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BOTTA E RISPOSTA
16 Aprile Apr 2018 1044 16 aprile 2018

Governo, Salvini in Molise chiude alla partecipazione del Pd

Il leader della Lega: «Un esecutivo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati «cosa potrebbe fare?». Poi l'attacco al M5s: «Rispettino l'esito del voto». Di Maio: «Ancora qualche giorno e un giorno chiude». 

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Appena arrivato nell'ex villaggio dei terremotati di San Giuliano per la sua prima tappa del tour elettorale in Molise, Matteo Salvini ha bocciato l'apertura del ministro Carlo Calenda a favore di un coinvolgimento del Pd nella formazione del futuro governo: «Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico: mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?». Se la Lega sarà al governo in Molise, ha poi aggiunto, «faremo di tutto perché qui non arrivino gli immigrati». Il villaggio di San Giuliano, oggi abbandonato, è al momento destinato a trasformarsi in un centro d'accoglienza, con un appalto di tre milioni di euro.

SALVINI AL M5S: «NON ESISTONO PARTITI PERICOLOSI». Il leader della Lega ha attaccato duramente anche l'atteggiamento del Movimento 5 stelle: «Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato con il voto il 4 marzo. Chiedo al M5s di avere rispetto per gli elettori. Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi, chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso».

DI MAIO: «ANCORA QUALCHE GIORNO E IL FORNO CHIUDE». Pronta la replica del capo politico del Movimento 5 stelle. «Salvini si assume una responsabilità storica nel legarsi a Berlusconi», ha minacciato Di Maio. «Ci sta dicendo che per aspettare i comodi di Matteo Salvini avremo il governo il 15 maggio? Aspetto qualche altro giorno, poi uno di questi due forni si chiude».

L'IMPORTANZA NAZIONALE DEL VOTO REGIONALE. Entrando nel merito delle elezioni regionali, Salvini ha sostenuto che dalla urne in Molise e Friuli-Venezia Giulia «possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento». E a Luigi Di Maio, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, ha risposto: «Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca, mentre qui in Molise è un testa a testa» fra Lega e pentastellati. «Sia chiaro a tutti», ha concluso, «che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni il governo comincia a fare, comincia a lavorare senza perdere altro tempo. Chi deve capire capisce».

SIRIA, NESSUN «FAVORE» A TRUMP. Quanto alla politica estera e al maggior impegno in Siria chiesto dagli Stati Uniti ai Paesi alleati, il leader del Carroccio ha risposto così: «Siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo no grazie. Noi non siamo quelli a cui citofonare dopo che tutto è già accaduto. Quando si decide di usare i missili, vorrei avere chiaro il perché».

CALENDA CRITICA IL TITOLO DI REPUBBLICA. Tornando all'apertura di Calenda, occorre segnalare come lo stesso ministro abbia criticato su Twitter il titolo scelto per la sua intervista dal quotidiano la Repubblica, considerandolo fuorviante. Non di un esecutivo "politico" targato Lega, M5s e Pd avrebbe infatti inteso parlare Calenda, quanto piuttosto di un «governo di transizione sostenuto da tutte le forze politiche».

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