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Il futuro del Pd
Banche: Di Maio, Renzi disonora Carta
MAMBO
13 Marzo Mar 2018 0933 13 marzo 2018

Se la sinistra apre a Grillo, preparatevi al ritorno di Renzi

Il problema ora non è lui ma quelli che gli consentiranno di tornare accettando di dare vita a un governo a trazione M5s-Pd.

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Il film l’abbiamo già visto. Ci sono tante spiegazioni attendibili per la crisi attuale della sinistra che rimandano a errori precedenti. C’è un pezzo di sinistra e tanta intellettualità liberale che pensa sbrigativamente che l’errore della sinistra è semplicemente quello di essere nata. Renzi era di questo avviso. «L’hanno rimasto solo». In queste ore, però, non serve cercare nelle disgrazie ultime le colpe di Occhetto e della sua maldestra svolta, il rifiuto dell’approdo socialista, la rinuncia a ogni pensiero critico e il prevalere degli apologeti del capitalismo, del popolo liquido, in verità liquidato, dei meriti che se ne dovevano fottere dei bisogni ecc. ecc.

Neppure ai tempi fastosi della Dc e del Pd abbiamo assistito a un lecchinaggio così umido a favore di un partito politico solo perché vittorioso

C’è nel tempo che stiamo vivendo il secondo atto, direi il sequel, del film che vide una gran parte della sinistra affidarsi alla cultura e agli uomini del giustizialismo. Sparirono le lotte sociali, per non parlare della lotta di classe, invece degli scioperi ci furono i girotondi, dal primato della classe operaia a quello di Davigo e soci, da Luigi Pintor a Marco Travaglio. La sinistra se la sono mangiata da dentro e chi ha resistito a questa vera e propria erosione di storia, di valori, di insediamento sociale è stato indicato come agente del nemico o rappresentante del passato che non passa.

QUELLE SPINTE PER L'INTESA PD-M5S. Oggi la scena si ripete con i grillini vittoriosi. È tutto un incoraggiamento verso il Pd perché gli faccia fare un governo. In fondo, suggeriscono queste anime belle un tempo entusiaste del pool di Milano, il vostro popolo sta in gran parte là, si tratta solo di raggiungerlo e poi i 5 Stelle potrebbero nominare ministri di sinistra, non indicarono Stefano Rodotà per il Quirinale (salvo insolentirlo un attimo dopo, ma mai quanto toccò a Rita Levi Montalcini)? E quel reddito di cittadinanza non è la cosa più di sinistra che si possa immaginare? E non è forse Di Maio l’uomo che può mettere in braghe di tela Mario Draghi e forse la stessa signora Merkel?

Neppure ai tempi fastosi della Dc e del Pd abbiamo assistito a un lecchinaggio così umido a favore di un partito politico solo perché vittorioso. Ius soli? Razzismo sotterraneo? Odio verso i sindacati? Grillo che dice che la sanità pubblica non può curare tutti? Oscurità su chi decide in quel baraccone rappresentato da un damerino napoletano? Tutto in cavalleria. Sono Unti dal Signore. Ovvero sono unti dai signori.

IL POPOLO DI SINISTRA SI È ARRESO. Il popolo di sinistra che si è arreso non crede possibile, pur invidiando i britannici per Corbyn, gli americani per Sanders, gli spagnoli per Podemos, che nascano movimenti di massa e di conseguenza partiti e dirigenti che vogliano rovesciare la società come un guanto in nome di un anticapitalismo democratico. A loro bastano quattro moine di un partito che non dice dove sta ma che ogni volta che ha scelto in questi mesi, basta pensare alle unioni civili, ha scelto di stare a destra. A destra di Verdini, ditelo a Pif. Se continua così non ci sarà un futuro per la sinistra. Possono eleggere segretario Martina, Del Rio, Zingaretti o chiamare il mio adorato Gattuso, ma sono morti.

La via della vita è un’altra. È riprendersi la propria cultura critica, la propria lettura della società, il proprio anticapitalismo democratico. Non bisogna inseguire il giovane guru milanese ma la storia di Olof Palme, di Riccardo lombardi, dei comunisti riformatori. La strada giusta è nel consegnare la propria gente al lavoro quotidiano di alleviare le sofferenze. Quel che dovrà fare il parlamento si vedrà dopo. Passeremo i prossimi anni a discuter di privilegi e di Casta mentre i grillini lasceranno campo libero a quegli stessi poteri che hanno distrutto la società.

ORA MEGLIO FAR SALTARE IL BANCO. Faremo all’Italia quello che la Raggi ha fatto a Roma, senza schiodare di un millimetro il potere a chi lo detiene. No, meglio far saltare il banco. E se questa classe dirigente non è capace, ne venga fuori un’altra. Qui si rivelerà se nel corpaccione gonfio della sinistra c’è una gioventù ribelle. E basta parlare di Renzi. È fuori e se vuole tornare la Costituzione gli garantisce che può farlo. Il problema non è lui ma quelli che gli hanno consentito e gli consentiranno di tornare. Aprite a Grillo e vedrete di nuovo Renzi in prima fila. Do you remember lo streaming di Bersani con i capigruppo di Grillo? Dopo venne Renzi. E ho detto tutto.

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