Renzi, referendum euro? Follie di Grillo
mambo
16 Maggio Mag 2018 0923 16 maggio 2018

Quei no che non aiutano a crescere, ovvero lo volete capire che non ha perso solo Renzi?

La sinistra che brindò il 4 dicembre dovrebbe spiegare il perché una vittoria in nome della Costituzione porta alla formazione, tuttora incerta, di un governo che con il contratto quella Carta viola. Non basta imprecare contro l'ex segretario Pd per rifondarsi. 

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Conclude la sua nota quotidiana sul Foglio Massimo Bordin con un’osservazione tragica ma purtroppo vera. Se si tornasse al voto, dice la voce storica di radio Radicale, «sarebbero le prime elezioni della repubblica sostanzialmente senza la sinistra». È proprio l’anno dei portenti. Per ora compulsiamo le dichiarazioni di questi due sciagurati che hanno raccolto dietro di sé un popolo immenso che stanno portando a sbattere contro un muro. E non voglio ricordare le cose del cosiddetto programma che sono campate per aria, pericolose, da Tso obbligatorio. Neppure voglio discutere le loro leadership. Un Paese da decenni senza classe dirigente non poteva scoprire d’improvviso di avere due statisti. Abbiamo quel che ci siamo meritati. Non due professionisti della politica ma due sfaccendati che campano sulla politica.

LA DESTRA USCITA DAL 4 DICEMBRE. Voglio solo porre alla sinistra, a tutta la sinistra, un tema su cui riflettere. Sappiamo tutti, e l’abbiamo detto, che Renzi ha perso il referendum per gli errori della proposta, elaborata da quel genio della Boschi, e per una condotta elettorale plebiscitaria dissennata del peggior fiorentino della storia. Quando ha vinto il no tutti i suoi critici hanno dichiarato, con brindisi prematuri, che aveva vinto la democrazia contro i nemici della Costituzione. Le ultime Politiche sono state vinte dai vincitori del no, almeno dalla sua maggioritaria componente di destra. E questa maggioritaria componente di destra del no sta elaborando un programma in cui le violazioni della Costituzione sono enormi, a cominciare dal comitato di "salute pubblica" che deve affiancare e esautorare il governo.

DOMANDE SENZA RISPOSTA. La domanda è questa. Dato per acquisito che Renzi ci deve ancora risposte su quella prima sconfitta di dicembre che ha aperto la strada a questa ultima “botta”, non credono i leader del no di sinistra di dover dare qualche spiegazione sul perché una vittoria in nome della Costituzione porta alla formazione, probabile ma tuttora incerta, di un governo che quella Costituzione viola? Preciso la domanda, per evitare cretinate di risposta e recriminazioni: non sarebbe stato più intelligente analizzare senza enfasi la vittoria del no per cogliere le sue varie facce e immediatamente differenziarsi dalle componenti più di destra e dal profilo meno costituzionale evitando di impossessarsi di una vittoria dai molti padri e molte madri?

Come si è potuto pensare che la spinta del no il 4 dicembre fosse oggettivamente di sinistra, quando in quel voto confluivano umori che nulla avevano a che fare con la difesa della Carta ma immaginavano un rivolgimento di sistema politico, di valori, di regole fondamentali?

So bene che le battaglie referendarie sono trasversali, ma dopo le battaglie trasversali, sia i vincitori sia i vinti devono analizzare quel che è accaduto. I vinti devono capire dove hanno sbagliato e quella ricerca è pressocché conclusa perché porta sempre al solito nome: Matteo Renzi. Ma i vincitori, fra cui ci sono miei cari amici e compagni, come hanno potuto pensare che la spinta del no fosse oggettivamente di sinistra, quando in quel voto confluivano umori che nulla avevano a che fare con la difesa della Carta ma immaginavano un rivolgimento di sistema politico, di valori, di regole fondamentali?

UN PROBLEMA DI LEADERSHIP. Quello che sta rovinando la sinistra è che la sua leadership variegata, intelligentissima nel farsi la guerra intestina, ma che non sa più ragionare, non guarda ai fenomeni sociali, di costume, agli orientamenti di opinione pubblica. Guarda solo a se stessa, al chi vinci-chi perde nel proprio campo, mentre questo campo si assottiglia e molte carovane hanno raggiunto i campi avversari. Non voglio tormentare la sinistra che c’è. Voglio dire che non basta imprecare contro Renzi per essere di sinistra e far rinascere la sinistra. Bisogna anche capire come si è dissipato un patrimonio con queste storia delle mucche in corridoio, i giaguari da smacchiare e altre corbellerie.

NON HA PERSO SOLO RENZI. Se tanto mi dà tanto, il rischio di avere nel prossimo futuro, come scrive il mio amico Bordin, «le prime elezioni sostanzialmente sena la sinistra» va evitato in un solo modo, attraverso un vero, grande dibattito di popolo. Renzi non lo vuole, è un suo limite ed è condizionato da una banda di disperati, li vedete ogni giorno in tivù, che non saprebbe come parlare in una assemblea affollata. Ma gli altri? Che cosa aspettano a dire: cari compagni, scusate, riprendetevi il vostro destino, noi vi accompagneremo nelle vostre assemblee rifondative pronti al passo indietro o a rimetterci in cammino se ci volete ancora. Lo volete capire che non ha perso solo Renzi?

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