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31 Gennaio Gen 2018 1857 31 gennaio 2018

M5s, così Davide Casaleggio è diventato il padrone di Rousseau e del Movimento

Il Foglio pubblica lo Statuto dell'associazione firmato pochi giorni prima della morte di Gianroberto. Che con il documento affida tutti i poteri al figlio.

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«È tutta una mera invenzione, non esiste alcuno statuto Rousseau», ha detto il deputato M5s Danilo Toninelli a Radio radio smentendo l'articolo de Il Foglio in cui non solo si afferma l'esistenza di uno statuto firmato da un notaio ma anche che di fatto il documento consegna il controllo assoluto del partito a Davide Casaleggio. «Il sistema Rousseau è un sistema operativo che permette a centinaia di migliaia di cittadini italiani liberi di iscriversi, di fare proposte di legge, di votare, di candidarsi o di votare i propri candidati preferiti», ha assicurato Toninelli. «Lo statuto del M5s è un'altra cosa: ha un'assemblea che è fatta da tutti gli iscritti - oggi sono 170mila - che ha determinate regole che non premetterebbero per esempio a Giuliano Ferrara o a Cerasa di potersi candidare perché ci sono delle incompatibilità».

IL DOCUMENTO INTEGRALE. Peccato però che Il Foglio abbia risposto pubblicando il documento originale e integrale. Lo Statuto dell'associazione è stato firmato, come si legge nelle prime righe, «L’anno duemilasedici, il giorno otto del mese di aprile. In Milano, in una stanza dell’Istituto in via Mosè Bianchi n. 90. Davanti a me, notaio Enzo Sami Giuliano, sono presenti i signori Gianroberto Casaleggio e Davide Federico Dante Casaleggio...». A colpire è proprio l'indirizzo. Via Mosè Bianchi e cioè l'Auxologico di Milano, l'ospedale dove dopo quattro giorni - il 12 aprile - morirà Gianroberto Casaleggio ricoverato con lo pseudonimo di Gianni Isolato. Come scrive Il Foglio, il cofondatore del Movimento firmando sul letto di morte questo documento ha un obiettivo: garantire il totale controllo dell'associazione, e quindi del M5s, al figlio Davide. Potere assoluto che viene sancito da due articoli, il 6 e il 13. In cui sostanzialmente si assegnano le funzioni più importanti ai fondatori, cioè a padre e figlio. Dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, l'unico "padrone" rimasto è Davide.

A CASALEGGIO JR POTERE ASSOLUTO. È lui, sottolinea il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, «l’unico Fondatore superstite, che può essere nominato presidente; ed è sempre lui che, attraverso il Consiglio direttivo, di cui è l’unico presidente possibile, a decidere chi può entrare e chi no nell’associazione». Ed è sempre lui a essere nel contempo presidente, tesoriere e amministratore unico di Rousseau. In questo contesto di regole il 5 maggio Casaleggio jr fa entrare nell’Associazione Rousseau due nuovi soci, Max Bugani (consigliere comunale a Bologna) e David Borrelli (europarlamentare), il cui ruolo però «è quello di fare numero». A dichiararlo è stato lo stesso Borrelli che sempre al Foglio dichiarò: il 4 gennaio 2018: «Sono in quell’associazione ma è come se non ci fossi. Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio, bisogna chiedere a lui».

LEGATI INDISSOLUBILMENTE ALLA SRL. Si dirà, e il nuovo Statuto M5s? L’art. 1 lega indissolubilmente il partito all’associazione Rousseau e l’art. 6 del regolamento obbliga tutti i nuovi eletti in parlamento a versare un contributo di 300 euro a Rousseau (clausola che vale anche per i candidati dei collegi uninominali) «destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari». E se prevede una procedura per sfiduciare il capo politico, non ve n'è alcuna per separare il Movimento da Rousseau. Insomma, il primo partito d'Italia, almeno secondo i sondaggi, è di fatto controllato da una srl privata su cui il M5s non ha alcun potere di vigilanza. Anzi, dal suo patron: Davide Casaleggio.

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