Raid Siria Risposta Gentiloni Parlamento Assad Usa Francia Regno Unito
Politica
17 Aprile Apr 2018 1720 17 aprile 2018

Raid in Siria, la risposta di Gentiloni in parlamento

Il presidente del Consiglio ha difeso il bombardamento di Usa, Francia e Regno Unito: «Inaccettabile uso armi chimiche» e Damasco dice: «Regime responsabile di crimini inauditi».

  • ...

«Credo che non possiamo accettare che si torni a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale che si torni a legittimare l'uso della armi chimiche, non possiamo accettarlo». Ha esordito così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel corso dell'informativa del governo sulla situazione in Siria alla luce del raid congiunto di Stati Uniti, Francia e Regno Unito del 14 aprile.

GENTILONI: «ACCERTAMENTO VERITA' BLOCCATO DA MOSCA». «La città di Duma», ha detto ancora Gentiloni, «è stata oggetto di un attacco in cui secondo ogni evidenza si è ripetuto l'uso di armi chimiche: probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili. Fonti diverse hanno confermato decine di morti e centinaia di feriti. Ma abbiamo la certezza purtroppo che a seguito del veto della Russia alla proposta del Consiglio di sicurezza l'iniziativa per accertare la verità e le responsabilità è stata bloccata».

«RAID RISPOSTA MOTIVATA E CIRCOSCRITTA». Il capo del governo, parlando del bombardamento, ha detto che la risposta internazionale è stata «una risposta motivata, mirata e circoscritta. Non ci sono indicazioni di vittime civili né indicazioni di danni collaterali», il che dimostra che «la risposta è stata coordinata con attori presenti per scongiurare vittime civili».

«DAL REGIME SOLO LOGICA DEL TERRORE». «Il conflitto», ha continuato, «è senza fine, il regime è responsabile di crimini inauditi e a chi si domanda il famoso 'cui prodest', perché Assad avrebbe dovuto accanirsi ora» che sta vincendo «con armi chimiche a Duma, io risponderei che di ragionevolezza in questi sette anni di conflitto ne ho vista ben poco. Ho visto francamente in questi anni solo l'irragionevole logica del terrore, quindi non mi domando dove sia la ragionevolezza dell'uso di armi chimiche contro il proprio popolo».

«ITALIA PAESE NON NEUTRALE». «Siamo davanti alla tragedia di un regime orribile, eppure da anni il negoziato è inevitabile», ha detto ancora. «L'idea che si potesse cominciare con la cacciata di Assad si è rivelata illusoria». «L'Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l'alleanza atlantica e la Russia: è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. È una scelta di campo, è la nostra scelta di campo», ha continuato.

«CON LA RUSSIA FERMEZZA E DIALOGO». «Non abbiamo mai rinunciato in questi anni e non dobbiamo mai rinunciare a quella impostazione del doppio binario che associa la fermezza nei confronti della Russia quando ci sono palesi violazioni del diritto internazionale e si batte per tenere sempre aperta la porta del dialogo nei confronti della Russia. Questa è la posizione italiana, secondo qualcuno troppo tenera verso la Russia, ma non ci sto ai cliché della Guerra fredda o dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Noi siamo contemporanei e dobbiamo associare alla fermezza, l'apertura e il dialogo con la Russia», ha continuato il premier.

«DALL'ITALIA SOLO SUPPORTO LOGISTICO». «All'attacco in Siria come sapete l'Italia non ha partecipato, abbiamo anzi esplicitamente condizionato la nostra disponibilità ad attività di supporto logistico - basate su trattati bilaterali tra Italia e Stati Uniti - al fatto che dal nostro territorio non partissero azioni dirette a colpire il territorio siriano. E così è stato», ha spiegato nel corso dell'informativa alla Camera. Il supporto logistico, ha precisato il premier, «si è svolto in particolare dalla base aerea di Aviano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso