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Grimoldi (Lega): «Possibile intesa programmatica col M5s»

Il segretario nazionale del Carroccio lombardo a Lettera43.it: «Onore delle armi a Berlusconi, ma Salvini l'ha battuto». E sui grillini: «Mi aspetto collaborazione. Possiamo lavorare insieme».

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Raggiungere l'onorevole Paolo Grimoldi, segretario nazionale della Lega lombarda e braccio destro di Matteo Salvini fin dai tempi dei Giovani padani, il giorno dopo la storica affermazione del Carroccio alle elezioni politiche 2018 non è un'impresa semplice. L'appuntamento telefonico, fissato per le sette del mattino, slitta a mezzogiorno. Ma le sue parole contribuiscono a chiarire quali saranno le strategie del partito nelle prossime settimane: «La Lega deve essere coerente e mantenere la parola data agli alleati. Ma in termini programmatici un'intesa con qualcun altro», cioè con il Movimento 5 stelle, «è possibile».

Paolo Grimoldi, segretario nazionale della Lega lombarda.

DOMANDA. Come legge l'affermazione nazionale del Movimento 5 stelle da una parte e della Lega dall'altra?
RISPOSTA. Credo che l'alta affluenza alle urne abbia giocato un ruolo fondamentale.

D. In che modo?
R.
Penso che molti elettori che in passato si erano allontanati dalla politica rifugiandosi nell'astensionismo questa volta abbiano deciso di partecipare. Premiando noi e il movimento guidato da Di Maio, ma penalizzando purtroppo anche Forza Italia.

D. Parla di come è andata al Sud?
R.
Non solo. È un ragionamento che si applica un po' da tutte le parti. I voti si sono riversati sulla Lega al Centro-Nord e sul M5s al Sud.

Un tavolo coi grillini? Da lombardo penso per esempio al fatto che il M5s ha votato a favore dell'autonomia...

Paolo Grimoldi

D. Tutti si chiedono cosa farà adesso la Lega. Resterà fedele al patto di coalizione?
R.
Io penso che la Lega debba essere coerente e mantenere la parola data agli alleati. Anche perché in coalizione stravinciamo. E sono convinto che stravinceremo anche in Lombardia, per eleggere Attilio Fontana al governo della Regione (leggi anche: Regionali, i risultati in Lombardia e Lazio).

D. Non pensa quindi che sia ipotizzabile un tavolo con il M5s?
R.
È un discorso diverso. In termini programmatici, un'intesa con qualcun altro al di fuori della coalizione di centrodestra è possibile.

D. Può fare un esempio? Cosa intende esattamente?
R.
Da lombardo, penso per esempio al fatto che il Movimento 5 stelle ha votato a favore dell'autonomia.

D. D'accordo, ma qui parliamo di livello nazionale...
R.
Dai pentastellati mi aspetto collaborazione. Non è escluso che si possa lavorare insieme.

Quando parlo di collaborazione tra noi e il Movimento mi riferisco alle maggioranze parlamentari. Non al governo del Paese

Paolo Grimoldi

D. Ma viste le percentuali delle due forze politiche, Salvini potrebbe mai accettare di fare il vice di Di Maio in un eventuale governo?
R.
No, attenzione: quando parlo di collaborazione tra noi e il M5s mi riferisco alle maggioranze parlamentari. Non al governo del Paese. Quella è un'altra partita, nell'ambito del centrodestra.

D. Una partita nella quale possiamo dire che Salvini ha definitivamente sconfitto l'alleato Berlusconi?
R.
Direi che il centrodestra si è rinnovato nel nome di Salvini.

D. Non se la sente quindi di dare il colpo di grazia politico al Cav?
R.
Berlusconi lo rispetto, perché alla sua età ha fatto una campagna elettorale da leone. Ha l'onore delle armi e anche di più, perché senza di lui non staremmo qui a parlare di coalizione. Certo, per quanto riguarda la leadership, si può dire che è stato sconfitto, ma...

D. Ma?
R. Resta una colonna portante del centrodestra. Per cultura, esperienza e capacità di gestione.

D. Nel 2015, del resto, lei lo aveva avvertito di non dare troppo retta al suo cerchio magico...
R. Quello che dicevo allora, credo che adesso Berlusconi lo abbia capito da solo.

5 Marzo Mar 2018 1340 05 marzo 2018
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