Mattarella Casellati
Politica
Aggiornato il 18 aprile 2018 24 Marzo Mar 2018 1108 24 marzo 2018

Chi è Elisabetta Casellati, la forzista incaricata da Mattarella

La prima volta in parlamento con Forza Italia nel 1994. Nel 2014 il salto "istituzionale" nel Csm e poi la presidenza del Senato. Sempre all'ombra del Cavaliere. Ritratto dell'avvocata a caccia della maggioranza.

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Maria Elisabetta Alberti Casellati è la donna a cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato l'incarico esplorativo, con lo scopo di verificare la possibilità di un governo tra centrodestra e Movimento Cinque Stelle. Settantuno anni, avvocata, originaria di Rovigo, prima di diventare prima donna presidente del Senato è stata membro del Csm e per lunghi anni una delle alfiere di Forza Italia fin dalla sua nascita, nel 1994.

IL SALTO ISTITUZIONALE. Avvocata matrimonialista (si è occupata del divorzio Ventura-Bettarini, tra le altre cose) è entrata per la prima volta in parlamento sotto le insegne di Forza Italia nel 1994. Nel 1996 salta un giro, però ritorna sugli scranni nel 2001, 2006, 2008, 2013 e, infine, 4 marzo 2018. Il Cavaliere la porta nel governo già nel 2004, come sottosegretario alla Salute. Nel 2008 ancora un incarico di governo, questa volta alla Giustizia, con Angelino Alfano prima e Nitto Palma dopo. Al contrario di Angelino, però, lei rimane sempre una donna di fiducia del centrodestra anche se, nel 2014, fa il salto “istituzionale”: il parlamento, in seduta comune, la nomina membro del Csm.

Per gli italiani non è un volto sconosciuto: prima di diventare presidente del Senato è nella truppa berlusconiana che più spesso ha rappresentato il centrodestra in televisione, scontrandosi tra gli altri anche con Marco Travaglio che la apostrofò così: «Questa signore dice puttanate». Non che la cosa l'abbia intimorita più di tanto. Laureata all'università pontificia, ricercatrice universitaria a Padova, una lunga carriera politica alle spalle, ha un curriculum di tutto rispetto e una "storia" pubblica che nei prossimi giorni farà discutere.

La vicenda che più potrebbe mettere in difficoltà il M5S dell' "Onestà! Onestà!" è stata raccontata sul Corriere della Sera nel 2005 da Gian Antonio Stella. Appena arrivata al ministero della Sanità, la Casellati nomina come capo della segreteria sua figlia Ludovica. «Ci ho messo dieci anni perché non mi chiamassero "figlia di" e adesso non vorrei passare per quella aiutata da mammina» disse in quel caso la figlia. Secondo il Corriere, la figlia della Casellati si assicurò uno stipendio da 60mila euro l'anno.

L'INSULTO SULLA FECONDAZIONE ETEROLOGA. Pienamente inserita nel mondo cattolico. Casellati si è distinta anche per le sue posizioni rigide sulla fecondazione eterologa con parole offensive nei confronti di chi accede a questa tecnica. «L'Italia è piena di figli dell' eterologa perché frutto del rapporto di una donna col lattaio di turno» disse in Senato nel 2003, ma non per questo la scienza «deve imitare le degenerazioni della natura». Contro anche alle unioni civili: «non equi parabili al matrimonio», perché «lo Stato non può far crescere un minorenne in una coppia che non sia famiglia».

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Il leader della Lega Matteo Salvini era quello che più aveva da perdere da questo primo giro di trattative prima della partita decisiva per il governo. Se avesse rotto con Silvio Berlusconi, l'obiettivo di andare a Palazzo Chigi si sarebbe dissolto immediatamente, perché è chiaro che un tandem Di Maio-Salvini vede il primo in posizione di forza.

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