Al via tavolo Ln-M5S,si punta a chiudere
Politica
Aggiornato il 18 maggio 2018 17 Maggio Mag 2018 1807 17 maggio 2018

Contratto di governo: le questioni in ballo

Sono una quindicina i nodi più discussi. Dalla Torino Lione alla Flat Tax, dalle moschee agli asili. Fino alla chiusura dei campi rom.

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Nell'accordo di governo tra Lega e M5s sono quasi una quindicina i punti che il tavolo tecnico, che ha concluso mercoledì sera i lavori, ha demandato all'esame dei leader politici. Sono previsioni di intervento evidenziate in rosso e che, si legge sul frontespizio del contratto, «necessitano di un vaglio politico primario». (Leggi anche: vaccini, la preoccupazione dei medici).
Ecco le questioni in ballo e quali e come sono state corrette nella versione messa al voto su Rousseau

1. Unione europea: è segnata in rosso la previsione di «ridiscussione dei trattati dell'Ue e del quadro normativo principale». Nell'ultimo testo non ci sono cambiamenti così come non ci sono nella parte, che era segnata da controllare, in cui si valuta il depotenziamento degli organismi europei «privi di legittimazione democratica».

Nella versione messa ai voti sulla piattaforma Rousseau si richiede «il rafforzamento del ruolo e dei poteri del Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea ad avere una legittimazione democratica diretta e il contestuale depotenzia-mento degli organismi decisori europei privi di tale legittimazione».


2. Euro: la postilla segnata in rosso è quella che include la «politica monetaria unica» tra le questioni da rivedere, insieme coi partner europei, nella governance economica. Al momento non si evidenziano correzioni. La previsione di un «appropriato ricorso al deficit» per finanziare il programma di governo, oltre che con una «gestione del debito» e tagli agli sprechi era il punto segnato in rosso: ora nel capitolo si precisa che tale azione avverrà «attraverso la ridiscussione dei Trattati dell'Ue e del quadro normativo principale».

Riguardo la politica monetaria, il contratto si limita a «estendere alla Bce lo Statuto vigente delle principali banche centrali del mondo per raggiungere un’unione monetaria adeguata agli squilibri geopolitici ed economici prevalenti e coerente con gli obiettivi dell’unione economica»

Al capitolo dedicato al debito pubblico si legge: «Al fine di consolidare la crescita e lo sviluppo del Paese riteniamo prioritario indurre la Commissione europea allo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit corrente in bilancio, come annunciato più volte dalla medesima Commissione, ma mai e ettivamente e com- pletamente applicato». Per quanto riguarda le politiche sul deficit si prevede, «attraverso la ridiscussione dei Trattati dell’Ue e del quadro normativo principale a livello europeo, una programmazione pluriennale volta ad assicurare il finanziamento delle proposte oggetto del presente contratto attra- verso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato e limitato ricorso al deficit».

3. Flat tax: di fatto scompare prevedendo due aliquote al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, famiglie (che si avvantaggiano di una deduzione fissa di 3 mila euro) e società. Inizialmente per le imprese era prevista un'aliquota unica al 15%.

Nella versione finale si legge: «Il nuovo regime scale si caratterizza come segue: due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito familiare. La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della “no tax area”, nonché in generale di non arrecare alcun trattamento scale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale. Una maggiore equità scale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese».


4. Pace Fiscale: per evitare «finalità condonistica» è allo studio una proposta rivolta esclusivamente ai soggetti in comprovata ed eccezionale situazione di difficoltà economica. Il paragrafo resta lo stesso ma è sparita la dizione «introdurre la proposta».

«È opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata di coltà economica. Esclusa ogni nalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà e il primo passo verso una “riscossione amica” dei contribuenti»

5. Giustizia: i dubbi erano sulla riforma della prescrizione. Il passaggio allo stato è rimasto.

Nel documento infatti si legge: «È necessaria una efficace riforma della prescrizione dei reati, parallelamente alle assunzioni nel comparto giustizia: per ottenere un processo giusto e tempestivo ed evitare che l’allungamento del processo possa rappresentare il presupposto di una denegata giustizia». Il capitolo relativo alla giustizia è dettagliato. Tra i punti chiave cari alla Lega il nodo della legittima difesa. «In considerazione del principio dell’inviolabilità della proprietà privata, si prevede la riforma ed estensione della legittima difesa domiciliare, eliminando gli elementi di incertezza interpretativa (con riferimento in particolare alla valutazione della proporzionalità tra difesa e o esa) che pregiudicano la piena tutela della persona che ha subito un’intru- sione nella propria abitazione e nel proprio luogo di lavoro».

I due contraenti prevedono anche «la revisione del rito abbreviato non consentendo l’applicazione dello stesso ai reati puniti con la pena dell’ergastolo e ai più gravi delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale». Sono poi previste inasprimenti e nuove aggravanti per la violenza sessuale. Non solo: «A fronte di una progressiva precocità di comportamenti criminali, anche gravi, da parte di minori, occorre rivedere in senso restrittivo le norme che riguardano l’imputabilità, la determinazione e l’esecuzione della pena per il minorenne, eliminando inoltre la possibilità di trattamento minorile per il c.d. “giovane adulto” infra-venticinquenne».

6. Migranti: si dibatte sul fatto che i centri di permanenza finalizzati al rimpatrio degli irregolari debbano esser dislocati in ogni regione. La previsione è rimasta ma rispetto al testo dei tecnici di mercoledì 16 maggio è stato precisato che le domande di protezione internazionale dovranno avvenire nei Paesi di origine o di transito in strutture che dovranno garantire «la piena tutela dei diritti umani».

Così la bozza definitiva: «La valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale deve avvenire nei Paesi di origine o di transito, col supporto delle Agenzie europee, in strutture che garantiscano la piena tutela dei diritti umani. Inoltre riteniamo che si debbano implementare gli accordi bilaterali, sia da parte dell’Italia sia da parte dell’Unione europea, con i Paesi terzi, sia di transito che di origine, in modo da rendere chiare e rapide le procedure di rimpatrio». Occorre prevedere, contestualmente, «l’individuazione di sedi di permanenza temporanea nalizzate al rimpatrio, con almeno una sede per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una capienza sufficiente per tutti gli immigrati irregolari, presenti e rintracciati sul territorio nazionale, garantendo la tutela dei diritti umani».

«Si deve superare l’attuale sistema di affidamento a privati dei centri e puntare a un maggiore coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, a cominciare da quelle territoriali, a dando la gestione dei centri stessi alle regioni e prevedendo misure che dispongano l’acquisizione del preventivo assenso degli enti locali coinvolti, quale condizione necessaria per la loro istituzione». Confermato anche il numero di irregolari da rimpatriare: «A oggi sarebbero circa 500 mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria».

7. Moschee: altra questione da dirimere è legata ai centri di culto, alla tracciabilità dei finanziamenti per la loro costruzione, al registro dei ministri di culto. Nella bozza di giovedì mattina scompare la previsione sullo svolgimento delle prediche in italiano.

Questa la versione definitiva: «Ai fini della trasparenza nei rapporti con le altre confessioni religiose, in particolare di quelle che non hanno sottoscritto le intese con lo Stato italiano, e di prevenzione di eventuali in ltrazioni terroristiche, più volte denunciati a livello nazionale e internazionale, è necessario adottare una normativa ad hoc che preveda l’istituzione di un registro dei ministri di culto e la tracciabilità dei nanziamenti per la costruzio- ne delle moschee e, in generale, dei luoghi di culto, anche se diversamente denominati».

Inoltre, continua il testo, «occorre disporre di strumenti adeguati per consentire il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali nonché di moschee e di luoghi di culto, comunque denominati, che risultino irregolari. A tale riguardo, onde garantire un’azione e cace e uniforme su tutto il territorio nazionale è necessario adottare una specifica legge quadro sulle moschee e luoghi di culto, che preveda anche il coinvolgimento delle comunità locali».

8. Famiglie: per gli asili nido, è in dubbio l'inclusione delle le famiglie di stranieri residenti da almeno 5 anni in Italia.

Il contratto ribadisce solo «il sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane». Il testo poi si pone tra gli obiettivi la riforma del Diritto di famiglia. «Sarà necessario assicurare la permanenza del glio con tempi paritari tra i genitori, rivalutando anche il mantenimento in forma diretta senza alcun automatismo circa la corresponsione di un assegno di sostentamento e valutando l’introduzione di norme volte al contrasto del grave fenomeno dell’alienazione parentale».

9. Reddito di cittadinanza: il punto in discussione era l'arco temporale dopo il quale decade il beneficio in caso di rifiuto del lavoro offerto. Resta, allo stato, l'indicazione di due anni. . Si aggiunge anche la cosiddetta "pensione di cittadinanza".

Campi rom.
ANSA

10. Partiti: si tratta sulla previsione di norme sulla trasparenza dei finanziamenti alle fondazioni a questi collegate. Il passaggio al momento resta invariato.

Nella versione definitiva si legge: «Per migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni intendiamo inoltre intervenire su quelle fondazioni, direttamente o indirettamente collegate a partiti politici, introducendo adeguate misure per garantire la massima trasparenza dei nanziamenti ricevuti e delle attività finanziarie svolte».

11. Riforme: sub judice anche la previsione di cancellazione della regola del pareggio di bilancio.

Nel testo si legge: «Occorre prevedere una maggiore essibilità dell’azione di governo in modo tale da poter far fronte e cacemente ai diversi cicli economici, prevedendo l’adeguamento della regola dell’equilibrio di bilancio, che rende oggettivamente impossibile un’efficace azione anticiclica dello Stato».

12. Tav: 'codice rosso' per la previsione di blocco dell'opera. I due leader si impegnano a «ridiscutere integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia», senza più cenni al blocco dei lavori.

Nel testo al voto su Rousseau si legge: «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia».

13. Disabili: nell'ultimo documento è stata aggiunta la previsione dell'innalzamento dell'indennità di invalidità civile al livello della pensione sociale. E la nascita di un ministero ad hoc.

14: Campi rom: nella nuova versione del testo entrano, tra l'altro, nuovi capitoli come la chiusura dei campi nomadi.

Così la versione definitiva: «Il dilagare dei campi nomadi, negli ultimi anni, l’aumento esponenziale di reati commessi dai loro abitanti e le pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono sottoposti ha reso tale fenomeno un grave problema sociale con manifestazioni esasperate soprattutto nelle periferie urbane coinvolte. A oggi circa 40 mila rom vivono nei campi nomadi e il 60% sono minori. Sono pertanto necessarie le seguenti azioni: chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale. In ogni caso, proponiamo di intervenire per il pieno superamento dei campi rom in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea»


15. Vaccini: il testo definitivo conferma la versione precedente. «Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale».

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