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13 Marzo Mar 2018 1523 13 marzo 2018

M5s, cosa ha detto Di Maio alla stampa estera

Il capo politico dice no a un governo istituzionale: «La parola chiave è responsabilità. Ma nessuno si è fatto avanti». Poi l'attacco a Padoan: «Avvelena i pozzi con l'Unione europea». Martina: «Fa solo propaganda».

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Il Movimento 5 stelle «non contempla alcuna ipotesi di governo di tutti o di governo istituzionale». Luigi Di Maio ha escluso questa possibilità, incontrando a Roma la stampa estera. Secondo il capo politico del M5s «la parola chiave è responsabilità». I grillini sono «chiaramente proiettati al governo del Paese», ma si dicono «disponibili a dialogare con tutti sui temi». Finora, tuttavia, «nessuno si è fatto avanti» (leggi anche: Il Pd apre a un governo di scopo).

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NUOVE ELEZIONI? «NON CI SPAVENTANO». Di Maio ha quindi rinnovato il suo appello: «Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche. Il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano che le liti di partito si risolvano». Ciononostante, se raggiungere un'intesa sui temi dovesse rivelarsi un'impresa impossibile, la prospettiva di nuove elezioni «non spaventa» i pentastellati, che si candidano alla guida del Paese «perché siamo una forza nazionale, le altre sono forze territoriali».

PRESIDENZE DELLE CAMERE SLEGATE DALL'ESECUTIVO. «Sento parlare solo di leader e segreterie, mettiamoci al lavoro per l'Italia», ha detto ancora Di Maio, provando a separare la questione del rinnovo delle presidenze di Camera e Senato da quella della formazione di un nuovo governo: «Le presidenze delle Camere non riguardano l'esecutivo, non devono essere legate a dinamiche di governo. Si tratta di figure di garanzia che riguardano il parlamento». I contatti sono in corso, in particolare quelli con la Lega, almeno a giudicare dalle ultime indiscrezioni. Sui ministeri, al contrario, non si tratta: «Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare con il 32% dei voti».

L'AFFONDO CONTRO PADOAN. Nel corso della sua conferenza stampa Di Maio non ha rinunciato a un affondo contro l'attuale ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: «Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese, non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo 'non so' a proposito del futuro dell'Italia. È stata quasi una provocazione, come dire: "Ora che me vado all'opposizione, avveleno i pozzi". Tutti siamo chiamati alla responsabilità» (leggi anche: Padoan: «L'Italia post elezioni è un elemento di incertezza per l'Ue»).

NO A «STRAVOLGIMENTI» DELLA POLITICA ESTERA ITALIANA. Rispondendo a una domanda su quale potrebbe essere l'approccio di un governo targato M5s alla politica estera nei confronti dei Paesi arabi - dalla questione palestinese ai rapporti con Libia, Egitto e Siria - Di Maio ha detto che «la linea non tende a isolare l'Italia, che resterà nell'Unione europea e nella Nato, con l'ambizione di cambiare alcune cose che non funzionano. Non c'è da stravolgere la politica estera, ma Bruxelles deve cominciare a tutelare il made in Italy».

SÌ ALLA PERMANENZA NELL'UNIONE EUROPEA. Tutta l'Europa, del resto, «riflette su come cambiare e io non ho pregiudizi», ha osservato Di Maio, «ma il M5s non vuole avere niente a che fare con gli estremisti». Per ripagare il debito pubblico servono «misure espansive», mentre sul limite del 3% al rapporto deficit/Pil «mi pare che ormai tutti concordino che vada rivisitato o superato, ora vediamo come». Quanto alle sanzioni contro la Russia «c'è la volontà di ridiscuterle e vedremo dove approderà, è un problema legato ad alcuni settori della nostra economia e ci lavoreremo nell'interesse degli italiani, non della Russia o degli Stati Uniti».

NON ESCLUSO REFERENDUM ONLINE. Tornando alla politica interna, il leader penstastellato non ha escluso che un eventuale accordo sul governo con le altre forze politiche possa essere sottoposto a un referendum online, dunque al giudizio degli iscritti: «Il tema dell'eventuale referendum online sull'accordo per il governo verrà dopo. Si tratta di passaggi successivi all'interlocuzione. Al momento siamo in questa fase, dopo troveremo i modi per la consultazione».

Le reazioni alla conferenza stampa di Di Maio

A stretto giro è arrivata la replica del vice segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina, che ha cercato di difendere il ministro Padoan: «Le parole di Luigi Di Maio sono solo arroganti e per niente utili all'Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell'Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza, per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito».

Le parole di Di Maio contro il ministro Padoan sono vergognose: insultare con un lessico da brigantaggio il ministro...

Geplaatst door Michele Anzaldi op dinsdag 13 maart 2018

ANZALDI: «DI MAIO SI VERGOGNI». Sulla stessa linea Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai: «Le parole di Di Maio sono vergognose. Insultare con un lessico da brigantaggio il ministro dell'Economia in carica, in diretta tivù di fronte alla stampa estera, proprio nei giorni in cui il governo si sta faticosamente impegnando per la presentazione del Def alla Commissione europea, è un'operazione di delinquenza politica e di totale assenza di senso istituzionale».

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