicazione della nuova legge elettorale, in virtù del fatto che il disegno territoriale dei collegi è stato ufficializzato appena pochi giorni fa (non avremmo potuto iniziare la raccolta firme su collegi non esistenti). Si tratta comunque di un numero elevato: circa 25 mila, divise nei 63 collegi plurinominali in cui è divisa l'Italia».

MARTINA IN SOCCORSO DI +EUROPA. Ecco quindi che in serata è intervenuto il vice segretario del Pd, Maurizio Martina, per lanciare una ciambella di salvataggio che conferma l'interesse dei dem nei confronti di +Europa. «Per il Pd le porte della collaborazione con la lista +Europa sono sempre aperte e siamo pronti anche alla leale collaborazione organizzativa, garantendo il nostro lavoro per la raccolta delle firme necessarie per ogni circoscrizione». Solo il voto, del resto, dirà se la lista 'ulivista' di Riccardo Nencini e Angelo Bonelli riuscirà a frenare il flusso verso Liberi e Uguali, che punta a un risultato a due cifre. I voti di +Europa potrebbero fare comodo. E Martina conclude così: «Il punto essenziale è la volontà di lavorare insieme, unendo le nostre forze con un accordo politico. Noi ci siamo con convinzione, spero ci siano anche loro».

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