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20 Gennaio Gen 2018 1800 20 gennaio 2018

Germania, tra incertezza e spinte di rinnovamento

La Spd deve decidere sulla grande coalizione. Che non piace agli elettori. La leader dei giovani socialdemocratici ed europei Rauschkolb a L43: «Dietro le difficoltà, forti istanze di cambiamento».

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Smarrimento tra i tedeschi, anche tra addetti ai lavori come i politici. Ma, nella confusione, la graduale presa di consapevolezza di «doversi abituare» alla difficoltà di formare governi e, di conseguenza, alle crisi politiche. Non sono giorni facili in Germania, non ultimo perché nei giorni convulsi delle forti divisioni tra i socialdemocratici (Spd) prima del voto della loro assemblea generale a Bonn, il 21 gennaio 2018, sull'accordo preliminare sulla grande coalizione con Angela Merkel (che è stato approvato dai delegati), il maltempo si è abbattuto sulla locomotiva d'Europa. Rallentando gli incontri e le comunicazioni anche tra le delegazioni dei partiti.

INGOVERNABILITÀ NELL'UE. Michelle Rauschkolb, membro della dirigenza degli Jusos (la sezione giovanile dei socialdemocratici che ha promesso di «fare di tutto» per fermare i negoziati di un terzo governo di larghe intese con Merkel) e anche del direttivo dei Giovani socialisti europei (Yes), spiega a Lettera43.it come nessuno abbia in tasca soluzioni facili: «Ne abbiamo discusso anche a livello europeo, la tendenza è di avere sempre più partiti e più rappresentanti in parlamento che non si accordano tra loro per formare un governo». Difficoltà che i sondaggi dicono si ripresenterebbe in Germania, anche in caso di elezioni anticipate nella primavera.

Michelle Rauschkolb.

JUSOS

DOMANDA. Si tratta di uno scenario "italiano", inedito nella storia della Repubblica tedesca.
RISPOSTA.
L’incertezza crescente tra la popolazione è dovuta proprio al fatto che viviamo per la prima volta tutto ciò. Io stessa devo abituarmi a questa crisi politica, ma è già chiaro che con questi numeri se ne presenteranno sempre più spesso delle altre.

D. Da dove nasce una paralisi politica del genere (fino a un nuovo esecutivo il vecchio governo resta in carica per le funzioni d’ufficio ma senza maggioranza in parlamento), se la Germania economicamente dai dati dell’occupazione e della produzione continua a crescere?
R.
È un fenomeno generale che per esempio accomuna tutta l’Europa. Con lo sciogliersi dell’elettorato dei partiti di massa, nei parlamenti entrano più partiti. Le forze politiche sono sempre più frammentate.

D. In effetti dalle Legislative tedesche del 24 settembre 2017, per il meccanismo di compensazione della legge elettorale proporzionale, è uscito un Bundestag con il numero record di 709 seggi, quasi 80 deputati in più del precedente massimo di 631 della penultima legislatura.
R.
Occorre aprirsi a modelli alternativi come i governi di minoranza, coalizioni cioè senza la maggioranza dei seggi ma appoggiate da uno o più partiti esterni. Per la Spd in particolare ciò significa anche andarsi a cercare dei partner per alleanze di sinistra capaci di raggiungere una maggioranza.

Esiste l'opzione del governo di minoranza e non c'è alcun automatismo tra il no a una grande coalizione e le elezioni anticipate

Michelle Rauschkolb

D. Una parte consistente della Spd rifiuta i negoziati di grande coalizione con Merkel per un governo che comunque non partirebbe prima di aprile. Personalmente è per un governo di minoranza con l'appoggio esterno dei socialdemocratici, piuttosto che per tornare a votare?
R.
Sì, questa opzione esiste e non c'è alcun automatismo. Se a Bonn, all'assemblea del 21 gennaio della Spd, la maggioranza dei delegati si esprimerà contro i colloqui per un'altra coalizione non dobbiamo andare per forza a nuove elezioni.

D. L'assenza di un governo effettivo durerà comunque almeno un semestre. E dall'autunno nei sondaggi la Spd continua a perdere i voti, specie dal via agli incontri preliminari per un possibile nuovo esecutivo con Merkel. Quali input ricevete dalla base?
R
. Messe insieme Spd e Cdu-Csu, i cristiano democratici e sociali di Merkel, hanno perso circa il 14% alle ultime Legislative: sono dell'idea che già con questo risultato chi è andato a votare si sia espresso contro il proseguimento di una grande coalizione.

D. La confusione nella politica e tra gli elettori di questi mesi tradisce anche la ricerca di cambiamento e la voglia di rinnovamento dei tedeschi?
R.
Una coalizione tra Cdu-Csu e Spd non è in grado di dare alcuna risposta sul futuro. Sono convinta che le elettrici e gli elettori desiderino una demarcazione più forte tra questi due partiti di massa.

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