Pensioni 12 Fassina
mambo
18 Maggio Mag 2018 0913 18 maggio 2018

Certe volte mi fanno più paura Fassina e Guerini

L'indulgenza o il fiancheggiamento di una certa sinistra nei confronti del governo M5s-Lega preoccupa. Sono andati persi memoria storica e comprensione del mondo. Così come il Pd deve ammettere a se stesso di essere a digiuno di cultura politica. 

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Nell’ipotesi, che diventa probabile o improbabile a seconda del caso che il governo nasca o no, ci sono già pronti non solo i suoi difensori ma gli argomenti a tutela del “mostro”. Alcuni sono classici: «Hanno appena comimciato»; altri presi in prestito: «Lasciateli lavorare»; altri ancora vendicativi: «Hanno avuto una eredità terribile». Infine ci sono quelli compiacenti: «Però c’è qualcosa di buono». Il governo, che dicono giallo-verde perdendo quella coloritura di nero che invece lo sopraffà, piace anche ad alcuni personaggi prevedibili (tutto il mondo giustizialista) ma suscita indulgenze in settori “rossissimi”, penso all’intervista di ieri al Manifesto di Stefano Fassina.

IL PRIMATO DELLE MANETTE. I giustizialisti in fondo sono arrivati là dove volevano arrivare: travolgere i partiti (che in verità si sono cappottatti in parcheggio), affermare il superamento della distinzione destra/sinistra, convincere il Paese che solo il primato delle manette potrà funzionare come volano per lo sviluppo, indicare nei privilegi dei parlamentari e nelle pensioni d’oro (5000 euro) il prezzo da pagare per tenere sovreccitata la plebe. Poi i temi di come modificare il modello di sviluppo, di come colpire rendite e postazioni di potere economico, di dare un’indicazione sull’Italia che verrà sono del tutto secondari. Fatte le cose dette prima, il resto verrà. Non è per caso che la battaglia contro la Casta è stata ideata e condotta da benestanti.

LE RESPONSABILITÀ DELLA SINISTRA. Personalmente non mi stupisco nel leggere parole indulgenti da parte del mondo giustizialista che quando vuole proprio avanzare una critica ai due sudaticci trattativisti immagina complotti del sempre-verde Berlusconi. La mia opinione è che l’Italia l’hanno sicuramente portata a questo punto governi che hanno molto sbagliato e una sinistra che ha perso la propria cultura politica, ma soprattutto l’aver ceduto il passo a una disastrosa cultura giustizialista che ha modificato persino l’interpretazione elementare dei fenomeni sociali e politici. Chiuso qui, per ora.

Siamo arrivati a questo punto a causa di governi che hanno molto sbagliato e di una sinistra che ha perso la propria cultura politica. Ma soprattutto ha ceduto il passo a un disastroso giustizialismo che ha modificato persino l’interpretazione elementare dei fenomeni sociali e politici

La sorpresa è nell’indulgenza di quelli come Fassina. C’è poi il fiancheggiamento da parte di quelli come Michele Emiliano che cambia idea con la stessa facilità con cui i due sudaticci cambiano il programma di governo. Di lui non parlo, in nome di una vecchia amicizia e dell’orrore che provo al pensiero che sotto la sua gestione, e per ragioni puramente demagogiche, si sta distruggendo una grande storica risorsa italiana, l’uliveto pugliese ucciso dalla xilella che il governatore non ha contrastato.

LE SIMPATIE ANTI-EUROPEE A SINISTRA. C’è, infine, da prendere in considerazione la variante di simpatia che il programma anti-europeo sta guadagnando in alcuni settori di sinistra. Non vorrei essere pedante ma nel programma iniziale del fascismo e nei suoi primi anni, primi della presa del potere, c’era molto debito verso culture estreme di sinistra. Il problema della assenza di culture politiche nella sinistra di oggi sta nel fatto che si è perso quello che si potrebbe definire il punto da dove si osserva il tutto e l’analisi di interpretazione politica di fenomeni nuovi.

DALL'ALTERITÀ ALL'APPREZZAMENTO. È vero che la sinistra più intelligente ha affermato, a suo tempo, il valore dell'analisi differenziata, che ha invitato nel Ventennio a entrare nelle organizzazioni di massa del regime per incontrare il popolo, ma era del tutto chiaro il punto di vista, era del tutto chiara l’alterità a queste forze. Qui leggiamo, invece, apprezzamenti sul programma nelle sue parti anti-europee e ci dimentichiamo che Salvini ha riabilitato il fascismo, che vuole lui gestire con la mano pesante l’immigrazione, che cambia quella Costituzione che con voi diceva di difendere, che ha come sodali quelli di CasaPound il cui programma sociale a questi nostri indulgenti compagni potrebbe anche piacere.

MANCANO LE LENTI PER CAPIRE IL MONDO. Quando si dice, come ha fatto Follini ieri, che bisogna costruire un’Arca togliendosi i travestimenti di questi anni si vuol dire che l’involucro Pd e la totale assenza di cultura politica che c’è stata nella sua fondazione e persino negli ultimi anni dell’Ulivo hanno accecato il cosiddetto “punto di vista”. Non sappiamo chi siamo, perché non abbiamo lenti per capire i processi del mondo e ci stupiamo se milioni di poveri vanno incontro ai loro carnefici. Penso a quei miei concittadini meridionali che hanno votato il leghista Salvini che li ha insultati per decenni o quel Di Maio che fino a ieri sera aveva cancellato la parola Sud dal programma. L’assemblea del Pd che deve decidere il percorso e i nomi da oggi al congresso deve prendere atto che è un organismo del tutto privo di cultura politica. Diceva Mao: chi non fa inchieste non ha diritto di parola. Era un po’ severo ma svolgeva il tema classico del movimento operaio: la conoscenza, il punto di vista, l’analisi accurata delle forze in campo. Altro che Guerini!

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