Elezioni a maggio? Colle, pure fantasie
Consultazioni per il governo
Casellati
Aggiornato il 17 aprile 2018 13 Aprile Apr 2018 1602 13 aprile 2018

Governo, i nomi in corsa per il "premier terzo"

Il Quirinale, tra il 18 e il 19 aprile, dovrà scegliere a chi dare il pre-incarico per sondare la possibilità di trovare una maggioranza. Salvini dà il suo via libera al mandato per Casellati.

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L'impasse tra i partiti per la formazione del nuovo governo si conferma al termine di una giornata in cui si sono registrati alcuni tentativi di smuovere lo stallo e in cui tutte le parti in causa hanno ribadito la fiducia nel presidente Mattarella. Il Capo dello stato, il 18 aprile, dovrebbe prendere la decisione di affidare l'incarico esplorativo, che secondo i rumors più diffusi toccherà alla presidente del Senato Elisabetta Casellati. Ma la scelta di Mattarella è destinata ad avvenire in una situazione a dir poco surreale, in cui i fatti smentiscono quanto i partiti hanno affermato durante l'ultimo giro di consultazioni, caricando quindi di incognite le scelte del Colle.

IL RAID IN SIRIA APRE NUOVE CREPE NEL CENTRODESTRA. Il 12 aprile i tre leader del centrodestra avevano chiesto a Mattarella di partire da quella coalizone, che però aveva mostrato nuove crepe dopo l'attacco americano in Siria. Crepe che in Aula sono state confermate. Solo Forza Italia ha applaudito, assieme al Pd, quando il premier Gentiloni ha enfatizzato l'amicizia dell'Italia con gli Stati Uniti, indipendentemente da chi sia il loro presidente. Negli interventi ognuno dei tre gruppi ha applaudito solo le parole del proprio deputato. E l'impressione è che, con le proprie dichiarazioni, Salvini si sia autoescluso (forse consapevolmente) dal primo pre-incarico politico.

IL M5S "PROTEGGE" FICO. Dal canto suo, il Movimento 5 stelle ha fatto sapere di non volere che tale incarico sia affidato al presidente della Camera Roberto Fico («sarebbe irrealistico»). Un apprezzamento per Casellati, oltre che da Salvini, è stato espresso anche da Mariastella Gelmini. Anche se molti azzurri, che chiedono di non essere citati, avrebbero preferito tenere in serbo questa carta per un successivo tentativo: più d'uno sperava in un incarico a Fico, che non avrebbe potuto rifiutarsi di incontrare Silvio Berlusconi, facendo così cadere il veto verso di lui.

L'IPOTESI (GRADITA ALLA LEGA) DI UN NOME TECNICO. L'altro motivo di riserva in Forza Italia verso l'incarico a Casellati è che in questa fase potrebbe non riuscire a convincere né il M5s, né il Pd. E forse nell'ottica di un possibile nulla di fatto da parte della presidente del Senato, Salvini non ha chiuso all'ipotesi di un "terzo uomo" a Palazzo Chigi, anche un tecnico, diverso da lui e Luigi Di Maio, al quale ha mandato un invito a parlare di programmi come lavoro e tasse, anziché bloccarsi su chi sarà il premier. Nella Lega infatti si comincia a temere l'accordo M5s-Pd.

LE MOSSE DEL PD. Il reggente dem Maurizio Martina ha detto che il suo partito è pronto a confrontarsi «su tre punti» che erano il programma elettorale del Pd (povertà, famiglia, lavoro), mossa che ha ricevuto il plauso di M5s come «iniziativa utile». Se dunque dopo un eventuale nulla di fatto di Casellati, ci fosse un incarico a Di Maio, questi - secondo i timori di alcuni nella Lega e in Forza Italia - anziché fallire aprendo la strada al "terzo uomo", potrebbe chiudere con il Pd.

IL TIMORE CHE SBOCCI L'AMORE CON I GRILLINI. Da registrare anche il fatto che il presidente Fico abbia chiesto alla Commissione speciale di inserire nel proprio ordine del giorno il decreto carceri, proprio come avevano chiesto il governo e il Pd, ma che la Lega aveva bloccato. Dopo l'irritazione dei renziani contrari ad ogni apertura a M5s, Martina ha subito chiarito che i tre punti indicati non sono una apertura a M5s, ma la semplice ripetizione del programma del Pd, e che quindi le sue parole sono state «strumentalizzate». Ma a destra il timore che sbocci l'amore è palpabile (leggi anche: Governo, Martina rilancia: «Tre punti per il dialogo»).

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