Torino
12 Marzo Mar 2018 1558 12 marzo 2018

Torino 2026: il M5s si spacca, salta il Consiglio comunale

In Sala Rossa è mancato il numero legale per discutere una mozione Pd sulla candidatura alle Olimpiadi. Assenti, tra i banchi della maggioranza, i consiglieri Carretto, Albano, Pollicino e Ferrero. Appendino: «Semplice manifestazione di interesse».

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Il Movimento 5 Stelle si spacca sulle Olimpiadi e salta il Consiglio comunale che avrebbe dovuto discutere una mozione del Pd sulla candidatura di Torino. Per la prima volta da inizio amministrazione, in Sala Rossa è mancato il numero legale. Assenti, tra i banchi della maggioranza, i consiglieri Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero. Assenze che le minoranze hanno rimarcato non rispondendo all'appello e mandando 'sotto' la maggioranza. L'ipotesi della candidatura olimpica di Torino, su cui Beppe Grillo ha espresso parere positivo, non sembra avere superato le perplessità dei consiglieri grillini che non si sono presentati in Consiglio comunale. Il Consiglio è stato aggiornato, ma non è ancora noto se riprenderà in serata o in un altro giorno.

APPENDINO: «SEMPLICE MANIFESTAZIONE DI INTERESSE». «Non si tratta di una candidatura, si tratta di una manifestazione di interesse», ha detto la sindaca Chiara Appendino, sul blog delle Stelle dove, a proposito delle Olimpiadi invernali ha annunciato: «Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l'interesse della città». Successivamente, entro luglio, spiega la sindaca «il Cio renderà pubbliche le sue condizioni e a quel punto si deciderà il da farsi».

CHIAMPARINO: «M5S INAFFIDABILE». «Quanto accaduto in Consiglio comunale è un segnale di inaffidabilità del Movimento 5 Stelle di fronte a scelte strategiche per il futuro della nostra comunità, e di scarsa considerazione per tutti i torinesi che vedono nella candidatura una nuova opportunità». È stato invece il commento del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo cui si rischia «di dare il segno di una comunità divisa, l'esatto opposto di quel saper fare squadra che ci portò alla realizzazione dell'esaltante stagione olimpica del 2006».

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