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SCENARI
9 Gennaio Gen 2018 0943 09 gennaio 2018

Elezioni, Berlusconi: «Punto al 45% di coalizione»

Il leader di Forza Italia: «In Lombardia aspettiamo i sondaggi, un nome ancora non c'è». Maroni ministro? «Lo escludo». Anche Salvini chiude la porta di Palazzo Chigi al governatore. E Parisi affonda: «Disegno politico contro la Lega».

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Silvio Berlusconi mira in alto. In un'intervista a Radio Capital, il leader di Forza Italia ha detto infatti che alle prossime Politiche punta «al 45% di coalizione», perché il centrodestra «è in continua crescita». Cinque punti oltre la soglia del 40% alla Camera e al Senato, un risultato che in base alla legge elettorale vigente «dovrebbe garantire la maggioranza assoluta in parlamento» (leggi anche: Berlusconi diventa salvatore della patria grazie al nulla che lo circonda).

IN LOMBARDIA GIOCHI ANCORA APERTI. Il Cav ha parlato di tante altre cose . Sul candidato alle Regionali in Lombardia, ad esempio, ha detto che i giochi non sono ancora fatti: «Non c’è nessuna resa» alla Lega sulla candidatura di Attilio Fontana al posto di Roberto Maroni, «nelle coalizioni non si combatte, si dialoga». Per la Lombardia «stiamo valutando la proposta della Lega dell’avvocato Attilio Fontana, da sindaco di Varese si è dimostrato un amministratore valido e apprezzato. Attendiamo i sondaggi sul confronto Gori-Fontana o Gelmini-Gori».

«NESSUN ACCORDO SEGRETO CON MARONI». Inoltre, secondo il leader azzurro, non ci sarebbe «nessun accordo segreto con Maroni». Se «motivi personali lo spingono a scegliere di non ricandidarsi in Lombardia, è impensabile si possano ipotizzare per lui ruoli politici e tantomeno impegni di governo». Berlusconi ha poi spiegato: «Il mio candidato premier non lo posso dire adesso, ma assicuro che è un super candidato» (leggi anche: Maroni molla la Lombardia, vuole fare il premier).

MA NEL CENTRODESTRA È CRISI. Sulla stessa linea il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ai microfoni di Radio 24 ha dichiarato: «Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia, che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro». L'interessato, per il momento, ha scritto su Facebook che si prepara a iniziare «una vita nuova». Ma Stefano Parisi, leader di Energie per l'Italia, ha messo il dito nella piaga: «Abbiamo appreso che dietro le motivazioni espresse da Maroni non ci sono ragioni personali, ma un disegno politico di Forza Italia contro la Lega. All'interesse dei lombardi si antepone purtroppo un interesse di parte, cinico e spregiudicato».

Continuo a ricevere centinaia di messaggi di persone che mi ringraziano per quello che ho fatto alla guida della Regione...

Geplaatst door Roberto Maroni op dinsdag 9 januari 2018

Quanto al Movimento 5 stelle, l'affondo di Berlusconi è arrivato puntuale: «Non hanno mai amministrato neppure un condominio e i risultati si vedono quando, come avviene a Roma, hanno delle responsabilità di gestione. Il collasso vero e proprio della nostra capitale è l’emblema di quello che succederebbe se governassero in Italia. I 5 stelle non hanno alcuna esperienza né competenza, la gran parte di loro non sa cosa significhi lavorare, ma neppure cosa significa governare. Assegnerebbero responsabilità di governo a magistrati che sono i portabandiera del peggiore giustizialismo e dell’uso politico della giustizia. Insomma, c’è da aver davvero paura. Ma noi li fermeremo».

NO ALLE LARGHE INTESE COL PD. Smentita anche l'ipotesi di un futuro governo di larghe intese con il Pd di Renzi: «Siamo assolutamente contro le larghe intese. Finché non ci sarà una maggioranza in grado di esprimere un nuovo governo, ovviamente andrà avanti il governo Gentiloni. È una semplice constatazione tecnica, non un giudizio politico. Il problema non si porrà. Avremo la maggioranza noi».

LA STIMA PER MARIO DRAGHI. Infine, un attestato di stima al governatore della Bce Mario Draghi: «Magari, magari, a chi non piacerebbe avere Mario Draghi alla guida dell’Economia? Ma io non l’ho candidato e non voglio che su questa cosa vengano fatte delle strumentalizzazioni. Ho fatto il nome di Draghi per indicare il profilo di un futuro, possibile, ministro del governo di centrodestra. Non mi risulta purtroppo che il presidente della Bce sia interessato ad avere un ruolo di governo».

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