I 400 colpi
Salvini Di Maio
16 Maggio Mag 2018 0851 16 maggio 2018

Non occorre essere faziosi per contestare il governo giallo-verde

Nelle critiche contro Salvini e Di Maio continua a esserci molto partito preso e talvolta malafede. Eppure, dalle idee sull'economia fino all'anomalia partito-azienda, l'abbondanza di argomenti validi per giudicare negativamente un esecutivo a trazione grillina e leghista non mancano di certo.

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Si può contestare il nascente governo giallo-verde, ammesso vedrà mai la luce, da molti punti di vista. Il più facile è quello del programma economico, che la bozza di accordo rivelata dall’Huffington Post, e un po’ goffamente smentita dai diretti interessati, mostra in tutta la sua imbarazzante sprovvedutezza. A che titolo la Banca centrale dovrebbe scontarci 250 miliardi sui titoli del debito acquistati non è dato sapere. Ma colpisce soprattutto la miopia sulle conseguenze destabilizzanti di una tale richiesta: di tutto c’è bisogno, meno che di rendere il debito pubblico italiano inaffidabile.

IL RISCHIO DI METTERE IN FUGA GLI INVESTITORI. È un debito che, come sanno anche i bambini, viene continuamente rifinanziato con aste sui titoli di Stato che consentono di mantenere in (precario) equilibrio i conti pubblici. L’idea che quel debito non possa essere onorato basta e avanza a mettere in fuga gli investitori creando le premesse per la bancarotta. Oppure, ipotesi non meno deleteria, far schizzare i rendimenti talmente in alto da costringere il debitore a pagare onerosissimi interessi.

Di tutto c’è bisogno, meno che di rendere il debito pubblico italiano inaffidabile

Sull’altro punto del contratto che ha fatto clamore, ovvero la creazione di un comitato di conciliazione extra governo chiamato a dirimere le controversie sulla sua applicazione che dovessero nascere tra i due contraenti, tanto rumore per nulla. Di comitati occulti e gruppi ristretti che hanno spesso ridotto il governo e il parlamento a un ruolo meramente notarile è piena la storia dei governi repubblicani. L’ingenuità, in questo caso, è stata quella di metterne nero su bianco l’esistenza. Qualcuno di questi comitati è anche degenerato in una vera e propria struttura eversiva, vedi la P2 o Gladio. Qualcun altro, ricordo su tutti il Caf della magnifica trinità Craxi, Andreotti e Forlani, decideva nelle segrete stanze ciò che poi diventava l’operato dell’esecutivo.

LA PREOCCUPAZIONE DEGLI OSSERVATORI ESTERI. C’è un per certi versi comprensibile afflato nel dare addosso a Lega e Movimento 5 stelle, che per altro sono stati votati da 17 milioni di italiani alle ultime elezioni. Ora, è vero che la maggioranza non ha sempre ragione, ma i barbari alle porte, come ha scritto il Financial Times mandando in bestia Di Maio e Salvini, sono stati democraticamente eletti e non hanno deciso manu militari l’invasione. Questo al netto delle legittime preoccupazioni e dalle prove evidenti di una loro certa attitudine, per la gran parte figlia dell’incompetenza, a sfasciare tutto.

Nelle critiche, c’è anche molto partito preso e talvolta malafede. Che ora ci si erga strenui paladini dell’ortodossia di Bruxelles dopo che anche il governo renziano ne aveva denunciato i sempre più evidenti limiti è un tantino manicheo. Così come rammentare a ogni piè sospinto la natura di partito azienda dei grillini, al cui vertice c’è una srl, la Casaleggio & associati, che ne organizza con ferree direttive il funzionamento. Per amor di verità, bisogna ricordare che il partito azienda non è certo una deprecabile novità da attribuire ai 5 Stelle. Il Paese è già stato governato per molti anni da un partito azienda ben più imponente della Casaleggio, ovvero il gruppo che fa capo a Silvio Berlusconi. A cui si deve la scrittura di molte leggi in materia di giustizia e di riassetto del sistema radio televisivo.

L'ANOMALIA DEI PARTITI AZIENDA. Due storture, la grillina e quella di Forza Italia, entrambe assai poco commendevoli perché, è sin troppo facile dirlo, i partiti che dipendono da aziende tutto fanno meno che perseguire l’interesse generale. Si può e si deve essere fieramente contrari a un governo che, specie in materia economica, rischia di mettere in serissima difficoltà il Paese. Ma per farlo c’è una tale abbondanza di argomenti che non c’è alcun bisogno di essere faziosi.

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