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Salvini, si può discutere l. elettorale
13 Marzo Mar 2018 2312 13 marzo 2018

Camera e Senato, il centrodestra affida i colloqui a Salvini

La decisione emersa dal vertice a Palazzo Grazioli. Il leader della Lega incontrerà Movimento 5 stelle e Partito democratico, per tentare di sciogliere il rebus delle presidenze. Giorgetti e Toninelli in pole position.

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Pieno riconoscimento alla leadership di Matteo Salvini, al quale Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato mandato a incontrare Movimento 5 stelle e Partito democratico per tentare di sciogliere il rebus delle presidenze di Camera e Senato. Al termine degli incontri, Salvini rivedrà gli alleati.

VERTICE CONCLUSO NELLA NOTTE. La decisione è emersa dal vertice di Palazzo Grazioli, che si è concluso nella notte tra il 13 e il 14 marzo. Un incontro, si fa sapere, in cui tutti e tre i leader hanno chiuso a ipotesi di fare accordi di governo con il Pd. La riunione si è svolta in un clima cordiale.

SALVINI HA DATO LE CARTE. La location non è cambiata, ma per la prima volta a dare le carte non è stato Silvio Berlusconi. La decisione di convocare una riunione aveva come primo obiettivo quello di mandare un segnale rassicurante sulla compattezza del centrodestra, alla vigilia di appuntamenti importanti come appunto la partita sulle presidenze delle Camere e poi le consultazioni al Quirinale, dove la coalizione punta a presentarsi insieme proprio per non lasciare spazio a dubbi sulle singole intenzioni.

CENTRODESTRA MENO COMPATTO DI QUANTO NON SEMBRI. In realtà, però, il centrodestra non appare compatto come sembra. Gli appelli alla responsabilità del Cav sulla necessità di dare un governo al Paese, scongiurando il ritorno alle urne, non incontrano gli interessi del leader del Carroccio che ha ribadito l'indisponibilità a fare accordi con il Pd, lasciando però aperto uno spiraglio sulla trattativa con il Movimento 5 stelle.

UN GOVERNO SOVRANISTA? L'idea di un governo sovranista è vista come un incubo ad Arcore, anche se i segnali di una possibile intesa sembrano ogni giorno più evidenti. A Forza Italia infatti non è sfuggito quanto accaduto al consiglio comunale di Torino sulle Olimpiadi. Per la prima volta i 5 stelle si sono divisi e con l'assenza di alcuni la maggioranza è andata sotto, anche perchè le opposizioni hanno deciso di non rispondere all'appello contribuendo a far mancare il numero. Unica voce fuori dal coro quella del consigliere del Carroccio, che invece ha risposto all'appello dei pentastellati. Una mossa che ha fatto scattare le sirene in casa azzurra.

I NOMI IN POLE POSITION. Forza Italia vorrebbe che la presidenza di Palazzo Madama andasse a Paolo Romani, che godrebbe anche del sostegno dei dem. Lo schema che ha in mente il segretario del Carroccio, invece, prevede che i due scranni più alti vadano ai partiti vincitori: quindi alla Lega con Giancarlo Giorgetti, in pole per Montecitorio, e Danilo Toninelli del M5s a Palazzo Madama.

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