Elezioni a maggio? Colle, pure fantasie
Consultazioni per il governo
Berlusconi
12 Aprile Apr 2018 0927 12 aprile 2018

Consultazioni, la diretta del secondo giro al Quirinale

Salvini guida la delegazione del centrodestra da Mattarella: «Basta veti dal M5s, serve responsabilità». E chiede che il premier sia della Lega. Ma su Berlusconi Di Maio non cede: «Mai una accordo con lui».

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Giovedì 12 aprile è andato in scena il secondo giro di consultazioni al Quirinale. Il presidente Sergio Mattarella ha incontrato i gruppi parlamentari, nel tentativo, finora vano, di sciogliere il rebus della maggioranza necessaria per formare il nuovo governo. Per la prima volta il centrodestra si è presentato al Colle compatto, con Matteo Salvini a reclamare la premiership per la Lega e Silvio Berlusconi attore non protagonista a punzeccchiare il Movimento 5 stelle. Che, da parte sua, sembra non avere alcuna intenzione di cedere su un'eventuale ipotesi di governo col Cav. Perentorie, in tal senso, le parole spese da Luigi Di Maio al termine del faccia a faccia col capo dello Stato: «Senza un passo di lato di Berlusconi è impossibile portare avanti qualunque accordo di governo».

E dire che Mattarella sembrava intenzionato ad accelerare, per forzare i partiti a trovare un'intesa. La strada tracciata era sempre la stessa, basata sulla fiducia personale creatasi tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ma con la pesantissima incognita legata al ruolo di Forza Italia in un'eventuale compagine di governo a trazione Lega-M5s. Anche Per questo gli occhi di tutti erano puntati sul vertice del centrodestra, tenutosi a ora di pranzo allo scopo di definire una linea comune da portare al Colle nel pomeriggio.

GELMINI: «ACCORDO SOLO SE M5S RICONOSCE BERLUSCONI». Le prime indicazioni, tuttavia, erano immediatamente apparse poco incoraggianti. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, aveva detto infatti che un accordo sarebbe stato possibile «solo se il Movimento 5 stelle avesse riconosciuto Berlusconi. Serve una dichiarazione formale, altrimenti nessun dialogo. Parteciperemo a un governo solo se ci sarà una dichiarazione esplicita e chiara da parte del M5s, con pari dignità per tutte le componenti del centrodestra».

I PENTASTELLATI: «FORZA ITALIA SI FACCIA DA PARTE» Ma il M5s non vuole saperne: «Ribadiamo: mai un governo con Berlusconi e Forza Italia. Forza Italia potrebbe risolvere l'impasse facendosi da parte e consentendo così un governo M5S-Lega», hanno risposto i capigruppo al Senato e alla Camera, Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

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19.54 -CENTINAIO: «PAROLE DI BERLUSCONI NON APPARTENGONO ALLA LEGA». «I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo con il Movimento 5 stelle, seconda forza politica in parlamento. Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, né quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata». Parola del capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio.

19.27 - DI MAIO: «ACCELERAZIONE NELLA FORMAZIONE DEL GOVERNO». «Non possiamo perdere più altro tempo», è stato il messaggio di Luigi Di Maio al termine del colloquio con Sergio Mattarella, nel ribadire l'apertura nei confronti di Lega e Pd. «Con la Lega c'è una sinergia istituzionale e tra gruppi», ha aggiunto Di Maio, ribadendo il no allo schema del centrodestra che prevede la figura di Silvio Berlusconi. «Non comprendo perché Salvini si ostini in questa direzione», ha aggiunto Di Maio, irritato dalla «battutaccia di Berlusconi».

18.45 - «COINVOLGERE IL PD? SERVE UN GOVERNO». «L'Italia ha bisogno di un governo e perciò bisogna che si cerchi di non perdere troppo tempo e di metterlo in campo». A dirlo è sempre Silvio berlusconi rispondendo alla domanda se nella discussione per la formazione di un governo vada coinvolto anche il Pd. Il Cav ha incontrato i giornalisti, dopo essere sceso dal Colle, mentre acquistava dell'argenteria in un antiquario del centro.

18.10 - BERLUSCONI: «IMPARATE A DISTINGUERE I VERI DEMOCRATICI». «Mi raccomando... fate i bravi e sappiate distinguere i veri democratici da chi non conosce l'abc della democrazia...». Così Silvio Berlusconi si è congedato dai giornalisti al Quirinale dopo la dichiarazione congiunta del centrodestra letta da Salvini al termine dei colloqui con il capo dello Stato.

18.00 - SALVINI: «PRONTI A GOVERNO CON UN PREMIER INDICATO DALLA LEGA». Il centrodestra, ha detto il segretario del Carroccio Matteo Salvini, «è pronto a farsi carico di questa responsabilità unitariamente, formando un governo forte e di lunga durata con un premier indicato dalla Lega». «Se continua un gioco di tattiche politiche vuol dire che la richiesta di cambiamento uscita dal voto del 4 marzo sarebbe disattesa», ha aggiunto. «Dal M5s ci si attende responsabilità». «Per quanto riguarda la Siria», ha continuato il leghista, «pur ribadendo gli obblighi alla lealtà alleanza Atlantica siamo fortemente contrari qualsiasi azione unilaterale».

17.02 - MARTINA: «ALL'OPPOSIZIONE MA RESPONSABILI» È «inaccettabile» il rinvio per la formazione di un governo «per aspettare le regionali». Lo ha detto il reggente del Pd Maurizio Martina parlando a nome della delegazione dem al termine delle consultazioni al Quirinale. «Per quanto riguarda noi, continueremo il nostro lavoro, innanzitutto in parlamento come stiamo facendo e continueremo a supportare l'azione del presidente della Repubblica con spirito di responsabilità. Noi ci stiamo a ragionare sulle priorità del Paese e continueremo da minoranza a farlo».

13.06 - GRASSO: «UCIRE DAI PERSONALISMI». «Al presidente Mattarella abbiamo ribadito la nostra posizione. Bisogna uscire dai personalismi e cominciare a trattare i temi più urgenti del Paese: la tutela del lavoro e la lotta alla povertà, il welfare e i diritti civili. Quanto all'economia, aspettiamo la presentazione del Def. Su questi punti siamo disponibili a ogni confronto e dialogo». Lo ha detto il leader di LeU, Pietro Grasso, al termine delle consultazioni al Quirinale. «Riteniamo improrogabile un cambio di fase, un dialogo che esca dai tatticismi delle ultime settimane eD espliciti, anche di fronte all'opinione pubblica, non solo l'elenco dei temi, ma anche gli strumenti per affrontarli, in vista di ogni possibile intesa di governo», conclude Grasso.

12.00 - +EUROPA: «NOI ALL'OPPOSIZIONE». Se nascesse un governo M5s-centrodestra, gli esponenti di +Europa e Insieme resteranno all'opposizione: «Non ci sono margini», ha spiegato Emma Bonino dopo l'incontro con Sergio Mattarella.

11.30 - GRUPPO MISTO PREOCCUPATO. «Abbiamo espresso la preoccupazione comune a tutti sulla situazione di stallo che si è creata. La situazione nazionale e internazionale richiede la formazione di un governo per risolvere le questioni aperte. Abbiamo espresso fiducia che il presidente possa trovare la soluzione giusta per il Paese». Lo ha detto Manfred Schulian del gruppo Misto alla Camera al termine della consultazione al Quirinale.

10.52 - LA SVP ESCLUDE LA FIDUCIA A GOVERNO M5S-LEGA. «Dialogare con tutti, collaborare è un'altra cosa. Mi sentirei di escludere la fiducia a un governo M5s-Lega, che peraltro non avrebbe bisogno dei nostri voti. Supportiamo le forze europeiste in una prospettiva autonomista». Così Julia Unterberger della Svp parlando con la stampa all'uscita del Quirinale.

10.30 - MATTARELLA PREOCCUPATO PER LA SIRIA. «Non possiamo riferire i contenuti dei nostri colloqui con il presidente Mattarella, ma non ci vuole una grande fantasia a capire come sia preoccupato per questa escalation e per come reagiscono le forze politiche in Italia». Lo dice Julia Unterberger, presidente del Gruppo per le Autonomie del Senato, dopo le consultazioni con il capo dello Stato (leggi anche: Siria, la tensione resta altissima: anche Londra sposta i sottomarini).

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