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14 Marzo Mar 2018 1509 14 marzo 2018

Lega, cosa ha detto Salvini alla stampa estera

Il leader del Carroccio: «Siamo aperti ad arricchimenti, ma non a stravolgimenti». Porta chiusa al Pd: «No a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti». Berlusconi esclude intese con il M5s.

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Dopo Luigi Di Maio, anche Matteo Salvini ha incontrato a Roma la stampa estera. «Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni di persone che hanno scelto il centrodestra e di quasi sei milioni che hanno scelto la Lega», ha detto il leader del Carroccio. Poi ha chiuso la porta al Partito democratico: «Stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte, ma non a stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni, quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti». Evidente il disaccordo con Silvio Berlusconi, che parlando all'assemblea dei neoeletti di Forza Italia ha escluso intese con il Movimento 5 stelle e ha dichiarato: «Un governo di centrodestra con il Pd che appoggi singoli provvedimenti è plausibile. Cercherò di convincere Salvini e Meloni».

Dalla Stampa estera di Roma grande interesse dei giornalisti stranieri per il successo della Lega. Seguite in diretta con noi!

Geplaatst door Matteo Salvini op woensdag 14 maart 2018

Salvini ha parlato anche di immigrazione: «Vedo che qualche commissario europeo dice che non si devono cambiare le politiche sull'immigrazione. Un nuovo governo con Lega, ovviamente, cambierà le politiche sull'immigrazione».

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA. Il leader del Carroccio, incaricato di gestire i colloqui con M5s e Pd per l'elezione dei presidenti delle Camere, ha spiegato che il centrodestra «lavora per portare al presidente della Repubblica e al parlamento un programma che duri 10 anni, perché la nostra ambizione è condurre l'Italia fuori dalle sabbie mobili». Come? «Flat tax, cancellazione della legge Fornero, stabilizzazione del lavoro. L'opposto della precarizzazione imposta da Bruxelles».

OTTIMISMO SULLA CRESCITA DEL PIL. Con queste «riforme fiscali», Salvini ha detto che tra il 2018 e il 2022 il rapporto debito/Pil «scenderà dal 123% al 119%», mentre la crescita oscillerà «tra l'1,5% e il 2,5%». L'Unione europea, di conseguenza, «dovrebbe essere contenta e tranquilla con le politiche della Lega al governo».

«NON HO LA SMANIA DI FARE IL PREMIER». Quanto al nodo della premiership, Salvini ha affermato di «non avere la smania di fare il premier a tutti i costi», ma ha aggiunto che «l'indicazione che verrà fatta al presidente della Repubblica sarà quella di Matteo Salvini presidente del Consiglio». Netto il rifiuto di candidarsi alla presidenza del Senato: «Sono onorato ma voglio fare altro, nemmeno mia mamma ci avrebbe mai pensato. Non è quello per cui mi sono impegnato e per cui mi hanno votato».

Nessuna contesa sui ruoli con Di Maio, dunque? «Non mi interessa chi vince», ha ribadito il leader del Carroccio, «abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto, siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto. Se c'è condivisione di progetto ragioniamo».

UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE È POSSIBILE. Lo stesso discorso vale per un'eventuale nuova legge elettorale: «Se ci fosse la certezza che in 15 giorni si approva una legge elettorale con un premio di maggioranza per la coalizione che prende più voti, direi di sì domani mattina. Ma non voglio tenere in ostaggio i cittadini. Farò di tutto perché gli italiani non siano costretti a tornare alle urne nei prossimi mesi, e non perché ho paura. L'unica riforma elettorale possibile è inserire il premio di maggioranza per la coalizione che vince, altrimenti tra un anno e mezzo siamo ancora qui a discutere».

EURO? «MONETA SBAGLIATA». L'euro, invece, «era e rimane una moneta sbagliata. Non cambio idea a seconda dei sondaggi e della convenienza. L'Italia con la moneta tedesca in tasca è l'ultimo Paese in Europa per aumento di ricchezza personale, il reddito medio è diminuito. La moneta è una convezione e se fa stare peggio si può mettere in discussione. Non si può fare da soli e in modo confuso, ma una revisione con altri partner di governo sarà uno dei nostri obiettivi».

PRESIDENZE DELLE CAMERE SLEGATE DAL GOVERNO. Tra Salvini e Di Maio c'è piena sintonia (anche) sul tema dell'elezione dei presidenti di Camera e Senato: «Ho il mandato della coalizione di centrodestra a sentire gli altri segretari di partito per le presidenze delle Camere: ci parlerò entro oggi. Ma gli organismi di garanzia sono slegati dai programmi di governo. Per l'esecutivo stiamo lavorando a un programma comune di centrodestra, quando saremo chiamati dal Quirinale ci sarà una proposta unitaria». Accordi della sola Lega con altre forze politiche sono quindi esclusi.

CAUTELA SULL'EX SPIA RUSSA AVVELENATA A LONDRA. Infine, per quanto riguarda la vicenda dell'ex spia russa avvelenata a Londra, il leader della Lega ha detto che «se ci fossero responsabilità accertate cambierebbe il nostro rapporto» con Mosca, ma al momento «non mi fermo a commentare dubbi o supposizioni. Continuo invece a pensare che le sanzioni alla Russia siano una follia economica, geopolitica e commerciale».

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