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Giuseppe Conte
Aggiornato il 31 maggio 2018 14 Maggio Mag 2018 1510 14 maggio 2018

Chi è Giuseppe Conte, premier del governo M5s-Lega

Professore di Diritto privato all’Università di Firenze, il suo nome era nell’elenco dei ministri presentato da Di Maio prima delle elezioni. Il profilo.

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Quattro giorni dopo la falsa partenza del 27 maggio, Giuseppe Conte torna al Quirinale con una nuova lista di ministri. M5s e Lega hanno trovato un'intesa sulla squadra da sottoporre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo che la scelta di Paolo Savona per il ministero del Tesoro - respinta dal Colle - aveva fatto saltare il banco. L'economista della discordia viene spostato agli Affari europei, in via XX settembre finisce Giovanni Tria e Conte monta di nuovo in sella, dopo la parentesi mai realmente aperta di Carlo Cottarelli. Ma chi è il premier dell'alleanza M5s-Lega?

AVVOCATO PATROCINANTE IN CASSAZIONE. Avvocato patrocinante in Cassazione e professore ordinario di Diritto privato all’Università di Firenze, Conte ha 54 anni ed era tra le personalità scelte da Di Maio prima delle elezioni per comporre la futura squadra dei ministri. Era stato indicato, in particolare, come ministro della Pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia in un eventuale governo pentastellato monocolore.

DISCORSI ALL'INSEGNA DELLA LEGALITÀ. Di certo il professore di diritto privato indicato per la premiership ha già mostrato la sua voglia di provare, annunciando qualche mese fa la sua disponibilità «per spirito di servizio» alla candidatura al ministero immaginato da Di Maio in campagna elettorale. Legalità e semplificazione sono le parole d'ordine che ripete nei suoi discorsi, a partire da quello di 'investitura' a ministro ombra dei 5 stelle, nel febbraio scorso, che aprì citando le «specifiche prerogative» affidate dalla Costituzione al presidente della Repubblica nella formazione del governo.

Nella premessa ricordava il «concetto di etica pubblica tanto caro a Stefano Rodotà», e l'articolo 54 della Costituzione che indica per i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche «il dovere di adempierle con disciplina ed onore». Combattere «l'ipertrofia normativa» che «penalizza gli onesti e gli operatori che vogliono rispettare le regole» era il primo punto che metteva in cima al suo programma, insieme alla necessità di «semplificare al massimo tutti i passaggi burocratici».

DUBBI SUL CONSIGLIO DI STATO. Idee molto precise Conte le ha elaborate anche in materia di giustizia amministrativa, raccontate a un convegno sulla giustizia organizzato a inizio 2017 dal Movimento 5 Stelle, nel corso del quale evidenziava, tra l'altro, la necessità di superare un «privilegio del potere esecutivo forse dei tempi andati», quello di designare i componenti del Consiglio di Stato: «Si diceva che consentiva di inserire i gran commis dello Stato e dare valore aggiunto, ma forse se ne potrebbe fare a meno» perché «più che una riserva dello Stato rischiano di costituire la riserva del governo in carica».

IN DIFESA DELLA MAGISTRATURA. Per Conte «autonomia e indipendenza», della magistratura ma non solo, sono «valori fondanti di ogni tipo di attività giurisdizionale». Nel successivo discorso del 2018 ha sottolineato la chiamata da parte del Movimento per il ruolo da componente laico del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, da cui si è dimesso appena entrato in corsa per il governo a 5 Stelle: «Precisai», ha ricordato, «non vi ho votato, e non posso neppure considerarmi un simpatizzante, allora non vi conoscevo. E in questi 4 anni di alto incarico non ho ricevuto una telefonata una che contenesse qualche indicazione volta a interferire nel delicato incarico che ho ricoperto».

Conte, laureato a pieni voti in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma, tra il 1992 e il 1993 è stato borsista presso il Cnr. Poi ha proseguito gli studi a Yale, Vienna, Parigi, Cambridge e New York. Nel corso della sua carriera accademica ha insegnato Diritto civile e commerciale presso l’Università di Roma Tre, la Lumsa di Roma, l'Università di Malta e quella di Sassari. Attualmente è anche condirettore della collana dell'editore Laterza dedicata ai "Maestri del diritto".

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CHE HA DESTITUITO BELLOMO. Conte è membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e ha presieduto la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha destituito Francesco Bellomo, il consigliere finito nella bufera per i corsi destinati agli aspiranti magistrati e conditi di minigonne e avences per le borsiste.

AMICO DI MARIA ELENA BOSCHI? Infine, una nota di colore. Secondo un retroscena pubblicato da il Giornale, infatti, Conte sarebbe uno stretto amico di Maria Elena Boschi, l'ex ministro delle Riforme del governo Renzi e poi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Gentiloni, più volte additata proprio dal M5s e dalla Lega come regista occulta nel salvataggio delle banche. Del resto lo stesso Conte, intervistato a DiMartedì su La7, ha sottolineato la sua non appartenenza al M5s, affermando: «Il mio cuore è tradizionalmente battuto a sinistra».

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