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Renzi Lilli
8 Gennaio Gen 2018 2005 08 gennaio 2018

Otto e mezzo, Renzi lancia la candidatura di Boschi

Il segretario del Pd: «Si presenterà in più circoscrizioni, come me e Gentiloni». Poi torna sul canone Rai: «Tante proposte, stiamo valutando». L'obiettivo alle prossime Politiche? Superare il 25% preso da Bersani.

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Matteo Renzi, ospite di Otto e mezzo sul La7, ha lanciato la candidatura plurima della sottosegretaria Maria Elena Boschi: «Si candiderà in più di un posto, come tutti gli altri. Come io mi candiderò in Lombardia e Campania, lo stesso faranno Boschi e Gentiloni», ha spiegato il segretario del Pd. Ragionamento preceduto dalla seguente considerazione: «Mi accuseranno comunque di aver scelto fedelissimi. Mi hanno accusato di tutto, anche dei sacchetti di plastica. Ma valutiamo i nomi del Pd: si candideranno Gentiloni, Padoan, Minniti, persone in prima linea nella lotta alla criminalità e in grado di sfatare le superstizioni sui vaccini» (leggi anche: Quelle inquietanti analogie tra il metodo Grasso e il metodo Renzi).

LA POLEMICA SULLA RAI. Non è mancato un passaggio sul canone Rai, tema al centro di un duro scontro con il ministro Calenda andato in scena nei giorni scorsi: «Non ne ho mai parlato prima. L'abolizione è una delle ipotesi su cui stiamo lavorando. Tutti i governi l'hanno aumentato, tranne noi. Ci sono in campo tante proposte, ma questo dibattito conferma che se si paga tutti abbiamo più soldi. Ora possiamo decidere cosa fare».

SCONTRO CON GRASSO SULLE TASSE UNIVERSITARIE. L'ex premier ha commentato anche la proposta di Liberi e Uguali di abolire le tasse universitarie: «Un favore ai ricchi e ai fuoricorso. Una norma scritta da Grasso, ma pensata per Di Maio», ha detto Renzi. Pronta la risposta del presidente del Senato: «Abolire le tasse universitarie significa promuovere la giustizia sociale. Abbiamo il 26% di laureati nella fascia dei cittadini tra i 30 e i 34 anni, la media europea è del 40%. Vogliamo adottare politiche che favoriscano in tutti i modi la crescita del livello di istruzione di questo Paese? Una di queste è abbattere i costi, per tutti».

OBIETTIVO: SUPERARE IL 25% DI BERSANI. Al di là delle polemiche con la sinistra, Renzi ha di fatto inaugurato la sua campagna elettorale in tivù con l'augurio che il Pd possa superare la soglia raggiunta dal suo predecessore, e oggi avversario, Pierluigi Bersani: «Speriamo di andare oltre il 25%, non credo che il centrodestra sia così in vantaggio come si dice». Anche perché, in vista delle elezioni, i due mesi finali «sono sempre stati decisivi per ribaltare i pronostici, chissà che non ci siano delle belle sorprese».

UN PREMIER ISCRITTO AL PD. Quanto all'idea di vittoria finale, Renzi propone questa lettura: «Se il premier sarà un iscritto al Pd sarà una vittoria non solo nostra, ma degli italiani. Abbiamo la squadra migliore, Gentiloni ha governato bene, come tutti i nostri ministri». Confermata anche la candidatura di Pier Carlo Padoan, in diverse circoscrizioni.

BERLUSCONI? «NON È UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA». L'ex premier, entrando nel campo dell'economia, ha ribadito che sono stati i governi guidati dal Pd a rilanciare la crescita dell'Italia. A differenza di quanto fatto dal centrodestra: «Mai detto che Berlusconi è un pericolo per la democrazia, io lo rispetto e non lo demonizzo. Ma il Cavaliere è uno straordinario pericolo per l'economia italiana. L'ultima volta che hanno governato assieme, Forza Italia e Lega hanno portato il Paese a un centimetro dal baratro. Credo che gli imprenditori se lo ricordino».

MOVIMENTO 5 STELLE PREDA DI «CONTRADDIZIONI». Netto il giudizio anche nei confronti del Movimento 5 stelle, il cui tratto distintivo sarebbero le contraddizioni: dal tema dei rifiuti nella Capitale a quello della giustizia. Renzi ha ribadito che l'Emilia-Romagna era disposta a collaborare con la Giunta capitolina per lo smaltimento dell'immondizia, ma poi la sindaca Raggi «ha detto di no». Quanto alla riduzione del debito che grava sulle casse dello Stato, «no alle cure da cavallo», perché rischiano di affossare la ripresa.

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