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17 Aprile Apr 2018 0859 17 aprile 2018

Sta per nascere il governo più inutile della nostra storia

Il Pd sarà pronto a dare una mano al M5s visto che ha deciso di non esistere, di non discutere, di non chiamare il suo popolo. Il guaio è che un minuto dopo gli italiani si accorgeranno di avere un esecutivo ma non dei governanti e il modello Raggi diventerà lo “specifico” italiano.

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Non stanno facendo una gran figura quelli che vanno su e giù per il Quirinale chiamati dal paziente presidente Mattarella. Ormai l’opinione pubblica è convinta che siamo in piena rivoluzione (come quando vinse la Raggi a Roma) e ingoia tutto. Sembra normale che un candidato premier dica o io o nessuno e che apra disinvoltamente alla destra o alla sinistra, che passi da Putin all’ambasciata americana senza dare una spiegazione, che taccia sul suo programma, dicendo solo che ha messo un gruppo di professori al lavoro per esaminare i programmi di tutti i partiti per vedere le convergenze.

UNA RIVOLUZIONE RIDICOLA. Sembra normale che l’altro vincitore un giorno alluda al parricidio e il giorno dopo prepari la pappa al vispo nonnetto di Forza Italia e dica, mi scuso con i molisani, che il voto di quella bella Regione è decisivo per le sorti del Paese. Le rivoluzioni possono essere giuste o sbagliate, belle o brutte, sanguinose o pacifiche, ridicole no. Questa, se è rivoluzione ma secondo me è contro-rivoluzione, è ridicola. Mai, neppure per un giorno, neppure in una riga di comunicato si è sentito l’ardore per le sorti del Paese. Mai neppure per un momento è stato indicato un problema che il governo del futuro avrebbe risolto senza se e senza ma.

La maledetta Prima repubblica e la stessa Seconda avevano fonti perpetue di divisioni personali ma soprattutto politiche. Qui ci stiamo occupando solo delle carriere di due bamboccioni. In questo avanspettacolo si sta infilando il Partito democratico. Il Pd è il primo partito della sinistra che va al governo senza popolo, senza aver consultato alcun suo elettore. Quando si fece il compromesso storico, il Pci, che come ci hanno spiegato fior di giornalisti era un noto partito antidemocratico, fece migliaia di assemblee. In quella di Ruvo di Puglia, dove in maggioranza i militanti, non miei parenti, si chiamavano Caldarola finì a sediate. Così a Cerignola.

IL BIPOLARISMO M5S-LEGA SI FA STRADA. Ora, invece, Franceschini annuncia che il dialogo si «deve» fare e dagli ambienti renziani, dopo che Di Maio ha messo una mano sulla testa all’ex premier, fanno sapere che «se po’ ffa’». Per carità niente moralismo. I maestrini dei grandi giornali ci spiegheranno che è sempre colpa della sinistra soprattutto perchè nel 1956 - quando io avevo 10 anni – non condannò come avrebbe dovuto i carri armati in Ungheria e D’Alema congiurò contro Prodi per far cadere il suo governo e scatenare i 101. Storie più avvincenti di un albo di Tex. Ma già si vede che il bipolarismo 5 Stelle-Salvini comincia a farsi strada, soprattutto nei settori gauchiste innamorati d’improvviso dell’ambasciatore italiano di Putin.

Guai seri per Mattarella. Alla fine un governo si farà. Un forno non chiuderà: il Pd sarà pronto a dare una mano visto che ha deciso di non esistere, di non discutere, di non chiamare il suo popolo. Poi potrà essere il governo 5 Stelle-Pd o il governo di tutti ma una cosa si farà. Il guaio emergerà un minuto dopo, quando gli italiani si accorgeranno che avranno un governo ma non avranno governanti. Il modello Raggi sarà lo “specifico” italiano. Io non ho cambiato idea. Capisco che bisogna dialogare, che bisogne vedere le carte altrui, ma credo che oggi il compito della sinistra sia non aderire a governi di emergenza, nazionali, istituzionali. Sono oltre 20 anni che il Quirinale ce li impone e ci siamo sempre fatti male. Ministri in carriera a parte.

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