Dl fiscale: Camera approva con 237 sì
Verso le elezioni
Concia
9 Gennaio Gen 2018 0800 09 gennaio 2018

Elezioni, la piccola pattuglia Lgbt all'assalto delle liste

Da Scalfarotto al radicale Comeni: gran parte delle candidature arriverà da Pd e dintorni. Nel centrodestra nulla o quasi. E anche il M5s potrebbe fare scena muta. I nomi sicuri e quelli papabili.

  • SAMUELE CAFASSO
  • ...

Certo non sono più i tempi di Franco Grillini, quando in perfetta solitudine solcava i corridoi di Montecitorio come unico gay dichiarato del parlamento. E forse nemmeno quelli di Vladimir Luxuria svillaneggiata dalla collega Elisabetta Gardini per l'uso dei bagni per le donne. E però nel prossimo parlamento gli esponenti del movimento Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, trasgender) rischiano di essere pochini, per effetto soprattutto del ridimensionamento del centrosinistra, da cui dovrebbe venire il maggior numero di candidature. Pochi, ad oggi, gli spiragli che si intravedono a destra e nel Movimento 5 stelle. Se quello uscente così passerà alla storia come il parlamento che ha approvato la legge sulle unioni civili, il prossimo rischia di essere quello del ridimensionamento, del riflusso, per così dire. Ad oggi siamo solo al si dice, ai rumor. Eppure un quadro di massima è già possibile definirlo.

SCALFAROTTO IN PRIMA LINEA. Il maggior numero di candidature dovrebbe arrivare dal Pd, dove si attende la conferma con un posto in listino – più candidatura in un collegio uninominale – per Ivan Scalfarotto e Monica Cirinnà. Scalfarotto, oggi sottosegretario allo Sviluppo economico, renziano, è stato il primo membro del governo a unirsi civilmente con il suo compagno. La comunità Lgbt ha nei suoi confronti sentimenti contrastanti, essendo firmatario di una legge contro l'omofobia peraltro mai approvata ma molto contestata perché considerata troppo lassista, quando non addirittura dannosa. Cirinnà, invece, pur essendo eterosessuale e sposata, è considerata una candidatura “in quota” in quanto lei è relatrice della legge sulle unioni civili e molto si è spesa in questi anni. Per lei potrebbe aprirsi sia un posto in listino che una candidatura in un collegio romano, città dove è molto popolare.

GLI ALTRI NOMI DEL CENTROSINISTRA. Verso la riconferma anche Sergio Lo Giudice, padre di due bambini insieme a suo marito, bolognese d'adozione, dove è stato consigliere per 10 anni. Alle ultime elezioni è stato candidato dopo una buona affermazione alle primarie. In quota alla minoranza del partito (come Cirinnà), oggi potrebbe essere confermato in corsa in un seggio bolognese (non da senatore ma da deputato, questa volta), ma non è detto che per lui si apra il paracadute del listino. Comunque, avrebbe vita più facile di Alessandro Zan, anche lui presente nell'attuale parlamento, attivista, ma più a rischio perché corre in una città – Padova – che sembra destinata a dare poche soddisfazioni al centrosinistra. A questi nomi, tutti uscenti, dovrebbe unirsi una candidatura per Paola Concia, fedelissima di Renzi, oggi assessora al Comune di Firenze e che potrebbe correre proprio in Toscana. Fuori dai giochi rischia invece di finire un renziano doc come Alessio De Giorgi, noto al pubblico per aver svelato in maniera abbastanza maldestra di essere il gestore di MatteoRenzi News. Al momento i profili social lo danno in vacanza in terre lontane, non proprio la scelta più logica per uno che si prepara a correre per le elezioni. Ma mai dire mai.

Per Monaco, Guaiana e Comeni la corsa è difficilissima. Ma il “tridente” sfoderato dai radicali indica l'intenzione di caratterizzare chiaramente l'offerta politica

Fuori dal Pd, una candidatura di spicco attesa in queste ore è quella di Cathy La Torre per Liberi e Uguali (LeU). Già capogruppo in Comune a Bologna per Sel, avvocata per i diritti trasgender, ex vicepresidente dell'associazione Mit, è donna vicinissima a Nichi Vendola che, a questo giro, dovrebbe rimanere fuori dai giochi, impegnato piuttosto nel suo ruolo di genitore. In quale città correrà La Torre, o se correrà in listino, non è ancora dato sapere. Fuori dal listino, ovviamente, la sua rischia di essere solo una battaglia di testimonianza. Insieme a lei, potrebbero correre per LeU anche Gianmarco Capogna, romano, in quota a Possibile, e Marco Mori, milanese. Ma le possibilità di arrivare poi in parlamento sarebbero decisamente bassine. Altro partito con molti candidati, ma forse non altrettante possibilità di fare centro, è quello dei radicali nella loro nuova formazione +Europa. Qui sono attesi in corsa Leonardo Monaco, segretario di Certi Diritti, Yuri Guaiana, attivista per la stessa associazione radicale, arrestato pochi mesi orsono a Mosca mentre protestava per le uccisioni in Cecenia. Un posto anche per Alessandro Comeni, attivista intersex. Per i tre, ovviamente, la corsa è difficilissima. Ma il “tridente” sfoderato dai radicali indica l'intenzione di caratterizzare chiaramente l'offerta politica.

«TOCCA AFFIDARSI ALLA PASCALE...». E fuori di qui? Fuori di qui, iniziano i dolori. Dovrebbe essere candidato con i fittiani Daniele Capezzone, di cui qualcuno ricorderà un po' di anni fa un “coming out” bisessuale. Non pervenuti Lega Nord e Fratelli d'Italia. Fa parte delle fila di Forza Italia ed è gay dichiarato Paolo Galimberti, già eletto senatore nel 2013, un passato da compagno di Alfonso Signorini. Non è un attivista, ma chissà, potrebbe essere riconfermato. Qualcuno nei corridoi dice, scherzando, che non resta che affidarsi alla compagna di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale, mostratasi più volte sensibile ai temi Lgbt.

SILENZIO ASSORDANTE DAL M5S. Silenzio assordante anche dai Cinque Stelle che, come notato con malizia da più parti, in questa tornata non vedono nessun gay o lesbica dichiarati in parlamento, segno forse di un clima non proprio favorevole. È anche vero, però, che a Torino è assessore di Chiara Appendino un ex presidente del circolo Arcigay cittadino, Marco Giusta. E adesso, alle Parlamentarie, si è presentato in corsa Gabriele Sannino, scrittore, giornalista, gay dichiarato. Riuscirà nell'impresa di farsi eleggere in quota al Movimento, protagonista di una spettacolare capovolta sulla legge per le unioni civili che ne ha messo a rischio l'approvazione?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso