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Family Day
1 Marzo Mar 2018 1621 01 marzo 2018

I cattolici del Family Day tifano Lega

Lettera ai simpatizzanti del leader Gandolfini che "scarica" il partitino di Adinolfi: «Votate centrodestra». E indica tre candidati: due nelle liste del partito di Salvini, uno in Fratelli d'Italia.

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Fratelli e sorelle, votate il centrodestra, meglio ancora se Lega o Fratelli d'Italia. I cattolici del Family Day snobbano il partitino di Mario Adinolfi e, a pochi giorni dalle votazioni, danno un'indicazione chiara a favore della coalizione tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. In una lettera rivolta ai simpatizzanti del cammino neocatecumenale che doveva rimanere privata ma che invece è stata rilanciata da diversi siti di ispirazione cattolica, il leader del comitato “Difendiamo i nostri figli” Massimo Gandolfini ha spiegato che «stante l'attuale legge elettorale, che non prevede le preferenze personali, diventa imperativo votare una forza politica che ha la certezza di entrare in parlamento, portando persone nostre "amiche". Oggi, la coalizione che ha condiviso le nostre istanze è quella del centro-destra, con i partiti che la compongono». Sconsigliato invece il voto a favore del Partito della famiglia guidato da Mario Adinolfi. visto che il voto di testimonianza «potrebbe addirittura rivelarsi dannoso laddove l'elezione di un candidato si gioca sul filo della decina di voti».

La vicinanza del movimento che ha organizzato i due Familiy Day italiani del 2015 e del 2016 alla destra italiana non è certo una novità, ma forse era meno scontato un appoggio così esplicito (con annessa polemica contro Adinolfi, con cui i rapporti sono tesi da oramai due anni). Inoltre all'interno del centrodestra viene a galla una “gerarchia” di preferenze che conferma l'Opa sul cattolicesimo oltranzista da parte della Lega di Salvini, recentemente appassionatosi a bibbie e rosari. "Difendiamo i nostri figli", infatti, indica tre candidati a queste elezioni come espressione propria del movimento. Due sono nelle liste della Lega, uno in Fratelli d'Italia. Quest'ultimo è Federico Iadicicco, incaricato di sfidare Emma Bonino nel collegio senatoriale di Roma 1 in un match dal valore altamente simbolico.

PIACCIONO PILLON E CERELLI. Per quanto riguarda la Lega, i candidati in corsa sono Simone Pillon in Lombardia e Giancarlo Cerrelli a Crotone, tutti e due in realtà in posizione difficilmente eleggibile (uno perché leghista al Sud, l'altro perché posizonato quarto nel “listino”). I pro-famiglia di Gandolfini, così, difficilmente avranno riferimenti diretti in parlamento anche se nella lettera il loro leader cita diversi parlamentari “amici” tra cui spicca, insieme a Carlo Giovanardi ed Eugenia Roccella, il leghista Massimiliano Fedriga, astro in ascesa del partito di Salvini.

La marcia che sta portando la Lega a diventare un riferimento per il movimento pro-famiglia è lunga: nel 2013 è stato ospitato dal congresso del partito Alexey Komov, rappresentante per la Russia del World congress of families, la rete internazionale contro i diritti Lgbt che ha trovato proprio nella Russia di Putin la propria stella polare. Komov è stato nominato anche presidente onorario dell’associazione Lombardia Russia.

STORICA LA LOTTA CONTRO IL GENDER. Inoltre a partire dal 2015 la Lega è stato uno dei partiti che più ha appoggiato la battaglia "contro il gender” da parte dei movimenti cattolici oltranzisti che rifiutano si parli di omosessualità o di parità uomo-donna nelle scuole italiane. In un incontro a Bergamo nel giugno del 2015, il leader della Lega Matteo Salvini attaccò il decreto della Buona scuola sostenendo che «qualcuno vorrebbe spiegare ai nostri bambini di 6 anni che cos’è la masturbazione e che si può andare sia con gli uomini che con le donne: e allora io mi inc... come una bestia. Mia figlia ha 2 anni e mezzo, se una maestra oserà parlarle di sesso a 6 anni vado a scuola e le faccio una faccia così, perché questo è compito della mamma e del papà». In realtà nessuna scuola ha mai avuto indicazioni del genere, mentre al comma 16 della legge 107/2015 (la Buona scuola, appunto) si spiega che «il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni».

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